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Sentenza

Sentenza n. 97/2026 - Roma, Sezione 1T

Per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio dell'Amministrazione formatosi in ordine alla istanza di accesso ai documenti amministrativi ai sensi della legge n. 241/1990, inviata dal difensore, nell'interesse del Sig. -OMISSIS- a mezzo posta elettronica certificata, in data 08.08.2025, con la quale si chiedeva di accedere, mediante visione ed estrazione di copie, a tutti gli atti e documenti inerenti il procedimento relativo al Nulla osta al lavoro subordinato, ai sensi dell'art. 22 del D.Lgs. n. 286/1998 e dall'art. 31 del D.P.R. n. 394/1999 e successive modifiche e integrazioni - Prot. n. P-RM/L/Q/2022/101656, richiesto da ALMA SERVICE S.R.L.S. in data 27.01.2022, e rilasciato in favore del Sig. -OMISSIS-; nonché per la condanna della stessa Amministrazione a provvedere in ordine alla predetta richiesta di accesso ai documenti amministravi ex Legge n. 241/1990 e ss.mm. e ii., consentendo l'accesso, mediante visione ed estrazione di copie, della documentazione richiesta allo Sportello Unico per l'Immigrazione di Roma.

Giustizia amministrativa202512243

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rifiuto formatosi sull’istanza di accesso documentale relativa al procedimento di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato e della documentazione sulla quale è stato adottato il provvedimento conclusivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto, ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990 e dell’art. 10 del d.lgs. n. 267/2000, l’ostensione, mediante visione ed estrazione di copie, di tutti gli atti e documenti relativi al procedimento concernente il nulla osta al lavoro subordinato richiesto da una società e rilasciato in suo favore. L’Amministrazione non ha fornito uno specifico riscontro all’istanza. In giudizio ha rappresentato soltanto che lo Sportello Unico per l’Immigrazione aveva convocato l’interessato per una data successiva e ha chiesto la dichiarazione di improcedibilità del ricorso. Il ricorrente ha quindi dedotto l’illegittimità del silenzio-rifiuto e chiesto l’accertamento del diritto di accesso e la condanna dell’Amministrazione a consentire l’esame e l’estrazione di copia della documentazione richiesta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la convocazione dell’interessato presso l’ufficio procedente non costituisse un idoneo riscontro all’istanza di accesso e non facesse venir meno l’interesse alla decisione. Il ricorrente è stato ritenuto titolare di un interesse diretto, concreto e attuale all’ostensione degli atti relativi al procedimento, a prescindere dalla convocazione intervenuta nelle more. Il giudice ha quindi dichiarato illegittimo il silenzio-rifiuto, accertato il diritto del ricorrente all’accesso mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi sulla base dei quali è stato adottato il provvedimento conclusivo e ordinato all’amministrazione di consentire l’accesso entro trenta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione della sentenza. Non è stata ritenuta necessaria, allo stato, la nomina di un commissario ad acta. Le spese di lite sono state compensate, con rifusione del contributo unificato in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • artt. 22 e ss. l. 241/1990

    La disciplina dell’accesso documentale tutela l’interesse diretto, concreto e attuale del richiedente alla conoscenza degli atti amministrativi pertinenti alla propria posizione; in presenza di silenzio dell’amministrazione il giudice può accertare il diritto all’ostensione e ordinare l’accesso.

  • art. 10 d.lgs. 267/2000

    Richiamato quale ulteriore fondamento della richiesta di accesso agli atti.

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    Disciplina il procedimento relativo al nulla osta al lavoro subordinato per cittadini stranieri, cui si riferisce la documentazione richiesta.

  • art. 31 d.P.R. 394/1999

    Richiamato quale disposizione regolamentare applicabile al procedimento relativo al nulla osta al lavoro subordinato.

Massime di principio

  • Il richiedente che dimostri un interesse diretto, concreto e attuale ha diritto di accedere agli atti e ai documenti amministrativi direttamente afferenti al procedimento concluso o in corso che incide sulla sua posizione.
  • La convocazione dell’interessato presso l’ufficio procedente, intervenuta dopo la presentazione dell’istanza di accesso, non equivale a riscontro dell’istanza e non determina il venir meno dell’interesse all’ostensione dei documenti richiesti.
  • Il silenzio dell’amministrazione su un’istanza di accesso documentale è illegittimo quando non sia seguito da uno specifico riscontro, e il giudice può accertare il diritto di accesso e ordinare l’esibizione mediante visione ed estrazione di copia dei documenti pertinenti.
  • In presenza di un ordine giudiziale di ostensione, il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per l’adempimento e riservare la nomina del commissario ad acta all’eventuale fase successiva di mancata esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEmersione, decreto flussi e nulla ostaDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicità

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