Cassazione Penale, Sentenza n. 17492/2025 del 08/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
impugnazione dei provvedimenti esecutivi del 24/10/2024 e della misura reale disposta il 16/09/2024: i ricorrenti contestavano che il vincolo sui beni rinvenuti presso il ristorante Umami Sushi sarebbe derivato da un sequestro conservativo o avrebbe richiesto convalida, e lamentavano altresì il presunto sequestro del conto bancario intestato a Umami s.r.l.s.; in sostanza si contestava la legittimità e la modalità di esecuzione del sequestro preventivo e degli accessi perquisitori
La decisione
il giudice ha ritenuto legittimo il sequestro: il vincolo sui beni del ristorante deriva da un decreto di sequestro preventivo adottato dal GIP su richiesta del PM ai sensi dell'art. 321 c.p.p., quindi non richiedeva convalida come invece sostenuto nel ricorso; il decreto prevedeva il sequestro anticipatorio anche per equivalente nei confronti di Zhang Yinshun e Wei Ming, pertanto il vincolo sul locale riconducibile a tali indagati è stato disposto legittimamente; la giurisprudenza di legittimità conferma che la specifica individuazione dei beni e la verifica del loro valore possono essere svolte nella fase esecutiva dal pubblico ministero, soprattutto nei decreti 'misti' che contemplano il sequestro per equivalente; infine la censura circa il sequestro del conto corrente non è stata provata dalla difesa, in quanto non risultano atti di esecuzione del sequestro del conto anteriori all'istanza di riesame e la difesa non ha prodotto documenti idonei a dimostrare il contrario. Conseguentemente l'istanza di riesame è respinta in relazione ai punti esaminati
Norme richiamate
art. 321 c.p.p.
norma richiamata per giustificare l'adozione del decreto di sequestro preventivo da parte del GIP su richiesta del pubblico ministero; la misura preventiva adottata ai sensi di tale disposizione non richiede convalida come nei sequestri conservativi
art. 648-bis c.p.
norma penale che definisce il reato di riciclaggio; gli indagati sono stati contestati anche per reati connessi (riciclaggio e autoriciclaggio), rilevanti ai fini della decisione sulla misura reale
giurisprudenza di legittimità
Cass. Sez. 2, n. 36464 del 21/07/2015 (Armeli); Cass. Sez. 2, n. 24785 del 12/05/2015 (Monti e altri); Cass. Sez. 3, n. 37848 del 7/05/2014 (Chidichimo); Cass. Sez. 3, n. 10567 del 12/07/2012 (Falchero); Cass. Sez. 3, n. 29862 del 01/12/2017-dep. 2018 (Lorandi)
orientamenti consolidati che stabiliscono che l'individuazione puntuale dei beni da sequestrare e la verifica del loro valore possono essere rimessi alla fase esecutiva del PM, e che nei decreti di sequestro 'misti' l'accertamento dell'infruttuosità dell'ablazione diretta (che abilita il sequestro per equivalente) non è necessariamente richiesto prima dell'adozione del provvedimento
Massime di principio
- Il sequestro preventivo disposto dal GIP su richiesta del PM ai sensi dell'art. 321 c.p.p. non è un sequestro conservativo e non necessita della stessa convalida prevista per quest'ultimo; va distinto chiaramente il sequestro preventivo dal sequestro conservativo
- Nei decreti di sequestro 'misti' che prevedono alternativamente l'ablazione diretta o, in subordine, il sequestro per equivalente, l'individuazione specifica dei beni e la verifica del loro valore possono essere rimessi alla fase esecutiva al pubblico ministero
- Il sequestro per equivalente consente l'apposizione di vincoli anche su beni o disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati o a soggetti di fatto responsabili, anche se formalmente intestati a prestanome
- In sede di riesame o impugnazione il ricorrente deve documentare in modo probante l'avvenuta esecuzione di atti che si assume illegittimi (es. verbali di esecuzione relativi a specifici conti bancari); l'assenza di tali documenti indebolisce la censura
- Quando si contesta la misura reale, è utile verificare se il decreto è 'misto' e valutare se l'istruttoria in fase esecutiva sia stata effettivamente svolta; molte contestazioni procedurali possono essere superate se l'esecuzione è avvenuta nel rispetto del potere discrezionale del PM e dei criteri giurisprudenziali
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