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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13326/2024 del 02/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del GIP di Genova (27/06/2023) che aveva dichiarato il non luogo a procedere per estinzione del reato a seguito di oblazione, contestando la mancata applicazione della confisca obbligatoria delle armi ai sensi dell'art. 6 della legge 22 maggio 1975, n. 152

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, limitatamente al punto della confisca, disponendo la confisca delle armi indicate in imputazione. La Corte ha considerato che dagli atti (in particolare dall'istanza di oblazione e dal decreto penale opposto) risultano accertati in fatto, in contraddittorio con la difesa, i presupposti per l'applicazione della confisca; pertanto il rinvio al giudice di merito è superfluo.

Norme richiamate

  • legge 22 maggio 1975, n. 152, art. 6

    art. 6, L. 22/5/1975, n.152

    La confisca è obbligatoria per tutti i delitti e le contravvenzioni concernenti le armi anche in caso di estinzione del reato per oblazione, salvo le ipotesi di assoluzione nel merito o di appartenenza dell'arma a persona estranea al reato; ha natura essenzialmente preventiva e il giudice deve accertare i presupposti per la sua applicazione

  • Regio Decreto (TULPS) artt. 38 e 58

    art. 38 e art. 58 R.D. n. 773/1931 (testo indicato in motivazione; in altra parte compare R.D. n. 733/1931)

    La violazione inerente alla mancata denuncia del trasferimento di armi rientra nelle contravvenzioni concernenti le armi per le quali è prevista la confisca obbligatoria se ricorrono i presupposti

  • codice penale, art. 240 (primo capoverso)

    art. 240 c.p., 1° capoverso

    Rimando normativo utilizzato dall'art. 6 L. 152/1975 per estendere l'obbligo di confisca agli oggetti atti ad offendere, alle munizioni e agli esplosivi

  • codice penale, art. 162-bis

    Prevede verifiche del giudice in relazione alla domanda di oblazione: l'istanza non equivale ad ammissione di colpevolezza e impone al giudice ulteriori accertamenti prodromici

  • codice di procedura penale, art. 129, co. 2

    Previsione di proscioglimento per manifesta assenza di prova; la Corte osserva che l'istanza di oblazione non equivale automaticamente a una pronuncia assolutoria ai sensi di tale norma

  • codice di procedura penale, art. 620, lett. l)

    art. 620, lett. l) c.p.p.

    Consente alla Corte di cassazione, quando non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto, di annullare senza rinvio e adottare i provvedimenti necessari, compresa la confisca, se gli elementi utili risultano già definiti negli atti

  • Direttiva dell'Unione Europea 2021/555/UE

    Richiama l'obbligo di tracciabilità e controllo dell'ubicazione delle armi; motivazione della normativa nazionale sulla comunicazione del trasferimento delle armi

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 5 del 2023

    Ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità dell'art. 6 L.152/1975 nella parte che impone la confisca anche in caso di estinzione per oblazione e per la contravvenzione di cui all'art. 38 TULPS, ma ha indicato che la confisca imposta in caso di estinzione per oblazione richiede che il giudice accerti la sussistenza del reato e la sua ascrivibilità all'imputato

Massime di principio

  • La confisca delle armi prevista dall'art. 6 L.152/1975 ha natura prevalentemente preventiva e, di regola, è obbligatoria anche quando il reato si estingue per oblazione, salvo casi di assoluzione nel merito o quando l'arma appartenga a terzi estranei al reato
  • L'istanza di oblazione non equivale automaticamente a un'ammissione di colpevolezza né a una sentenza assolutoria: il giudice deve effettuare verifiche e motivare i presupposti per accogliere l'oblazione e, separatamente, per disporre la confisca
  • Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 5/2023, il giudice che impone la confisca in occasione di estinzione per oblazione deve esplicitamente accertare la sussistenza del reato e la sua ascrivibilità all'imputato; tali accertamenti possono risultare dagli atti già formati in caso di evidenza
  • La Cassazione può annullare senza rinvio e disporre la confisca quando dagli atti di merito (sentenza e documenti richiamati) risultino in modo sufficientemente definitivo e in contraddittorio con la difesa i presupposti per la misura ablativa, evitando nuovi accertamenti di fatto
  • In situazioni analoghe la difesa può profilare due linee operative principali: provare che l'arma appartiene a terzi estranei al reato o mirare a ottenere una pronuncia assolutoria nel merito, poiché in tali ipotesi la confisca obbligatoria non opera
  • Per i soggetti detentori di armi, la migliore pratica preventiva è rispettare l'obbligo di denuncia del trasferimento entro i termini (72 ore) per evitare il rischio della confisca anche in caso di definizione del procedimento mediante oblazione

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