Cassazione Penale, Sentenza n. 10917/2024 del 14/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Belforte impugnava il rigetto, da parte del GIP, della richiesta di riconoscimento del vincolo della continuazione tra tre sentenze di condanna per omicidi commessi tra il 1992 e il 1997. Sosteneva che i delitti erano frutto di un unico disegno criminoso unitario e antecedente alla commissione del primo reato, basato sulla volontà di eliminare i componenti della fazione avversaria e sullappartenenza al clan Belforte, argomentando con trascrizioni di dichiarazioni di collaboratori e con la sovrapponibilità delle modalità esecutive
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza del GIP e ha rinviato per nuovo giudizio al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. La Corte ha rilevato che il provvedimento impugnato era motivato in termini generici e apodittici (richiamo alla distanza temporale, a peculiari moventi e al carattere generico della progettualità) senza indicare quali elementi fattuali tratti dalle sentenze giustificassero la conclusione che non vi fosse un disegno unitario antecedente al primo fatto. La Corte ha richiamato i principi consolidati secondo cui lidentità del bene giuridico violato, la corrispondenza del movente o la vicinanza temporale non sono di per sé sufficienti a provare la continuazione; occorre laccertamento di una progettualità anticipata, almeno nelle linee generali. Ha inoltre precisato che, in esito allannullamento, il giudice che ha adottato lordinanza di rigetto non potrà partecipare al nuovo giudizio, alla luce della sentenza n.183/2013 della Corte Costituzionale.
Norme richiamate
art. 671 cod. proc. pen.
Norma procedurale che disciplina la competenza del giudice per le indagini preliminari in ordine alle istanze di applicazione della disciplina del reato continuato; quadro procedurale in base al quale è stato deciso il rigetto impugnato
art. 81, comma 2, cod. pen.
Principio sostanziale richiamato: per il riconoscimento della continuazione occorre che i reati siano stati voluti sin dallorigine in funzione di un unico programma criminoso; laccertamento richiede una progettualità antecedente alla consumazione del primo reato
artt. 575 e 577 cod. pen.
Norme sostanziali relative agli omicidi e alle circostanze aggravanti; sono i reati per cui il ricorrente era stato condannato nelle sentenze richiamate
L. n. 203 del 1991
Norma richiamata nelle sentenze di condanna (indicata nel dispositivo delle sentenze): contestazione di fattispecie aggravate o connessive al contesto mafioso/associativo (impiego come riferimento alle qualificazioni delle condotte nelle sentenze in esecuzione)
L. n. 797 del 1974
Norma citata nelle sentenze (articoli 10 e 12 sono richiamati nelle condanne): richiamata come elemento integrante delle qualificazioni penali delle condotte nei provvedimenti impugnati
sent. Corte Cost. n. 183/2013
Principio costituzionale che impedisce al giudice che ha pronunciato lordinanza impugnata di partecipare al nuovo giudizio dopo annullamento per vizio di motivazione, perché la valutazione costituisce un giudizio con effetti pregiudicanti sulla posizione dellinteressato
artt. 34 e 623 cod. proc. pen.
Riferimento normativo collegato alla pronuncia della Corte Costituzionale; parti di tali articoli sono state dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale nella sentenza n.183/2013, con le conseguenze sullincompatibilità del giudice originario al nuovo giudizio
Massime di principio
- Per riconoscere la continuazione fra più reati non basta la identità del bene giuridico leso, la corrispondenza del movente o la vicinanza temporale: è necessario dimostrare l'esistenza di un unico progetto criminoso antecedente alla commissione del primo reato, almeno nelle linee generali
- Il giudice deve motivare con specifici riferimenti agli elementi fattuali (anche dalle sentenze in esecuzione o dalle dichiarazioni acquisite) la ragione per cui ritiene che non sussista un disegno unitario; motivazioni generiche o riferimenti ad astratte categorie (es. 'distanza temporale notevole') sono insufficienti
- Nei casi di annullamento per carenza motivazionale, il nuovo giudizio deve essere svolto da un diverso giudice rispetto a quello che ha emesso lordinanza impugnata, in ossequio alla giurisprudenza costituzionale
- La semplice appartenenza a un sodalizio criminoso non presume automaticamente che ogni reato successivo sia stato progettato sin dall'origine: anche i soggetti organici devono essersi prefigurati, almeno nelle linee generali, di realizzare il complesso delle condotte
- In situazioni simili, le parti che chiedono il riconoscimento della continuazione devono produrre o indicare con precisione i fatti e le prove dalle sentenze pregresse (tempi, modalità, dichiarazioni di collaboratori, sovrapponibilità esecutiva) che dimostrino la progettualità anticipata
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