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Ordinanza

Ordinanza n. 12073/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento DM 2.9.2025 di rigetto dell'istanza diretta ad ottenere la concessione della cittadinanza italiana. K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202511339

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per ragioni connesse a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 2 settembre 2025, recante il rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Dal testo emerge che il diniego è stato adottato perché, nel corso dell'istruttoria, erano emersi elementi a carico del richiedente tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Ai fini della decisione, il Collegio ha ritenuto necessario acquisire la documentazione istruttoria posta a fondamento del provvedimento, prevedendo cautele per la tutela delle fonti informative e per non pregiudicare l'attività di intelligence.

La decisione

Il TAR non ha definito nel merito la domanda di annullamento. Ha disposto, ai sensi degli artt. 65, 66 e 67 c.p.a., l'acquisizione dal Ministero dell'Interno della documentazione istruttoria sulla quale si fonda il diniego, con possibilità di produrre stralci e omissis e, in alternativa, una relazione esplicativa delle specifiche ragioni che renderebbero ragionevole non trasmettere gli atti. Il deposito avrebbe dovuto avvenire entro il 15 marzo 2026, in doppia busta e con la dicitura riservata indicata nell'ordinanza. Il Collegio ha inoltre stabilito che l'esame della documentazione potrà avvenire esclusivamente da parte del Collegio e del difensore, nella camera di consiglio fissata per la visione degli atti, senza estrazione di copie, per consentire l'attività difensiva. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio istruttoria del 17 marzo 2027. È stato disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per gli incombenti istruttori disposti dal giudice amministrativo.

  • art. 66 c.p.a.

    Richiamato nel quadro delle disposizioni processuali applicate agli incombenti istruttori.

  • art. 67 c.p.a.

    Richiamato nel quadro delle disposizioni processuali applicate agli incombenti istruttori.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità per tutelare i diritti o la dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il diniego di concessione della cittadinanza italiana è fondato su elementi istruttori riferiti a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice amministrativo può disporre l'acquisizione della documentazione posta a base del provvedimento, contemperando le esigenze difensive con la tutela delle fonti informative e dell'attività di intelligence.
  • La tutela delle informazioni sensibili o riservate può essere assicurata mediante stralci, omissis e altre cautele, oppure mediante una relazione dell'amministrazione sulle ragioni specifiche che impediscono la trasmissione integrale degli atti.
  • L'esame giudiziale e difensivo della documentazione istruttoria riservata può essere limitato alla visione da parte del Collegio e del difensore in un'apposita udienza camerale, senza estrazione di copie, quando ciò sia necessario per bilanciare diritto di difesa e segretezza delle fonti.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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