Sentenza n. 857/2026 - Bari, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Determinazione comunale di accertamento dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione, acquisizione gratuita al patrimonio comunale della tettoia, dell'area di sedime e di un'ulteriore porzione del lotto, nonché irrogazione di sanzioni pecuniarie
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietarie)
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato la determinazione con cui il Comune, decorso il termine per l'esecuzione dell'ordinanza di demolizione rimasta inoppugnata, ha accertato l'inottemperanza, disposto l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale della tettoia, dell'area di sedime e di un'ulteriore porzione del lotto fino a 480 mq, e irrogato sanzioni pecuniarie. Hanno dedotto di avere eseguito in larga parte gli interventi richiesti e che il manufatto residuo fosse una struttura leggera di circa 60 mq, aperta sui quattro lati, precaria e agevolmente amovibile, diversa per dimensioni e caratteristiche dalla tettoia originariamente contestata. I motivi riguardavano: l'insussistenza dei presupposti dell'acquisizione, poiché il manufatto residuo sarebbe riconducibile all'edilizia libera o, in subordine, a un intervento assentibile mediante SCIA; l'erroneità della superficie di circa 184 mq utilizzata dal Comune, mai quantificata negli atti precedenti e non verificata rispetto allo stato dei luoghi al momento dell'adozione della determinazione; il difetto di motivazione e di istruttoria nella delimitazione dell'ulteriore area acquisita oltre il sedime, con riguardo ai criteri urbanistici, agli indici e alle basi di calcolo; la violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza per l'eccessiva estensione dell'acquisizione rispetto al manufatto effettivamente residuo. Il Comune ha sostenuto che l'acquisizione fosse effetto automatico e vincolato dell'inottemperanza protrattasi per novanta giorni, che l'adempimento parziale non impedisse l'effetto acquisitivo e che l'ulteriore porzione fosse necessaria per l'accessibilità autonoma dalla strada e comunque contenuta nei limiti di legge.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la determinazione. Ha precisato che, sebbene l'acquisizione gratuita costituisca conseguenza legale del decorso del termine senza integrale esecuzione dell'ordine demolitorio, il provvedimento che la dispone deve essere motivato con riguardo alla consistenza attuale del manufatto e alla perimetrazione dell'area acquisita oltre il sedime. Nel caso concreto, l'ordinanza di demolizione e la relazione di sopralluogo descrivevano la tettoia soltanto come di dimensioni "non modeste", mentre la superficie di 184 mq compariva per la prima volta nell'atto di acquisizione, senza indicazione della fonte e della data della misurazione e senza confronto con lo stato effettivo del manufatto, nonostante i parziali ripristini eseguiti. Il Comune aveva quindi omesso una specifica istruttoria sulla configurazione attuale dell'opera e sulla sua eventuale diversa qualificazione edilizia, incorrendo in difetto di istruttoria. Il TAR ha inoltre ravvisato un difetto di motivazione nella determinazione dell'ulteriore porzione di lotto acquisita fino a 480 mq: il mero richiamo all'accessibilità, alla fruibilità e a un allegato grafico non esplicitava i criteri tecnico-urbanistici, gli indici e le basi di calcolo utilizzati. La misura complessiva è stata ritenuta sproporzionata rispetto alla consistenza effettiva del manufatto residuo. La natura automatica dell'effetto acquisitivo non esonerava l'amministrazione dal verificare la gravità e l'estensione dell'inadempimento, non per decidere se acquisire l'area, ma per identificare il manufatto ancora esistente e determinare correttamente l'area acquisibile. L'amministrazione dovrà, nell'eventuale riesercizio del potere, svolgere una nuova istruttoria comparando lo stato dei luoghi al momento dell'ordinanza e quello successivo, e adottare, ove necessario, un nuovo provvedimento dichiarativo. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
La mancata integrale ottemperanza all'ordinanza di demolizione entro il termine previsto comporta l'effetto acquisitivo gratuito al patrimonio comunale; tuttavia, il provvedimento che accerta tale effetto deve individuare correttamente il manufatto e motivare l'estensione dell'area acquisita oltre il sedime.
art. 34 d.P.R. 380/2001
Richiamato nell'atto impugnato quale fondamento normativo dell'intervento repressivo edilizio; il testo non sviluppa una specifica interpretazione autonoma della disposizione.
art. 37 d.P.R. 380/2001
Richiamato nell'atto impugnato quale fondamento normativo delle sanzioni edilizie; il testo non sviluppa una specifica interpretazione autonoma della disposizione.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
Massime di principio
- L'effetto acquisitivo previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 consegue automaticamente alla mancata integrale esecuzione dell'ordine di demolizione entro il termine stabilito, ma il provvedimento amministrativo che lo dichiara non è sottratto all'obbligo di motivare la consistenza attuale dell'abuso e l'estensione dell'area acquisita.
- Quando il destinatario abbia eseguito parziali opere di ripristino, l'amministrazione deve verificare lo stato effettivo del manufatto al momento dell'adozione del provvedimento acquisitivo e confrontarlo con quello descritto nell'ordinanza di demolizione; non può assumere automaticamente come immutata la consistenza originaria dell'abuso.
- La natura vincolata e dichiarativa dell'acquisizione non esclude l'obbligo di istruttoria sull'identità e sull'estensione del manufatto residuo: la gravità dell'inottemperanza rileva per determinare l'area concretamente acquisibile, pur non incidendo sull'automaticità dell'effetto acquisitivo in sé.
- La perimetrazione dell'area acquisita oltre il sedime dell'opera abusiva deve essere sorretta dall'indicazione dei criteri tecnico-urbanistici, degli indici e delle basi di calcolo utilizzati; il mero richiamo a esigenze di accessibilità o a un allegato grafico non è sufficiente.
- Un'acquisizione complessivamente sproporzionata rispetto alla consistenza effettiva del manufatto residuo è illegittima, anche quando l'acquisizione costituisca effetto legale dell'inottemperanza all'ordine di demolizione.
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