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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44349/2024 del 04/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto contro l'ordinanza del tribunale del riesame di Palermo che, nel procedimento a carico del ricorrente, aveva annullato parzialmente l'ordinanza del GIP limitatamente al capo 51 e confermato il resto. Il ricorrente deduceva due motivi: (1) vizio di violazione di legge e carente motivazione in relazione agli artt. 74 DPR 309/90 e artt. 273, 274, 275 c.p.p., lamentando l'assenza di adeguata valutazione della gravità degli indizi, della consapevolezza e della partecipazione a una stabile associazione criminale sulla base del solo rapporto quasi quotidiano con Cintura Salvatore Paolo, senza spiegare i presupposti per individuare una consorteria criminale e senza tener conto della brevità temporale delle singole cessioni; (2) vizio di violazione di legge e carente motivazione riguardo all'applicazione dell'aggravante del quarto comma dell'art. 74 DPR 309/90, contestata come attribuita senza alcun indizio probatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato la presentazione di una rinuncia rituale all'impugnazione da parte del ricorrente ai sensi dell'art. 589, comma 2, c.p.p. Conseguentemente ha dichiarato il ricorso inammissibile, ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 500 in favore della cassa delle ammende. Non si è quindi pronunciata nel merito sulle censure sostanziali relative alla motivazione o all'applicazione dell'aggravante.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990, art. 74

    Norma sostanziale citata come base delle accuse (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e relative aggravanti). Nel provvedimento di Cassazione non è stata resa un'interpretazione sostanziale della norma, perché la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a seguito di rinuncia e non ha esaminato il merito delle doglianze sull'applicazione dell'art. 74.

  • Codice di procedura penale, artt. 273, 274, 275

    Norme citate dal ricorrente in rapporto alla motivazione e alla valutazione degli elementi di prova. Anche su questi articoli la Corte non ha fornito valutazioni sostanziali dato che il ricorso è stato dichiarato inammissibile per rinuncia.

  • Codice di procedura penale, art. 589, comma 2

    art. 589 comma 2 cod. proc. pen.

    Regola procedurale applicata: la rinuncia all'impugnazione prevista dall'art. 589, comma 2, determina l'inammissibilità del ricorso. Sulla base di tale rinuncia la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha disposto condanna alle spese e ammenda.

Massime di principio

  • La rinuncia rituale all'impugnazione ai sensi dell'art. 589, comma 2, c.p.p. comporta che la Corte non esamina il merito delle censure e dichiara il ricorso inammissibile; può seguire condanna alle spese e ammenda.
  • Quando si censura la motivazione di provvedimenti cautelari per associazione o traffico di stupefacenti, è necessario indicare concretamente quali elementi fattuali e logico-giuridici manchino nella motivazione e spiegare in che modo ciò abbia inciso sulla decisione: occorrono riferimenti specifici a prove, ruoli, durata, organizzazione e modalità delle condotte.
  • L'aggravante prevista dal quarto comma dell'art. 74 DPR 309/90 deve essere supportata da indizi concreti: l'attribuzione di un'aggravante senza elementi probatori sufficienti può costituire motivo di impugnazione ma richiede che la Corte di legittimità esamini il merito, cosa che non avviene se l'impugnazione è stata rinunciata.
  • In procedura cautelare, per contestare una qualificazione associativa stabile è utile evidenziare fattori quali durata, coordinamento, ripartizione di compiti, continuità territoriale e profili di consapevolezza e volontarietà, non limitandosi a rapporti di frequentazione o a singole cessioni di breve durata.
  • Prima di rinunciare a un ricorso è consigliabile valutare le conseguenze processuali (inammissibilità, spese, ammenda) specialmente se si intende ottenere pronunce di merito su questioni di diritto rilevanti.

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