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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18403/2026 del 21/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Massone ha impugnato la sentenza di condanna per detenzione e cessione di marche da bollo contraffatte (391 detenute, 375 cedute ad Ubaldi Valentina) denunciando: 1) errata applicazione di legge e vizio di motivazione per la revoca d'ufficio della sospensione condizionale della pena in assenza di gravame del PM e violazione del divieto di reformatio in peius; 2) contraddittorieta' nella diversa valutazione dell'elemento soggettivo rispetto ad altri coimputati; 3) illogicita' e travisamento della prova rispetto alla riconoscimento della conoscenza della contraffazione; 4) erronea esclusione dell'attenuante del lucro di speciale tenuità (art. 62 n. 4 c.p.) per non essere stato accertato il numero esatto dei valori contraffatti e per la limitata offensivita' della condotta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la valutazione di merito sia sulla sussistenza dell'elemento soggettivo sia sulla ricostruzione fattuale (canale di approvvigionamento non ufficiale, assenza di giustificazioni probatorie da parte dell'imputato e consistente numero di marche contraffatte). Ha affermato che la revoca della sospensione condizionale disposta dai giudici di merito era conforme all'art. 168, comma 1, n. 2, cod. pen. (revoca ope legis per cumulabilita' delle condanne) e dunque di natura dichiarativa, idonea a essere pronunciata anche in presenza di appello proposto dal solo imputato. Ha respinto le censure sulla motivazione come ricadenti nella discrezionalita' del giudice di merito, richiamando il principio per cui la Corte di Cassazione non sostituisce la valutazione delle prove salvo manifesta illogicita'. Ha inoltre escluso l'applicabilita' dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p. ritenendo il danno/lucro non di valore irrisorio. Il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • artt. 453 e 459 cod. pen.

    Norme penalmente contestate relative alla detenzione e messa in circolazione di valori bollati contraffatti; la Corte ha confermato la responsabilita' per la detenzione di 391 marche e la cessione di 375 di esse

  • art. 168, comma 1, n. 2, cod. pen.

    Prevede la revoca di diritto della sospensione condizionale quando il condannato riporti altra condanna che, cumulata, supera i limiti dell'art.163. La revoca in questa ipotesi ha natura dichiarativa (ope legis) e puo' essere pronunciata dall'appello anche se l'appellante e' il solo imputato

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Fissa il perimetro della cognizione del giudice di appello e limita la reformatio in peius quando l'appellante e' il solo imputato; tuttavia non impedisce la pronuncia sull'effetto dichiarativo di revoca ope legis ai sensi dell'art.168(1)n.2

  • art. 164, comma quarto, cod. proc. pen.

    Disciplina la revoca della sospensione condizionale per cause ostative eventualmente note al giudice d'appello ma non al primo giudice; la giurisprudenza di legittimita' ha precisato i limiti dell'intervento d'ufficio dell'appello in tali ipotesi

  • art. 163 cod. pen.

    Fissa i limiti di cumulabilita' delle pene ai fini dell'operativita' della revoca ope legis prevista dall'art.168(1)n.2

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Attenuante del "lucro di speciale tenuità": la giurisprudenza richiede che il pregiudizio economico arrecato sia lievissimo/irrisorio. La Corte ha escluso la sua applicazione nel caso in cui il danno o il lucro risultino di consistenza (nella specie, stime superiori a somme irrisorie)

Massime di principio

  • In presenza di una doppia conforme (sentenza di primo e secondo grado concordi), le motivazioni si integrano: il giudice di appello non e' tenuto a ripetere analisi dettagliate di deduzioni gia' esaminate, e la Cassazione controlla solo la congruita' e la logica manifesta della motivazione, non la valutazione concreta della prova
  • La revoca della sospensione condizionale prevista dall'art. 168, comma 1, n. 2, ha natura dichiarativa (ope legis): pertanto puo' essere pronunciata anche se l'appello e' proposto dal solo imputato, senza violare il divieto di reformatio in peius
  • Quando la revoca richiede una valutazione discrezionale e costitutiva (es. art. 168 comma 2), l'appello del solo imputato non consente peggioramenti della posizione; in tali casi e' necessaria la partecipazione dell'accusa o altra forma di impugnazione
  • Se l'accusa dimostra l'origine illecita del bene (es. approvvigionamento da canali non ufficiali e consistente quantita'), l'onere di allegare elementi di discolpa spetta all'imputato: omissioni probatorie rilevanti possono legittimare la ricostruzione della consapevolezza del carattere contraffatto
  • In Cassazione i motivi generici o la mera reiterazione di deduzioni gia' rifiutate in sede di merito sono inammissibili; i vizi di motivazione devono emergere testualmente e consistere in manifesta illogicita' per determinare l'annullamento
  • L'attenuante del lucro di speciale tenuità (art. 62, n. 4) e' applicabile soltanto quando il danno economico e' lievissimo/irrisorio: in presenza di un lucro o danno quantificabile in somma non trascurabile va esclusa
  • Nelle contestazioni su elementi soggettivi (dolo, consapevolezza), il giudice di merito puo' legittimamente trarre inferenze da circostanze oggettive (modalita' di approvvigionamento, prezzo vile, numero consistente di beni), salvo prova contraria adeguata prodotta dalla difesa

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