Sentenza n. 9846/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento - del provvedimento di diniego di visto per motivi di studio prot. 20250041553, rilasciato dal Consolato Generale d'Italia a Istanbul in data 4 febbraio 2026 e notificato personalmente in data 12 febbraio 2026; - di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali, ancorché non conosciuti. E PER LA CONDANNA del Consolato Generale d'Italia a Istanbul al rilascio del provvedimento richiesto, ai sensi dell'art. 31, comma 3, c.p.a., non residuando ulteriori margini di discrezionalità dell'Amministrazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto per motivi di studio adottato dal Consolato Generale d'Italia a Istanbul
Esito
Favorevole al ricorrente (studente straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego di visto per motivi di studio, motivato dall'Amministrazione sulla presunta incoerenza del percorso universitario prescelto rispetto agli studi pregressi e sull'insufficienza delle risorse finanziarie dichiarate per sostenere le spese di soggiorno in Italia e le tasse universitarie. Ha inoltre chiesto la condanna dell'Amministrazione al rilascio del visto ai sensi dell'art. 31, comma 3, c.p.a., sostenendo che non residuassero margini di discrezionalità. Nel corso del giudizio ha chiarito di non voler più frequentare il programma di Sport Management e di volersi iscrivere al corso di laurea in Biotechnology presso l'Università degli studi di Teramo, evidenziando la coerenza di tale scelta con il percorso di Baccalaureato Internazionale, comprensivo di una tesina in biologia. Ha altresì documentato la disponibilità di risorse economiche superiori ai limiti di legge, considerando sia il proprio conto corrente sia le disponibilità dei genitori derivanti da pensione e stipendio.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ai fini del riesame. Ha ritenuto superati i due motivi posti a fondamento del diniego: la documentazione relativa al percorso di Baccalaureato Internazionale e alla scelta del corso di Biotechnology escludeva, per quanto emerso in giudizio, l'incoerenza degli studi; inoltre, le disponibilità economiche proprie e dei genitori risultavano superiori ai limiti di legge e idonee a coprire le spese di sostentamento e le tasse universitarie. Il diniego è stato pertanto annullato ed è stato ordinato al Ministero di riesaminare l'istanza entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza, rispettando le indicazioni contenute nella motivazione e tenendo conto dell'ulteriore documentazione eventualmente disponibile. Non è stata accolta la richiesta di immediato rilascio del visto, poiché il dispositivo dispone il riesame e non la diretta adozione del provvedimento favorevole. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e dell'ingente numero di istanze quotidianamente esaminate dal Consolato.
Norme richiamate
art. 31, comma 3, c.p.a.
La disposizione è stata invocata dal ricorrente per ottenere la condanna dell'Amministrazione al rilascio del provvedimento richiesto; il giudice ha invece limitato la tutela all'annullamento del diniego e al riesame dell'istanza.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previa audizione delle parti nella camera di consiglio.
Massime di principio
- Il diniego di visto per motivi di studio fondato sull'asserita incoerenza tra il percorso universitario prescelto e gli studi pregressi è illegittimo quando la documentazione prodotta dimostri una concreta coerenza del nuovo percorso formativo con la precedente preparazione dello studente.
- La valutazione dei mezzi economici del richiedente un visto per studio deve considerare, sulla base della documentazione disponibile, non soltanto le disponibilità direttamente intestate allo studente, ma anche le risorse economiche dei genitori quando siano comprovate e rilevanti ai fini del sostentamento e del pagamento delle tasse universitarie.
- Quando il giudice annulla un diniego di visto per motivi di studio perché risultano superati i motivi ostativi, ma residuano valutazioni amministrative da compiere, la tutela può essere conformata all'ordine di riesame entro un termine assegnato, senza imporre direttamente il rilascio del visto.
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