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Sentenza

Sentenza del 19/09/2024 n. 2411 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Ufficio contestava la detrazione indebita di IVA per €5.779,00 per omessa applicazione del pro-rata di detrazione in presenza di ricavi esenti derivanti dalla raccolta di giocate tramite slot machines (operazioni esenti ex art. 10, comma 1, n. 6 DPR 633/1972). La società sosteneva che la gestione delle slot machines fosse attività accessoria rispetto all'attività principale di somministrazione (bar) e pertanto tali operazioni potevano essere escluse dal calcolo del pro-rata o, in subordine, che la riduzione della detrazione dovesse essere limitata ai soli acquisti e servizi direttamente impiegati per la gestione delle slot.

La decisione

La Corte d'appello ha accolto l'appello dell'Agenzia e ha riformato la sentenza di primo grado, ritenendo legittimo l'avviso di accertamento. I giudici d'appello hanno ritenuto che l'attività di raccolta delle giocate fosse stabile, continuativa e non meramente occasionale o strumentale al servizio di bar (incidendo per oltre il 30% dei ricavi nell'anno considerato), e quindi rientrasse nell'attività propria dell'impresa ai fini del calcolo del pro-rata. Di conseguenza la detrazione IVA è stata ripresa a tassazione secondo l'accertamento. Le spese di entrambi i gradi sono a carico del contribuente (€900 primo grado, €1.100 secondo grado oltre oneri).

Norme richiamate

  • D.P.R. 633/1972 - art. 19-bis, comma 2

    "Per il calcolo della percentuale di detrazione di cui al comma 1 non si tiene conto delle cessioni di beni ammortizzabili, dei passaggi di cui all'articolo 36, ultimo comma, e delle operazioni di cui all'articolo 2, terzo comma, lettere a), b), d) e f., delle operazioni esenti di cui all'articolo 10, primo comma, numero 27-quinquies), e, quando non formano oggetto dell'attività propria del soggetto passivo o siano accessorie alle operazioni imponibili, delle altre operazioni esenti indicate ai numeri da 1) a 9) del predetto articolo 10, ferma restando la indetraibilità dell'imposta relativa ai beni e servizi utilizzati esclusivamente per effettuare queste ultime operazioni"

    La norma esclude dal calcolo del pro-rata le operazioni esenti quando non formano oggetto dell'attività propria o sono accessorie. La Corte d'appello ha interpretato la disposizione nel senso che l'esclusione è possibile solo se l'attività esente è effettivamente marginale/occasionale o accessoria (strumentale) rispetto all'attività principale; nel caso di specie, trattandosi di un'attività stabile e rilevante nei ricavi, l'esenzione dal calcolo non si applica.

  • D.P.R. 633/1972 - art. 10, comma 1, n. 6

    Individua le operazioni esenti relative ai giochi e scommesse (tra cui alcune forme di raccolta giocate). Tali operazioni sono esenti IVA ma rilevanti ai fini del pro-rata se costituiscono attività propria o non sono accessory.

  • D.P.R. 633/1972 - art. 19, comma 5

    Richiamato come parte del quadro normativo sulle regole di detraibilità e calcolo del pro-rata; la violazione delle relative disposizioni giustifica la ripresa a tassazione dell'IVA indebitamente detratta.

  • D.Lgs. 218/1997 - art. 5-ter

    Norma procedurale sul contraddittorio: l'avviso di accertamento era stato preceduto dall'invito a comparire e dal contraddittorio, ritenuti regolarmente effettuati.

  • R.D. 773/1931 (richiamato) - art. 10 (richiamo storico alle previsioni sui giochi)

    Citato per richiamare la disciplina sostanziale delle operazioni di gioco; contribuisce a qualificare le operazioni come esenti.

  • Corte di Giustizia UE, causa C-77/01 (29.4.2004)

    La sentenza è richiamata per il principio secondo cui per qualificare un'operazione come accessoria occorre un nesso diretto di strumentalità con l'attività principale: l'attività accessoria deve integrare o rendere possibile la prestazione principale.

  • Corte di Giustizia UE, causa C-572/02 (11.6.2009)

    Conferma e chiarisce che l'operazione accessoria deve integrare, completare o rendere possibile l'operazione principale; citata dalla Corte d'appello per affermare che la gestione delle slot non soddisfa questo requisito.

  • Giurisprudenza nazionale (Cassazione, es. ord. n. 8625/2014; sent. 4613/2016)

    Richiama i criteri interni: continuità, stabilità e nesso funzionale come elementi che escludono la caratterizzazione di occasionalità o accessorietà. La Corte d'appello ha applicato tali principi per ritenere l'attività di raccolta giocate parte dell'attività propria dell'impresa.

Massime di principio

  • Per escludere dal calcolo del pro‑rata le operazioni esenti occorre dimostrare che siano realmente accessorie o marginali: devono avere carattere occasionale, mancare di continuità e non richiedere un'autonoma organizzazione o impiego di risorse.
  • Se l'attività esente (es. gestione slot machines) è stabile, continuativa o incide significativamente sui ricavi (es. percentuali rilevanti come nel caso >30%), essa deve essere considerata parte dell'attività propria e, quindi, le relative operazioni vanno incluse nel computo del pro‑rata con conseguente limitazione generale della detrazione IVA.
  • La prova dell'accessorietà/sporadicità grava sul contribuente: è opportuno documentare separazione organizzativa, volumi/ricavi distinti, contabilità separata, spazi e investimenti minimi oppure la sporadicità dell'attività.
  • In alternativa alla esclusione dall'intero pro‑rata, è praticabile (ma deve essere documentalmente supportato) limitare la perdita di detrazione solo agli acquisti e servizi effettivamente utilizzati esclusivamente per l'attività esente; tuttavia ciò è ammissibile solo se risulta chiaro e dimostrabile l'impiego esclusivo.
  • Il contraddittorio preventivo (art. 5‑ter D.Lgs. 218/1997) è fase utile: presentare in quel momento tutta la documentazione probatoria può evitare ravvedimenti più sfavorevoli in sede contenziosa.
  • In caso di dubbio, l'orientamento giurisprudenziale e comunitario privilegia l'analisi funzionale (strumentalità/integrazione) e la verifica della continuità/organizzazione dell'attività per qualificare l'operazione come propria o accessoria.

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