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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45696/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Spinazzola impugna la sentenza d'appello per la conferma di condanna per omicidio aggravato, detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione; contesta in particolare l'esclusione della scriminante della legittima difesa, sostenendo che si era armato per mera precauzione e non per accettare una sfida, che la prevedibilità del rischio non equivale ad accettazione consapevole della situazione di pericolo, che a fronte di un eventuale errore nella valutazione del pericolo avrebbe dovuto trovare applicazione l'art. 55 c.p. sull'eccesso colposo, che avrebbe dovuto essere riconosciuta l'attenuante della provocazione e che la diminuzione della pena per la prevalenza delle attenuanti generiche non è stata applicata nella massima estensione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'assise d'appello secondo cui Spinazzola, recandosi armato all'incontro e non desistere nonostante minacce telefoniche, aveva volontariamente accettato una situazione di pericolo assimilabile a una sfida, escludendo così la legittima difesa prevista dall'art. 52 c.p. Ha anche escluso l'applicabilità dell'art. 55 c.p. (eccesso colposo) e ha dichiarato inammissibili o infondati gli altri motivi (tra cui la richiesta di riconoscimento della provocazione e di maggiore diminuzione di pena). Il ricorso è stato rigettato; l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute in grado dalle parti civili, liquidate in euro 4.300 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 52 c.p.

    La norma sulla legittima difesa richiede che la necessità sia effettiva e non vi rientrino i casi in cui l'agente abbia volontariamente accettato o creato la situazione di pericolo; la Corte interpreta 'necessità' in senso perentorio, escludendo l'esimente quando l'agente ha scelto di affrontare consapevolmente il rischio.

  • art. 55 c.p.

    L'art. 55 sullo stato di legittima difesa per eccesso colposo non è applicabile se mancano i presupposti della scriminante stessa; l'eccesso colposo riguarda errore nella valutazione del pericolo e dei mezzi usati, ma non opera se l'agente ha volontariamente accettato la situazione di rischio.

  • art. 603, comma 3 c.p.p.

    La Corte del merito ha disposto perizia medico-legale e balistica ai sensi di questa disposizione per ricostruire dinamica e sequenza dei fatti; la Cassazione ne registra l'uso a supporto della valutazione fattuale su chi ha sparato per primo.

  • art. 62 n. 2 c.p.

    L'attenuante della provocazione è incompatibile con la contestata aggravante dei futili motivi; la Corte ha ritenuto manifestamente infondato il motivo che chiedeva il riconoscimento della provocazione posto che i giudici avevano già accertato i futili motivi.

Massime di principio

  • Portare un'arma volontariamente per recarsi a un incontro e non desistere nonostante minacce è valutato come accettazione consapevole del rischio e può escludere la legittima difesa.
  • La prevedibilità di un rischio non equivale automaticamente a legittima difesa: l'esimente richiede che la minaccia sia inevitabile e non frutto di una situazione volontariamente assunta dall'agente.
  • Se vengono esclusi i presupposti della legittima difesa, non trova applicazione la disciplina dell'eccesso colposo (art. 55 c.p.), perché questa presuppone l'esistenza di una situazione difensiva legittima erroneamente valutata.
  • L'accertamento fattuale (es. minacce telefoniche, fatto di essersi recati armati, risultanze peritali su chi ha sparato per primo) è cruciale: decisioni soggettive e comportamenti precedenti pesano fortemente nella qualificazione della scriminante.
  • L'attenuante della provocazione è incompatibile con l'aggravante dei futili motivi; chi agisce per futili motivi difficilmente ottiene il riconoscimento della provocazione.

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