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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32948/2024 del 22/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per vizi di motivazione relativi al riconoscimento della ricorrente nei fotogrammi dell'area di servizio (mancata specifica descrizione come richiesto dall'art. 213 c.p.p.; qualità scadente delle immagini; presunto travisamento sul mezzo probatorio - video a colori vs fotogrammi in bianco e nero). Inoltre censura la valutazione della attendibilità della persona offesa e l'insufficienza dei riscontri estrinseci: assenza di prova che gli oggetti fossero effettivamente custoditi nell'auto, mancanza di segni di effrazione, assenza di movente e non considerazione della libera disponibilità dell'abitazione e delle chiavi da parte della ricorrente, con possibile ricaduta sull'elemento psicologico del furto.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto infondati i primi tre motivi: ha confermato che il riconoscimento operato da agente di polizia giudiziaria mediante visione di immagini ha valore indiziario e la valutazione della sua attendibilità spetta al giudice di merito; nessun travisamento è stato riscontrato con riferimento al passaggio da video a fotogrammi. Tuttavia ha accolto il quarto motivo ritenendo la motivazione della Corte d'appello incompleta e illogica in ordine all'elemento psicologico del reato e alla possibilità che la ricorrente ritenesse di avere una qualche autorizzazione (o di aver ricevuto in dono una scheda simile), non avendo la sentenza adeguatamente esaminato la libera disponibilità dell'abitazione, la presenza di chiavi, la possibile legittima detenzione della scheda e l'assenza di riscontri decisivi. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata e rinviata per nuovo giudizio alla Corte d'appello per nuovo esame.

Norme richiamate

  • d.lgs. 28 luglio 1989 n. 271, art. 173, comma 1

    art. 173, comma 1 d.lgs. 28 luglio 1989 n. 271

    Limiti nella esposizione dei motivi in cassazione; il ricorso deve indicare i motivi nei limiti necessari alla decisione

  • codice di procedura penale, art. 213

    La norma disciplina il riconoscimento; pure se è prevista una descrizione formale, la giurisprudenza ammette anche riconoscimenti informali da parte della polizia giudiziaria come accertamento di fatto, il cui valore probatorio va valutato dal giudice di merito

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 2, n. 41375 del 05/07/2023; Sez. 3, n. 16977 del 22/03/2022; Sez. 2, n. 34211 del 25/11/2020; Sez. F, n. 37012 del 29/08/2019

    Principio consolidato che il riconoscimento tramite filmati da parte di personale di polizia giudiziaria costituisce indizio grave e preciso e la sua valutazione è rimessa al giudice di merito; la Corte ha ribadito che la testimonianza dell'operatore che ha visionato il filmato è rilevante anche se nel fascicolo sono depositati fotogrammi in b/n

Massime di principio

  • Il riconoscimento operato dalla polizia giudiziaria su filmati di videosorveglianza è ammesso e costituisce indizio grave e preciso, ma il suo valore probatorio è rimesso alla valutazione articolata del giudice di merito
  • Il giudice di merito deve motivare in modo compiuto e affrontare espressamente circostanze rilevanti che possono incidere sull'elemento psicologico del reato (es. disponibilità della cosa, autorizzazioni, consegna precedente di strumenti di spesa), altrimenti la motivazione può essere ritenuta incompleta e la decisione annullata in cassazione
  • Quando l'imputata ha libero accesso a un'abitazione o detiene chiavi e risulta possibile una legittima detenzione/uso di beni, il giudice deve esaminare e motivare perché tali circostanze non escludono il dolo del furto
  • L'assenza di segni di effrazione, la mancanza di riscontri diretti sulla custodia degli oggetti e l'assenza di un movente dovrebbero essere considerati dal giudice e possono indebolire la ricostruzione accusatoria se non adeguatamente contrastati con riscontri probatori
  • In presenza di immagini di qualità scadente, il giudice deve spiegare come l'identificazione sia comunque affidabile (ad es. esperienza dell'operatore, elementi distintivi visibili), altrimenti la prova può essere valutata con cautela

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