Sentenza n. 12758/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del rifiuto di rilascio del visto di ingresso per lavoro subordinato da parte dell'ambasciata d'Italia a New Delhi;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rilascio del visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia in New Delhi
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione degli affari esteri)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui la sede diplomatica italiana di New Delhi gli aveva negato il visto d'ingresso per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento. L'amministrazione resistente si è costituita in giudizio. Nel corso del processo, con memoria depositata il 26 maggio 2026, il Ministero ha comunicato l'intervenuto rilascio del visto richiesto.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione di merito, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché il rilascio del visto ha fatto venir meno l'utilità concreta e attuale dell'annullamento del diniego impugnato. Ai fini della regolazione delle spese, il giudice ha applicato il criterio della soccombenza virtuale, ponendo le spese a carico dell'amministrazione resistente e liquidandole in euro 1.000,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
la causa deve essere dichiarata improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione del merito
Il rilascio del visto richiesto durante il giudizio ha fatto venir meno l'interesse concreto e attuale alla decisione sull'annullamento del diniego.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2
La Segreteria è stata incaricata di oscurare le generalità e gli altri dati idonei a identificare la parte, a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
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Massime di principio
- Il rilascio, nelle more del giudizio, del titolo amministrativo negato con l'atto impugnato fa venir meno l'interesse concreto e attuale all'annullamento di tale atto e determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando il venir meno dell'interesse deriva da un comportamento dell'amministrazione resistente, il giudice può regolare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe presumibilmente prevalso se il giudizio fosse proseguito nel merito.
Come è indicizzato
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