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Sentenza

Sentenza del 25/03/2015 n. 5934 - Corte di Cassazione

TRIBUTI (IN GENERALE) - REPRESSIONE DELLE VIOLAZIONI DELLE LEGGI FINANZIARIE - SANZIONI CIVILI E AMMINISTRATIVE - IN GENERE - Art. 10 della legge n. 212 del 2000 - Tutela dell'affidamento del contribuente - Incidenza sull'obbligazione tributaria - Esclusione - Incidenza sulle sanzioni ed accessori - Sussistenza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava le cartelle sostenendo che l’adesione al condono tombale previsto dalla legge n. 289 del 2002 avesse precluso l’azione accertatrice dell’Amministrazione. Deduceva inoltre di aver commesso un errore scusabile nel calcolo dell’importo dovuto, a causa di informazioni asseritamente errate o rassicurazioni ricevute dall’Ufficio, invocando la tutela del legittimo affidamento prevista dall’art. 10 della legge n. 212 del 2000. Contestava infine la proroga dei termini per l’accertamento prevista dalla normativa sul condono.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze e ha rigettato il ricorso contro l’Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che il condono non si perfeziona in caso di versamento insufficiente e che, in tale situazione, l’Amministrazione riacquista i poteri di controllo e accertamento. Ha inoltre chiarito che il legittimo affidamento può escludere sanzioni, interessi moratori e altri accessori, ma non elimina l’obbligo di pagare il tributo, dovuto in presenza dei relativi presupposti impositivi. La cartella può costituire diniego implicito del condono e deve essere tempestivamente impugnata. Il contribuente è stato condannato a pagare all’Agenzia delle Entrate 5.500 euro per compensi, oltre accessori; le spese nei confronti del Ministero sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10

    I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede. Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori qualora il contribuente si sia conformato a indicazioni dell’Amministrazione finanziaria o il suo comportamento sia conseguenza di ritardi, omissioni od errori dell’Amministrazione stessa.

    La tutela del legittimo affidamento opera principalmente sul piano sanzionatorio e degli accessori. Non incide sull’esistenza o sull’ammontare dell’obbligazione tributaria, che dipende dalla concreta realizzazione dei presupposti d’imposta. L’errore scusabile richiede un’incertezza normativa oggettiva, non semplicemente un errore personale o un’errata valutazione del contribuente.

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 3, comma 3

    I termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati.

    La disposizione non impedisce a una legge speciale successiva, come quella sul condono fiscale, di prevedere una proroga dei termini per l’accertamento. Lo Statuto del contribuente ha rango di legge ordinaria e non può essere utilizzato come parametro per disapplicare una diversa legge ordinaria.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9

    La definizione agevolata dei rapporti tributari mediante condono richiede il corretto adempimento dei versamenti dovuti. In caso di pagamento insufficiente, il condono è invalido e l’Amministrazione finanziaria riacquista i poteri di controllo e accertamento.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 3, comma 3

    La normativa sul condono può prevedere la proroga biennale dei termini per l’esercizio dell’azione impositiva; tale proroga è stata ritenuta applicabile anche rispetto alle annualità oggetto delle cartelle impugnate.

  • Codice di procedura civile, art. 111, comma 3

    A seguito del subentro delle Agenzie fiscali nella gestione dei rapporti tributari pendenti, l’Amministrazione statale può essere estromessa dal processo quando non abbia partecipato al precedente grado di giudizio e la controversia riguardi l’attività dell’Agenzia competente.

Massime di principio

  • Il legittimo affidamento derivante da indicazioni errate dell’Amministrazione può giustificare l’esclusione di sanzioni e interessi, ma normalmente non cancella il tributo dovuto.
  • Per invocare l’errore scusabile occorre dimostrare un’incertezza normativa oggettiva e inevitabile oppure una condotta amministrativa specifica, coerente e idonea a generare un affidamento ragionevole; non è sufficiente un errore di calcolo o il semplice ricorso a un professionista.
  • Un condono o una definizione agevolata producono effetti solo se sono rispettati integralmente i requisiti e i versamenti previsti dalla legge. Un pagamento insufficiente può comportare l’invalidità della definizione.
  • La mancata comunicazione preventiva dell’Amministrazione non impedisce necessariamente il recupero del tributo: la cartella può rappresentare un diniego implicito del condono e deve essere impugnata nei termini.
  • Le proroghe dei termini di accertamento previste da leggi speciali successive possono prevalere sulle disposizioni generali dello Statuto del contribuente, che non hanno rango costituzionale.
  • Quando si contesta un atto tributario occorre individuare correttamente il soggetto legittimato passivo: dopo il subentro delle Agenzie fiscali, il Ministero può non essere parte legittimata nelle controversie relative agli atti dell’Agenzia delle Entrate.

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