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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36800/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, confermando così la decisione di merito. Ha inoltre condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi, proposti nell'interesse di due imputati avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste, denunciavano violazione di legge e difetto di motivazione in ordine alla ritenuta idoneità delle minacce poste in essere nei confronti della vittima. In particolare, il primo motivo contestava la valutazione della Corte territoriale sulla sussistenza di minacce penalmente rilevanti, sostenendo una diversa lettura degli elementi probatori. La Corte di cassazione ha rilevato che la doglianza era sostanzialmente reiterativa e mirava a proporre una ricostruzione alternativa del materiale probatorio, non consentita in sede di legittimità, a fronte della specifica motivazione resa dalla Corte d'appello circa la reiterata prospettazione di lesioni personali in danno della vittima.

Norme richiamate

  • art. 610 c.p.

    La sentenza richiama, in via implicita, il tema della idoneità delle minacce quale elemento del reato di violenza privata, valorizzando la reiterata prospettazione di lesioni personali come condotta minacciosa idonea.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito proporre una mera rilettura alternativa degli elementi di prova quando la sentenza impugnata abbia già fornito una motivazione specifica e non manifestamente illogica sul punto decisivo.
  • La censura per violazione di legge o difetto di motivazione è inammissibile se si limita a contestare in fatto la valutazione di idoneità della minaccia compiuta dal giudice di merito, senza evidenziare un effettivo vizio logico o giuridico.
  • La reiterata prospettazione di lesioni personali nei confronti della vittima può integrare una condotta minacciosa penalmente rilevante ove il giudice di merito ne abbia adeguatamente motivato l'idoneità a intimidire il soggetto passivo.

Come è indicizzato

MaterieMinacceImpugnazioni
RamiDelitti contro la personaProcesso penale

Testo integrale

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