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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26491/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Savona per le lesioni personali colpose derivanti da un sinistro stradale. Il ricorso contestava: 1) errore di diritto nella valutazione secondo cui la violazione del divieto di sosta avrebbe avuto solo finalità di regolazione della speditezza della circolazione e non di prevenzione degli incidenti; 2) manifesta illogicità e carenza motivazionale nell'escludere il nesso causale tra il parcheggio in divieto di sosta del motociclo e il sinistro, dato che la consulenza tecnica aveva indicato un restringimento della carreggiata (spazio residuo di soli 30 cm rispetto a 1 m senza l'ostacolo). Il ricorrente chiedeva l'annullamento della sentenza per omessa e incompleta motivazione circa la natura cautelare del divieto e l'effettiva incidenza del parcheggio sull'evento dannoso.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Savona in diversa composizione. Ha rilevato che il Tribunale di merito non ha adeguatamente motivato se il divieto di sosta in quel luogo avesse natura cautelare e rispetto a quale rischio, né ha chiarito in concreto l'ingombro della carreggiata e lo spazio residuo utile, elementi necessari per valutare il nesso causale tra la condotta del Cammarata e il sinistro. Per tali carenze la decisione di assoluzione è stata annullata e la causa rinviata per nuovo esame.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 590-bis

    Riferimento alla fattispecie di lesioni personali colpose derivanti dalla violazione di norme sulla circolazione; la Corte ha valutato la necessità di verificare il nesso tra violazione e rischio concretizzatosi

  • Codice penale, art. 583

    Norma che disciplina le lesioni personali; richiamata in relazione alla qualificazione del fatto come delitto colposo

  • Codice della Strada, art. 146

    Norma sulla segnaletica stradale richiamata perché la violazione delle prescrizioni può rilevare ai fini della responsabilità quando la segnaletica abbia finalità cautelare

  • Codice della Strada, art. 158

    Disciplina i divieti di fermata e sosta; la Corte sottolinea che il divieto può perseguire finalità diverse (evitare intralci alla circolazione o riservare spazi) e va accertata la ragione dell'apposizione per valutare il rischio prevenuto

  • Codice della Strada, art. 7

    Richiamato come norma che attribuisce competenze ai comuni nell'individuare le aree di divieto di sosta, utile per accertare la finalità del divieto nel caso concreto

Massime di principio

  • La violazione di un divieto di sosta non comporta automaticamente responsabilità penale: occorre accertare che la violazione abbia concretamente determinato il rischio che la norma mirava a prevenire e che tale rischio si sia realizzato nell'evento dannoso.
  • Il giudice deve motivare specificamente la natura cautelare del divieto di sosta nel luogo concreto e indicare quale rischio la prescrizione intendeva evitare (es. intralcio alla circolazione, visibilità compromessa, curve, dossi, aree particolari).
  • Per stabilire il nesso causale in incidenti dovuti a ostacoli sulla carreggiata è necessaria una valutazione concreta dell'ingombro, dello spazio residuo di passaggio e della effettiva influenza dell'ostacolo sulla dinamica del sinistro (es. misurazioni, consulenze tecniche).
  • Le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada non escludono autonomamente la responsabilità penale: la stessa condotta può rilevare penalmente se collegata causalmente al danno.
  • La prova tecnica (consulenza) deve essere dettagliatamente valorizzata nella motivazione: indicare genericamente che il passaggio sarebbe stato possibile non è sufficiente se emergono elementi quantitativi (es. spazio residuo ridotto a 30 cm) che possono incidere sulla causalità.
  • In caso di dubbio motivazionale o omessa valutazione di elementi rilevanti sul nesso causale, la decisione di merito può essere annullata e rinviata per un nuovo esame.

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