Cassazione Penale, Ordinanza n. 05470/2025 del 10/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (tribunale)
La controversia
La decisione riguarda il controllo sulla corrispondenza di un detenuto. Il tribunale di sorveglianza aveva ritenuto legittimo il mancato inoltro o la negata consegna di una missiva, sulla base di elementi concreti dai quali si poteva ragionevolmente dubitare che il contenuto effettivo della lettera o delle immagini corrispondesse a quanto risultava dalla sola lettura del testo o dei supporti visivi. Il ricorrente ha impugnato tale ordinanza, deducendo censure che la Corte qualifica come di merito, perché dirette a contestare il giudizio fattuale già puntualmente motivato dal tribunale.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il tribunale di sorveglianza si fosse correttamente conformato al principio secondo cui, nel controllo sulla corrispondenza del detenuto, la decisione di non inoltro o di negata consegna può essere fondata su elementi concreti idonei a far ragionevolmente dubitare del reale contenuto della missiva. Ha inoltre osservato che il tribunale aveva fornito adeguata giustificazione sulla natura e consistenza di tali elementi e che i motivi di ricorso tendevano soltanto a rivalutare il merito. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Nel controllo della corrispondenza del detenuto, il mancato inoltro o la negata consegna possono essere giustificati da elementi concreti che inducano un ragionevole dubbio sulla corrispondenza tra il contenuto apparente della missiva e quello effettivo.
- Quando il giudice di sorveglianza abbia motivato in modo esauriente sulla sussistenza di tali elementi concreti, il ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre una diversa lettura del fatto o del merito.
- Le censure che mirano esclusivamente a contestare la valutazione fattuale compiuta dal giudice di merito sono inammissibili in sede di legittimità.
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