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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00576/2026 del 08/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che l'aveva ritenuta responsabile del delitto di appropriazione indebita per avere trattenuto somme di denaro versate dai condomini e non destinate alle spese condominiali. Con il primo motivo contestava l'affermazione di responsabilità, deducendo sostanzialmente l'insussistenza del reato o comunque l'erroneità della valutazione degli ammanchi di denaro. Con il secondo motivo censurava la quantificazione della provvisionale liquidata in favore della parte civile e lamentava l'omessa giustificazione del diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, perché la sentenza impugnata era sorretta da motivazione congrua e non illogica sugli ammanchi di denaro. Ha ritenuto non deducibile in sede di legittimità la censura sulla provvisionale, poiché non risultava sviluppato alcun motivo di appello sul punto; in ogni caso ha richiamato il principio per cui la liquidazione della provvisionale è rimessa al giudice di merito e non richiede espressa motivazione se contenuta nel danno prevedibile. Quanto al diniego delle attenuanti generiche, il motivo è stato giudicato manifestamente infondato perché il giudice di merito può motivare richiamando solo gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 646 c.p.

    norma incriminatrice dell'appropriazione indebita, ritenuta integrata dai fatti relativi agli ammanchi di denaro trattenuti dalla ricorrente

  • art. 62-bis c.p.

    disciplinante le attenuanti generiche; il loro diniego è legittimo se sorretto dal richiamo agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti

  • art. 540 c.p.p.

    richiamato implicitamente in tema di provvisionale, quale statuizione accessoria civile rimessa al giudice di merito

  • art. 616 c.p.p.

    base della condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • In tema di appropriazione indebita, è congruamente motivata la condanna quando il giudice di merito dia conto, in modo non illogico, di ammanchi di denaro riconducibili alla condotta dell'agente e della distrazione di somme che avrebbero dovuto essere destinate a finalità determinate.
  • In sede di legittimità non è consentito reiterare censure di merito già disattese con motivazione adeguata, salvo il vizio di manifesta illogicità o carenza motivazionale nei limiti consentiti.
  • La determinazione della provvisionale è rimessa insindacabilmente al giudice di merito e non richiede una specifica motivazione quando l'importo liquidato resti nell'ambito del danno prevedibile.
  • Il motivo di ricorso relativo alle statuizioni civili non può essere proposto per la prima volta in cassazione se non è stato coltivato con specifico motivo di appello.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice richiami gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover confutare analiticamente ogni dato favorevole o sfavorevole emerso dagli atti.

Come è indicizzato

MaterieAppropriazione indebitaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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