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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40975/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta (22/06/2022) che aveva confermato la condanna del Greco per bancarotta fraudolenta distrattiva (pena anni 5). Il ricorrente articolava quattro motivi: 1) violazione dell'art. 521 c.p.p. per presunta violazione del principio di correlazione fra l'imputazione (che indicava la qualità di procuratore speciale e socio) e la qualifica affermata in sentenza (amministratore di fatto); 2) vizio di motivazione e travisamento probatorio per non aver valutato correttamente le prove documentali fornite dalla difesa circa il pagamento del prezzo della cessione del ramo d'azienda e le compensazioni intersocietarie, avendo privilegiate le scritture contabili; 3) motivazione illogica sul punto che la garanzia patrimoniale prestata dal Greco per un mutuo sarebbe incompatibile con il dolo della distrazione sociale (quindi ricorrente chiedeva che tale elemento escludesse il dolo); 4) vizi sulla quantificazione della pena e rifiuto delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati o generici i motivi proposti: il primo motivo non ha dimostrato la violazione del principio di correlazione perché il ruolo di "amministratore di fatto" del Greco emergeva chiaramente dalle motivazioni di merito; il secondo e terzo motivo sono stati ritenuti basati su valutazioni di merito o troppo generici rispetto agli elementi documentali non precisati nel ricorso; il quarto motivo è anch'esso insuscettibile di sindacato in questa sede avendo il giudice di merito esercitato discrezionalità adeguatamente motivata. Conseguentemente il provvedimento impugnato resta confermato e, per legge, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese di procedimento e a versare una somma alla cassa delle ammende per inammissibilità determinata da profili di colpa.

Norme richiamate

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Principio di correlazione tra accusa e decisione: la Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione perché il nucleo fattuale relativo alla condotta distrattiva è rimasto identico e dalle pronunce di merito emergeva il ruolo di fatto del Greco, idoneo a giustificare la qualificazione come amministratore di fatto anche se il capo di imputazione indicava la sola procura speciale.

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Richiamata come norma che sancisce la nullità processuale se venga violato l'art. 521; la Corte ha escluso tale nullità ritenendo integrata la necessaria correlazione.

  • art. 110 cod. pen.

    Citato nell'analisi sulla possibile configurazione di concorso di persone nel reato: la Corte osserva che nel capo di imputazione non era indicata un'ipotesi concorsuale che avrebbe richiesto espressa richiamazione dell'art.110, ma ciò non ha impedito l'affermazione della responsabilità come amministratore di fatto dato l'identico nucleo distrattivo.

  • art. 223 legge fallimentare

    art. 223 legge fallimentare

    Norma relativa alla bancarotta fraudolenta: la Corte richiama la giurisprudenza secondo cui la formale procura non esclude che il titolare sia uomo di paglia e che il vero amministratore sia il procuratore, quindi la qualificazione di fatto può essere rilevante ai fini della responsabilità per bancarotta.

  • art. 2560 c.c. (secondo comma)

    art. 2560, secondo comma, c.c.

    Regolazione della responsabilità per i debiti relativi all'azienda ceduta: la Corte utilizza il criterio per valutare quali debiti/crediti rientrassero nella cessione e quali restassero in capo alla cedente, escludendo la tesi difensiva di semplice surrogazione nei pagamenti ove non provata.

  • art. 2558 c.c.

    Richiamato per distinguere i casi in cui il cessionario subentra nei rapporti contrattuali; la Corte distingue i debiti 'in sé soli' (art.2560) da quelli connessi a rapporti contrattuali non ancora definiti (art.2558) e valuta la rilevanza per la contabilità e per la ricostruzione degli utili o delle perdite.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone conseguenze per l'inammissibilità del ricorso: applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e per il versamento alla cassa delle ammende quando l'inammissibilità è determinata da profili di colpa.

  • art. 133 cod. pen.

    Regole di determinazione della pena e disciplina delle attenuanti generiche: la Corte conferma che le attenuanti generiche richiedono elementi positivi e speciali per essere riconosciute e che l'elemento addotto dalla difesa (la garanzia ipotecaria) non costituisce di per sé elemento positivo idoneo al loro riconoscimento.

Massime di principio

  • La qualificazione soggettiva (procuratore speciale vs amministratore di fatto) non determina automaticamente violazione del principio di correlazione se il nucleo fattuale dell'accusa (la condotta distrattiva) rimane immutato e le pronunce di merito mostrano che l'imputato ha esercitato di fatto la gestione societaria.
  • In materia di bancarotta fraudolenta il giudice può valorizzare la ricostruzione contabile e il complesso degli elementi probatori anche a scapito di una lettura selettiva di documenti difensivi: il ricorso in cassazione che solleva questioni essenzialmente di fatto senza puntuali contestazioni analitiche alla motivazione è spesso inammissibile.
  • La prestazione di garanzie personali per ottenere finanziamenti non esclude automaticamente la responsabilità per distrazione di beni sociali; il dolo richiesto è generico e la circostanza può essere neutra o, a volte, addirittura indiziaria del tentativo di rientrare da perdite.
  • Le attenuanti generiche richiedono elementi positivi, concreti e specifici; la mera assenza di elementi negativi o la prova di singoli atti favorevoli (es. garanzia ipotecaria) non sono sufficienti per ottenere il riconoscimento.
  • In cassazione è essenziale che il ricorso si confronti in modo puntuale e analitico con il testo della motivazione impugnata: censure generiche o basate su valutazioni alternative dei fatti sono normalmente inammissibili.

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