Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 63/2026 - Palermo, Sezione 4

per l'annullamento: - dell'ordinanza-OMISSIS-dell’11 ottobre 2021, con la quale il Comune di Alcamo ha dato atto dell'inottemperanza dei ricorrenti all’ordine di demolizione -OMISSIS- del 27 gennaio 2016, concernente la realizzazione di alcuni manufatti abusivi presso una rivendita di piante fiori ed affini sita in Alcamo, -OMISSIS-; - di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti;

Giustizia amministrativa202102232

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Atto di accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione di manufatti abusivi, con avviso dell'acquisizione al patrimonio comunale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'atto comunale dell'11 ottobre 2021 con cui era stata accertata l'inottemperanza all'ordine di demolizione del 27 gennaio 2016, relativo a vari manufatti realizzati senza titolo edilizio e nella fascia di rispetto cimiteriale. Hanno dedotto, in primo luogo, che uno dei manufatti sarebbe stato realizzato prima del 1° settembre 1967 e sarebbe quindi legittimo; che il lungo tempo trascorso avrebbe determinato un legittimo affidamento e imposto una motivazione rafforzata; che le opere, essendo funzionali alla vendita di piante e fiori presso il cimitero, avrebbero potuto essere sanate. Hanno inoltre sostenuto che la demolizione integrale avrebbe arrecato pregiudizio alla parte eventualmente legittima dell'immobile e che avrebbe dovuto applicarsi la fiscalizzazione prevista dall'art. 34, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001. È stata infine dedotta una disparità di trattamento rispetto a una precedente autorizzazione comunale relativa a opere più consistenti. In memoria conclusionale è stata altresì prospettata la carenza di legittimazione passiva della titolare dell'attività, ritenuta semplice conduttrice e non proprietaria né autrice degli abusi.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che l'atto impugnato non avesse natura provvedimentale, ma costituisse un mero accertamento dichiarativo dell'inottemperanza all'ordine di demolizione. Ai sensi dell'art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380/2001, l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area di sedime al patrimonio comunale consegue direttamente dalla legge alla mancata ottemperanza; l'atto comunale si limita a darne atto e ad avvisare delle conseguenze ulteriori. Sono impugnabili, in tale sede, soltanto eventuali vizi propri dell'accertamento, che non sono stati dedotti tempestivamente. Le doglianze relative alla posizione della titolare dell'attività sono state comunque dichiarate tardive e inammissibili, perché formulate per la prima volta nella memoria conclusionale del 3 novembre 2025 e non notificate al Comune. Il Collegio ha aggiunto che, anche nel merito, il ricorso sarebbe stato infondato: i ricorrenti non avevano fornito prova della pretesa regolarità di una parte dell'immobile; il decorso del tempo non determina un legittimo affidamento né impone una motivazione rafforzata dell'ordine di demolizione, che ha natura vincolata; la fiscalizzazione non era applicabile, non essendo stata provata l'esistenza di una parte assentita e risultando che l'istanza di sanatoria riguardava l'intero immobile. Le questioni relative ai presunti vizi dell'ordine di demolizione erano inoltre già state decise con sentenza del TAR dell'11 aprile 2022, confermata in parte qua dal CGARS con sentenza del 7 agosto 2024. I ricorrenti sono stati condannati alle spese di lite, liquidate in euro 2.000, oltre oneri di legge.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001

    La mancata ottemperanza all'ordine di demolizione determina direttamente per legge l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area di sedime al patrimonio comunale; l'atto comunale che accerta tale inottemperanza ha natura meramente dichiarativa.

  • art. 34, comma 2, d.P.R. n. 380/2001

    La fiscalizzazione dell'abuso non può essere invocata senza prova che la demolizione della parte abusiva arrechi pregiudizio a una parte legittimamente assentita; nel caso concreto tale presupposto non è stato dimostrato.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    L'istanza di accertamento di conformità era stata respinta perché le opere contrastavano con la disciplina della fascia di rispetto cimiteriale; il diniego non era stato impugnato.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per lo svolgimento dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • L'atto con cui il Comune accerta l'inottemperanza a un ordine di demolizione e dà atto delle conseguenze previste dalla legge non ha natura provvedimentale, ma meramente dichiarativa, poiché l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area di sedime al patrimonio comunale si produce direttamente ex lege; il ricorso contro tale atto è quindi inammissibile, salvo che siano dedotti tempestivamente vizi propri dell'accertamento.
  • L'accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione è un atto dovuto e privo di contenuti discrezionali: l'amministrazione si limita a certificare il mancato ripristino e non deve rinnovare la motivazione sull'interesse pubblico alla demolizione.
  • La demolizione di un manufatto abusivo, in quanto misura vincolata alla sussistenza dell'abuso, non richiede una motivazione specifica sul pubblico interesse, anche quando sia trascorso un considerevole periodo dalla realizzazione dell'opera.
  • Il mero decorso del tempo tra la realizzazione dell'abuso e il suo accertamento non fa sorgere nel responsabile un legittimo affidamento sulla legittimità dell'opera e non impone all'amministrazione un onere motivazionale rafforzato.
  • La fiscalizzazione dell'abuso presuppone la prova che la demolizione della parte abusiva arrechi pregiudizio a una parte legittimamente assentita; in mancanza di tale prova, l'amministrazione può procedere alla demolizione secondo il regime ordinario.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimentoTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneFiscalizzazione dell'abusoDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardività

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.