Sentenza n. 15305/2026 - Roma, Sezione 5B
per l’annullamento 1. del provvedimento di diniego prot. CA/125803/2023 del 26/06/2023 di rigetto dell’istanza di occupazione di suolo pubblico permanente della ricorrente; 2. ove occorrer possa, della nota prot. CA/145140 del 07.09.2022, menzionata ma non comunicata; 3. ove occorrer possa, della nota prot. VR/53239 del 19.09.2022, menzionata ma non comunicata; 4. ove occorrer possa, della nota prot. n. CA/69628 del 31.03.2023, menzionata ma non comunicata; 5. ove occorrer possa, della nota prot. CA/89298 del 04.05.2023, menzionata ma non comunicata; 6. di ogni altro atto, parere o provvedimento non conosciuto che sia ostativo all’istanza della ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell’istanza di occupazione permanente di suolo pubblico, con indicazione anche di atti presupposti e connessi non comunicati
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato il diniego prot. CA/125803/2023 del 26 giugno 2023 relativo alla richiesta di occupazione permanente di suolo pubblico, nonché, in via eventuale, alcune note menzionate nel diniego ma non comunicate e ogni altro atto ostativo non conosciuto. Il testo non espone i motivi di illegittimità dedotti, poiché la controversia è stata definita senza esame del merito.
La decisione
La ricorrente ha dichiarato, con atto depositato il 25 aprile 2026, di voler porre termine al giudizio per sopravvenuta carenza di interesse. Il TAR, in applicazione del principio dispositivo e dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare la legittimità del diniego o degli atti presupposti. Le spese sono state integralmente compensate in ragione dell’esito e della particolarità delle questioni.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Ritenuto che, a fronte dell’univoco comportamento della parte ricorrente, non può che prendersi atto dell’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, imponendosi, in omaggio al principio dispositivo, e in applicazione dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., una declaratoria in conformità (ex multis, Consiglio di Stato sez. II, 07 febbraio 2022, n.867; Consiglio di Stato sez. II, 09 agosto 2021, n.5813);
La manifestazione univoca della volontà della ricorrente di non proseguire il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse comporta la declaratoria di improcedibilità ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Massime di principio
- Quando la parte ricorrente manifesta in modo univoco la volontà di porre termine al giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, in applicazione del principio dispositivo e dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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