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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25076/2024 del 25/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia in carcere per il reato di furto pluriaggravato. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per insufficienza e incongruità del compendio indiziario: contestava la valenza probatoria dei dati del traffico telefonico e la loro imprecisione dovuta allo scorrimento delle celle, nonché la non univocità delle immagini video che mostravano cinque soggetti non identificabili

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi, valorizzando la convergenza tra immagini di videosorveglianza (ingresso nel cantiere di cinque persone con volti travisati, spegnimento telecamere, successivo passaggio dei mezzi ripresi presso distributore) e i dati del traffico telefonico che hanno collocato le cinque utenze, di cui una in uso al ricorrente, nel luogo e nelle direttrici temporali compatibili con il delitto. Ha inoltre confermato la fondatezza delle esigenze cautelari (organizzazione professionale, trasferta e modalità del fatto) che escludevano la sostitutiva efficacia degli arresti domiciliari. Condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • Decreto-legge 30 settembre 2021, n.132, art.1 comma 1-bis, convertito con legge 23 novembre 2021, n.178

    art. 1, comma 1-bis, d.l. 30 settembre 2021, n.132, conv. con mod. dalla legge 23 novembre 2021, n.178

    I 'dati esteriori' del traffico telefonico devono essere corroborati da altri elementi di prova; tali elementi possono essere di qualsiasi natura e idonei, anche per mera consequenzialità logica, a confortare i dati telefonici ai fini del giudizio indiziario

  • Giurisprudenza di legittimità (principi richiamati)

    Sez. 4, n. 50102 del 05/12/2023; Sez. 2, n. 27866 del 17/06/2019; Sez. U. n. 11 del 22/03/2000

    Il sindacato di legittimità sulle misure cautelari è limitato all'adeguatezza della motivazione rispetto alla logica e ai principi di diritto e non consente un rinnovato apprezzamento del materiale probatorio già valutato dal giudice del merito; è ammessa la valutazione indiziaria che integri convergenze tra diversi elementi (video, tabulati, geolocalizzazione, contatti)

Massime di principio

  • La prova indiziaria può fondarsi sulla convergenza di più elementi (videosorveglianza, traffico telefonico, tabulati, contatti) anche se singolarmente imprecisi, purché complessivamente configurino un quadro congruo e coerente
  • I dati di cell‑id e traffico telefonico, pur soggetti a imprecisioni dovute allo scorrimento delle celle, hanno valore indiziario se corroborati da altri elementi di prova esterni e pertinenti
  • La Corte di legittimità verifica la motivazione del giudice del riesame soltanto nei suoi profili di adeguatezza logico‑giuridica e non può sostituirsi a una diversa valutazione dei fatti già esaminati
  • Per la conferma della custodia cautelare è rilevante non solo la sussistenza di gravi indizi, ma anche la persistenza di esigenze cautelari concrete (pericolosità, rischio di fuga, organizzazione professionale del reato) che rendano inidonee misure meno afflittive
  • Nel criticare dati tecnico‑scientifici o tecnico‑pratici (es. geolocalizzazione, cell‑id) è necessario allegare elementi specifici che dimostrino l'inesattezza o la non attinenza: mere congetture sulla imprecisione non bastano a sciogliere un quadro indiziario corroborato

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