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Sentenza

Sentenza del 19/07/2022 n. 22559 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I contribuenti impugnavano l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate aveva aumentato il valore catastale e rideterminato la rendita di un immobile categoria D/8 (camping) sulla base di una procedura DOCFA, contestando: 1) omissione della sospensione del processo in attesa del giudizio relativo al precedente classamento (pregiudizialità); 2) difetto di motivazione dell'avviso di accertamento; 3) errata applicazione del criterio valutativo (l'Ufficio avrebbe dovuto usare il criterio sintetico-comparativo e non il costo di ricostruzione/deprezzato); 4) erronea qualificazione come fabbricati di strutture mobili (case mobili/bungalow), talune anche locate in leasing e immatricolate, sostenendo la loro natura semovente; 5) nullità della motivazione per mancata specificazione delle caratteristiche costruttive dei bungalow.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue censure. Ha ritenuto infondata la richiesta di sospensione per presunta pregiudizialità, poiché il procedimiento di classamento non comporta di per sé una sospensione obbligatoria e l'art. 39, comma 1-bis non risultava applicabile al caso concreto. Ha inoltre ritenuto che l'avviso di accertamento e il relativo classamento avevano motivazione sufficiente (indicazione del criterio usato: stima in base al costo di costruzione deprezzato e dati di riferimento); la Corte ha affermato che, per gli immobili D, la motivazione è adeguata quando emergono il capitale fondiario e il saggio di redditività e che la stima tecnica dell'Ufficio integra il fondamento dell'atto. Quanto alle strutture mobili, la Corte ha confermato che le 129 unità erano da considerarsi beni immobili in ragione della collocazione stabile e delle caratteristiche (impianto fognario, servizi, bagni, cucine), con conseguente legittima inclusione nella rendita. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio e del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 295 c.p.c.

    Disciplina la sospensione del processo per decisioni pregiudiziali: la Corte ha ritenuto che non sussisteva il presupposto di sospensione perché il classamento impugnato non creava dipendenza obbligatoria rispetto al precedente giudizio.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, comma 2

    Richiamato nel contesto del processo tributario; la Corte ha valutato la normativa di rito senza ravvisare la necessità di sospensione.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, comma 1-bis (introdotto dal D.Lgs. n. 156/2015, art. 9)

    "La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa"

    La Corte ha ritenuto che la norma non fosse applicabile al caso concreto in quanto non sussisteva una vera pregiudizialità/dipendenza tra i giudizi sugli accertamenti catastali.

  • art. 53 Cost.

    Citato tra le norme richiamate; non ha condotto a esito favorevole per i ricorrenti nella loro censura procedurale.

  • art. 2697 c.c.

    Principio della prova: il giudice ha richiamato che grava sui contribuenti l'onere di dimostrare che i dati ufficiali siano divenuti incongrui per fatti oggettivi.

  • Legge n. 212/2000, art. 7 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Richiamata nella censura relativa alla motivazione; la Corte ha ritenuto il requisito motivazionale assolto.

  • Legge n. 241/1990, art. 3

    Richiamata in tema di motivazione degli atti amministrativi; la Corte ha ritenuto che l'avviso di accertamento e le valutazioni tecniche contenevano la motivazione richiesta.

  • D.P.R. n. 1142 del 1949, artt. 27 e 29

    Norme sul catasto e criteri di valutazione; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso della stima in base al costo di costruzione deprezzato per il caso considerato.

  • R.D. n. 652 del 1939, art. 4

    "si considerano come immobili urbani, i fabbricati e le costruzioni stabili... Sono considerati come costruzioni stabili anche gli edifici sospesi o galleggianti stabilmente assicurati al suolo"

    La Corte ha applicato questo principio per qualificare come immobili i bungalow/stutture mobili che, pur originariamente semoventi, risultavano stabilmente collocati e dotati di impianti e servizi, configurando alterazione stabile del territorio.

  • art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4

    Richiamato nella censura di nullità per motivazione omessa; la Corte ha ritenuto la motivazione adeguata anche per relationem alle sentenze e dati già richiamati nell'atto.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, n. 4

    Richiamato nella censura sulla motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza di merito fosse individuabile e non nulla.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4

    Norma sulla impugnazione per cassazione: le censure proposte sono state esaminate e ritenute infondate, in particolare quelle che invocavano violazioni di norme sulla motivazione e sulla qualificazione dei beni.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis

    Norme sul contributo unificato: la sentenza annota l'obbligo dei ricorrenti al versamento di un ulteriore importo pari al contributo dovuto per il ricorso.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato in tema di motivazione per relationem: la nullità per motivazione omessa è esclusa se il thema decidendum e le ragioni della decisione risultano individuabili.

Massime di principio

  • La sospensione del processo per pregiudizialità (art. 295 c.p.c. / art. 39 D.Lgs. 546/1992) richiede una effettiva dipendenza della decisione: non basta il legame soggettivo o tematico tra atti, occorre che la definizione dell'altro giudizio sia necessaria per decidere il primo.
  • Negli accertamenti catastali e di classamento (specialmente per immobili D), la motivazione è considerata adeguata se emergono il criterio di valutazione adottato (es. costo di costruzione deprezzato), i dati tecnici di riferimento e gli elementi di stima (capitale fondiario, saggio di redditività); il giudice non è tenuto a svolgere una nuova verifica tecnica in cassazione.
  • La qualificazione come 'immobile' di strutture originariamente mobili dipende dalla stabile collocazione e dalla permanenza di elementi che le rendono parte integrante del territorio (impianti fognari, bagni, cucine, fissazione al suolo): la presenza di tali caratteristiche può trasformare la natura giuridica anche di unità semoventi.
  • Il contribuente ha l'onere di dimostrare l'incongruità dei dati ufficiali o della stima dell'Ufficio; mere affermazioni contrarie senza prova non bastano a ribaltare una valutazione tecnica dell'amministrazione.
  • La censura in cassazione che mira a rinnovare la valutazione dei fatti e delle prove è inammissibile: la Corte di legittimità esamina l'esatta applicazione del diritto e la motivazione, non ridetermina i fatti di causa.
  • La motivazione per relationem è ammessa: richiamare e integrare elementi da precedenti provvedimenti o accertamenti tra le parti può essere sufficiente a soddisfare i requisiti motivazionali purché il thema decidendum e le ragioni della decisione risultino individuabili.

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