Cassazione Penale, Sentenza n. 2829/2025 del 23/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava due profili principali. Primo: violazione dell'art. 545-bis cod. proc. pen. e carenza di motivazione, per l'omesso esame della istanza di conversione della pena detentiva in pena sostitutiva con lavori di pubblica utilita' presentata dall'imputato (anche tramite procura speciale esibita in udienza di appello). Secondo: errata applicazione dell'art. 368 cod. pen. (calunnia), per mancata valutazione dell'elemento soggettivo del reato; il ricorrente deduceva che egli aveva denunciato per primo l'aggressione e che la motivazione di appello non aveva considerato le contraddizioni delle parti offese e del testimone, cosi' che il dolo di calunnia non sarebbe emerso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato su entrambi i motivi. Primo, ha censurato la Corte di appello per non essersi espressa sulla richiesta di conversione della pena alla luce della riforma (art. 95 d.lgs. 10/10/2022, n.150 e art. 20-bis cod. pen.), nonostante la procura speciale e la richiesta formulate in udienza. Secondo, ha ritenuto insufficiente e sommaria la motivazione della Corte di appello circa la sussistenza del dolo del reato di calunnia, avendo questa omesso di valutare adeguatamente le deduzioni difensive sulla successione delle denunce e sulle contraddizioni dei testi. Conseguentemente la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro.
Norme richiamate
art. 545-bis cod. proc. pen.
La Corte ha rilevato che, se l'imputato formula in appello la richiesta di applicazione delle nuove pene sostitutive, il giudice di appello e' tenuto a pronunciarsi espressamente; l'omessa valutazione costituisce vizio di motivazione e obbliga all'annullamento.
art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Norma transitoria della cosiddetta riforma Cartabia: introduce l'obbligo per il giudice di appello di valutare l'applicabilita' delle nuove pene sostitutive per le pene detentive brevi quando sia richiesta dall'imputato, anche se la richiesta e' proposta in udienza di discussione.
art. 20-bis cod. pen.
Disposizione sulle nuove pene sostitutive per pene detentive brevi; la sua applicazione necessita di una richiesta del condannato e di una motivata valutazione da parte del giudice.
art. 368 cod. pen.
Reato di calunnia: richiede il dolo specifico della consapevolezza dell'estraneita' al fatto delle persone denunciate. La Cassazione ha ritenuto che la Corte di appello non abbia adeguatamente argomentato la sussistenza di tale elemento soggettivo, limitandosi a una ricostruzione sommaria.
artt. 81 cpv., 612, 582, 585, 61 n. 1, 577 comma 1 n. 4 cod. pen.
Norme richiamate nella composizione dei capi di imputazione (violenza, lesioni, ecc.); la sentenza impugnata aveva riformulato la pena in relazione a tali capi ma la Cassazione ha annullato per i vizi di motivazione sopra esposti.
Massime di principio
- Se la difesa chiede in appello l'applicazione di nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma, la richiesta puo' essere formulata anche in udienza di discussione; il giudice di appello e' tenuto a pronunciarsi espressamente e a motivare il diniego o l'accoglimento.
- L'assenza di una motivazione specifica sul punto della conversione della pena puo' determinare l'annullamento della decisione e il rinvio per nuovo giudizio.
- Nelle imputazioni di calunnia il giudice deve valutare con attenzione l'elemento soggettivo (consapevolezza dell'estraneita' degli accusati): non e' sufficiente una affermazione sommaria della responsabilita', occorre esaminare il contesto fattuale, la cronologia delle denunce e le eventuali contraddizioni testimoniali.
- La Corte di appello non puo' limitarsi a ricostruzioni apodittiche quando sono state sollevate questioni serie sulla responsabilita' soggettiva; la mancanza di disamina degli elementi probatori rilevanti costituisce vizio di motivazione.
- Per tutelare i diritti dell'imputato, il difensore dovrebbe assicurarsi che eventuali procure speciali e richieste rilevanti (come la conversione della pena) siano formalmente depositate e richiamate in udienza, e chiedere espressamente che il giudice si pronunci su di esse.
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