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Ordinanza

Ordinanza n. 128/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: per l'ottemperanza alla sentenza 60/2025 che ha statuito l’obbligo per l’ente resistente di provvedere sulle istanze avanzate dal ricorrente in data 8.4.2024 ed in data 8.5.2024 Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da PIANCATELLI PIERGIORGIO il 5/5/2026: per l’annullamento della delibera di Giunta n. 93/2026, con la quale il Comune ha predisposto uno schema planimetrico di suddivisione del comparto 2 e individuazione del lotto;

Giustizia amministrativa202500159

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Delibera di Giunta comunale n. 93/2026, recante lo schema planimetrico di suddivisione del comparto 2 e l'individuazione del lotto destinato alla ricostruzione dell'edificio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente aveva inizialmente proposto un ricorso per ottemperanza alla sentenza n. 60/2025, con cui il TAR aveva annullato il diniego comunale alla stipula della convenzione e aveva stabilito che la rilocalizzazione dell'immobile nel comparto 2 dovesse avvenire mediante intervento diretto assistito da convenzione, senza previa approvazione di planivolumetrico, attribuendo al Comune, quale proprietario, il compito di frazionare l'area. Dopo l'accoglimento del ricorso per ottemperanza e l'ordine di concludere il procedimento, il Comune ha adottato la delibera n. 93/2026. Con motivi aggiunti il ricorrente ne ha chiesto l'annullamento, deducendo che lo schema planimetrico si discosta dalla disciplina urbanistica e dall'accordo di programma: il lotto 2 sarebbe stato collocato parallelamente a via XX Settembre, anziché ortogonalmente come rappresentato nelle tavole dell'accordo, e per la maggior parte su aree destinate a verde pubblico e parcheggio pubblico, nonché interessate da muri di contenimento. La collocazione inciderebbe quindi sugli standard urbanistici, renderebbe il lotto non effettivamente idoneo e non garantirebbe l'esercizio dei diritti edificatori riconosciuti. Il ricorrente ha inoltre lamentato la violazione del giudicato e dell'accordo di programma e ha chiesto la sospensione cautelare dell'atto, con riesame partecipato.

La decisione

Il TAR ha ritenuto, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, che il ricorso fosse suscettibile di accoglimento. Ha affermato che il potere comunale di frazionamento dell'area, pur spettando al Comune, non è pienamente discrezionale, dovendo essere esercitato in coerenza con la disciplina urbanistica, con l'accordo di programma e con la finalità di rendere effettivi i diritti edificatori riconosciuti dal precedente giudicato. Dalle tavole dell'accordo di programma risultava che il comparto 2 era rappresentato ortogonalmente rispetto a via XX Settembre, mentre la delibera impugnata collocava il lotto parallelamente alla strada e prevalentemente su aree destinate a verde pubblico e parcheggio pubblico, oltre che su muri di contenimento. Il giudice ha ravvisato, allo stato cautelare, una evidente violazione dell'accordo di programma e un difetto di idoneità della localizzazione, con conseguente sussistenza del fumus boni iuris. Ha quindi sospeso l'efficacia della delibera n. 93/2026 ai fini del riesame amministrativo, imponendo che il riesame garantisca la partecipazione procedimentale dell'interessato. Il ruolo è stato convertito da giudizio di ottemperanza a rito ordinario; il merito è stato fissato all'udienza pubblica del 10 marzo 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; sulla base di una sommaria delibazione, il TAR ha sospeso l'efficacia dell'atto impugnato in presenza di fumus boni iuris, disponendo il riesame amministrativo.

  • sentenza n. 60/2025

    Il precedente giudicato aveva annullato il diniego comunale alla stipula della convenzione e conformato l'azione amministrativa, stabilendo l'intervento diretto assistito da convenzione, l'assenza di previa approvazione di planivolumetrico e la competenza comunale al frazionamento dell'area.

  • Accordo di programma

    Le tavole grafiche dell'accordo, in particolare la Tav. 4 e la Tav. 3, sono state utilizzate come parametro per verificare la legittimità della localizzazione del lotto e il rispetto delle destinazioni a verde e parcheggio pubblico.

Massime di principio

  • Il potere dell'amministrazione di frazionare un'area e individuare un lotto destinato all'attuazione di diritti edificatori riconosciuti da un giudicato non è pienamente discrezionale, ma deve essere esercitato in coerenza con la disciplina urbanistica, con gli strumenti pianificatori e con l'effettiva realizzabilità dei diritti edificatori.
  • La localizzazione di un lotto che si discosti dalle tavole grafiche dell'accordo di programma e ricada prevalentemente su aree destinate a standard urbanistici o su opere incompatibili con l'edificazione può integrare, già in sede cautelare, una violazione dell'accordo e delle previsioni pianificatorie.
  • Quando il riesame amministrativo consegue alla sospensione di un atto e incide sulla posizione del privato, l'amministrazione deve garantire la partecipazione procedimentale dell'interessato.
  • La tutela cautelare può essere accordata disponendo la sospensione dell'atto ai fini del riesame quando, a una sommaria delibazione, la localizzazione amministrativa appaia incompatibile con il giudicato, l'accordo di programma e l'effettività dei diritti edificatori.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiStandard urbanistici e dotazioni territorialiQualificazione degli interventiTutela cautelare
RamiUrbanistica e governo del territorioEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del poterePartecipazione procedimentalePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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