Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39981/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello di Napoli che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Avellino per reato continuato di estorsione e tentativo di estorsione. I motivi principali: (1) nullità assoluta del processo d'appello per omessa o illegittima notifica del decreto di citazione all'imputato e invalidità della notifica effettuata al difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p., per mancata verifica della inidoneità o insufficienza del domicilio eletto; (2) violazione dell'art. 190 c.p.p. e vizio di motivazione per mancata ammissione di prove decisive e per impedimento della controprova; (3) vizi di motivazione nella valutazione dell'attendibilità della persona offesa e di altri testi, con contestazione di contraddizioni tra dichiarazioni e riscontri oggettivi (tabulati telefonici); (4) doglianze sulla qualificazione giuridica del fatto e sulla mancanza della prova degli elementi costitutivi dell'estorsione (coartazione, ingiusto profitto, nesso causale tra minaccia e dazione).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati i primi tre motivi (nullità della vocatio in ius). Dalla verifica degli atti è emerso che il decreto di citazione per l'appello è stato inviato agli ufficiali giudiziari con un indirizzo privo del numero civico; l'indirizzo completo, invece, risultava documentalmente indicato negli atti precedenti (decreto che dispone il giudizio e sentenza di primo grado). Pertanto la notificazione effettuata al difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p. è stata eseguita senza la previa e rigorosa verifica dell'inidoneità o insufficienza del domicilio eletto, come richiede la normativa e la giurisprudenza; ne consegue la nullità assoluta del giudizio di appello. La sentenza impugnata è annullata senza rinvio e gli atti sono trasmessi nuovamente alla Corte di appello di Napoli per il prosieguo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 161 cod. proc. pen.

    La notifica al difensore ai sensi del comma 4 è legittima solo se previamente verificata l'insufficienza o l'inidoneità del domicilio eletto; senza tale verifica la notifica è nulla perché difforme dal modello legale

  • art. 179 cod. proc. pen.

    La nullità assoluta della vocatio in ius sussiste quando la notificazione sia omessa o resa in forma tale da risultare inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato

  • art. 184 cod. proc. pen.

    La norma disciplina la sanatoria delle violazioni formali delle modalità di notificazione nelle ipotesi in cui non ricorra la nullità assoluta prevista dall'art. 179

  • art. 190 cod. proc. pen.

    Regola la possibilità di rinnovare l'istruttoria dibattimentale; la scelta di non ammettere prove subordinate deve essere motivata adeguatamente per non ledere il diritto di difesa

  • art. 629 cod. pen.

    Definizione del reato di estorsione: la valutazione giudiziale richiede prova degli elementi costitutivi (coartazione, ingiusto profitto, nesso causale tra minaccia e dazione); la mancanza di prova su tali elementi può comportare esclusione della responsabilità

Massime di principio

  • La notifica dell'atto processuale all'avvocato ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p. è valida solo se è stata prima accertata e verbalizzata l'insufficienza o l'inidoneità del domicilio eletto; in mancanza la notifica è nulla e comporta la nullità assoluta del giudizio eventualmente celebrato
  • La nullità della vocatio in ius prevista dall'art. 179 c.p.p. tutela la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato: errori formali che non compromettono la conoscenza possono essere sanati, ma omissioni che impediscono la conoscenza determinano annullamento
  • Chi impugna per nullità di notifica deve documentare e far emergere dagli atti la mancanza della verifica sulla inidoneità del domicilio; la Corte di legittimità può esaminare direttamente gli atti e decidere sul punto di fatto
  • In materia probatoria, l'esclusione o la limitazione dell'istruttoria dibattimentale deve essere motivata alla luce del diritto di difesa: se la difesa non può offrire controprove decisive, tale esclusione può integrare vizio di motivazione
  • Nelle imputazioni per estorsione, è essenziale provare la coartazione, l'ingiusto profitto e il nesso causale; contraddizioni tra dichiarazioni e riscontri oggettivi (es. tabulati) devono essere valutate nel loro complesso e possono incidere sulla credibilità della persona offesa ma non sempre sono risolutive senza un riesame probatorio

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.