Cassazione Penale, Sentenza n. 21074/2023 del 17/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per vizio di motivazione per carenza e manifesta illogicità: la difesa denunciava l'omesso esame, da parte della Corte territoriale, di uno specifico motivo d'appello che chiedeva l'assoluzione dall'ipotesi di ricettazione perché il ricorrente avrebbe concorso nella realizzazione del reato presupposto (falsificazione di titoli di credito - assegni circolari). La difesa sosteneva che la modalità delle truffe, in particolare la consegna di assegni falsi recanti esattamente l'importo richiesto, costituiva indizio grave e preciso del concorso del ricorrente nella contraffazione, ed era quindi rilevante per escludere la ricettazione in presenza della clausola di riserva del concorso nel reato presupposto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per omesso esame della censura relativa al concorso nella falsificazione. Ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino per un nuovo giudizio, con l'indicazione di riesaminare il motivo d'impugnazione pretermesso. Non c'è stata una pronuncia di merito sull'assoluzione o sulla conferma della condanna: la decisione è rimandata al giudice di rinvio.
Norme richiamate
ricettazione
La pronuncia segnala che la ricettazione può essere esclusa se chi detiene o utilizza la cosa è in realtà concorrente nella commissione del reato presupposto (clausola di riserva del concorso nel reato presupposto); tale questione andava esaminata perché potrebbe escludere la responsabilità per ricettazione.
sostituzione di persona
Reato dichiarato nella sentenza di merito ma non oggetto di specifica interpretazione normativa in cassazione; viene riportato come fatto controverso insieme agli altri reati contestati.
truffa
Contestata come condotta principale posta in essere mediante l'uso di titoli falsi; la Corte di cassazione non ha modificato la ricostruzione dei fatti ma ha rilevato la necessità di valutare il concorso nella falsificazione ai fini della ricettazione.
falsificazione di titoli di credito (assegni circolari)
La difesa ha sostenuto che la partecipazione alla falsificazione costituisce il reato presupposto che, se dimostrato, può escludere la ricettazione del medesimo soggetto; la Corte ha ritenuto che tale censura non sia stata valutata dalla corte territoriale e pertanto debba essere riesaminata.
clausola di riserva del concorso nella commissione del reato presupposto
La Corte richiama il principio secondo cui, se l'imputato ha concorso nel reato presupposto, l'accusa di ricettazione può venire meno; la mancata valutazione di questo profilo è stata decisiva per l'annullamento con rinvio.
Massime di principio
- La Corte territoriale è tenuta a esaminare e motivare su tutti i specifici motivi di gravame indicati dalla difesa: l'omesso esame di un motivo rilevante può determinare l'annullamento con rinvio.
- Quando è contestata la ricettazione, il giudice deve verificare se il resistente abbia eventualmente concorso nel reato presupposto (es. falsificazione): la prova del concorso può escludere la ricettazione tramite la cosiddetta clausola di riserva.
- Indizi quali la consegna di titoli falsi corrispondenti esattamente agli importi richiesti possono configurare "indizi gravi, precisi e concordanti" del concorso nella falsificazione e dunque richiedono un esame motivato.
- L'annullamento con rinvio non implica automaticamente un'assoluzione; l'azione correttiva della Cassazione rimanda il merito alla corte territoriale che dovrà valutare il motivo omesso e rideterminare le conclusioni.
- In appello e in cassazione le questioni di fatto rilevanti per l'esistenza o l'esclusione di reati connessi (reato principale vs reato presupposto) devono essere affrontate unitariamente, con esplicita considerazione delle conseguenze sul piano dell'imputazione principale.
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