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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40861/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della loro condanna per bancarotta patrimoniale e documentale. Baldassarre Pepe deduceva carenza dell'elemento psicologico sostenendo di essere una "testa di legno": avrebbe svolto solo mansioni esecutive, senza rapporti con banche, fornitori o clienti, senza percepire compensi e dunque senza dolo, e contestava altresì il diniego delle attenuanti generiche per presunti precedenti ininfluenti e per la buona condotta processuale. Stefano Lo Casto denunciava l'omessa valutazione a discarico della consulenza tecnica (che, a suo avviso, avrebbe scalfito l'attendibilità dei testi) e contestava la determinazione della pena e il diniego di attenuanti, compresa quella di cui all'art. 114 c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Quanto a Pepe, la Corte ha ritenuto motivata la decisione di merito: la lunga titolarità formale dell'incarico (dal 2007 al fallimento), la nomina anche quale legale rappresentante di altra società in cui erano confluiti asset della fallita e la vendita di immobilizzazioni e rimanenze a Nuova Fabbrica Ascensori Lo Casto s.r.l. senza corrispettivo hanno consentito di ritenere la sua consapevolezza e condivisione della depauperazione della società e della frammentaria tenuta contabile; pertanto è stato affermato il dolo, anche per la bancarotta documentale. Quanto a Lo Casto, il ricorso sulla consulenza tecnica è stato ritenuto improprio: la CTU è un contributo tecnico e non un mezzo di prova decisivo cui sia attribuibile in via esclusiva la funzione di sconfessare le testimoniali, mentre la valutazione dei testi e degli indici di fatto relativi all'amministratore di fatto è questione di merito svolta senza vizi di ragionevolezza. Le doglianze sulla quantificazione della pena e sulle attenuanti sono state ritenute generiche. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 40, comma secondo, cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente Pepe in tema di imputabilità della mera accettazione della carica; la Corte rileva che l'accettazione formale non esclude automaticamente la responsabilità quando risultino elementi probatori della consapevolezza e partecipazione alla condotta distrattiva o alla tenuta irregolare della contabilità

  • art. 219, commi primo e secondo, legge fallimentare

    Richiamati in relazione al bilanciamento fra attenuanti e aggravanti: la Corte d'appello ha valutato che la gravità e la pluralità dei fatti di bancarotta equivalgono alle attenuanti, decisione rimasta nella discrezionalità apprezzabile in sede di legittimità

  • artt. 216 e 223 legge fallimentare

    Richiamati a titolo esemplificativo sulla individuazione dei destinatari delle norme di bancarotta: la qualificazione di amministratore di fatto si valuta sulle concrete funzioni esercitate, non sulle mere qualifiche formali

  • art. 114 cod. pen.

    Norma invocata per una attenuante speciale ritenuta non applicata ingiustificatamente; la Corte ha ritenuto la doglianza generica e priva di elementi decisivi non considerati dal giudice di merito

Massime di principio

  • La mera qualifica formale di amministratore non esclude automaticamente la responsabilità per bancarotta: per la bancarotta documentale l'amministratore di diritto ha un diretto obbligo di tenuta delle scritture, mentre per la distrazione occorre valutare la consapevolezza e la partecipazione al disegno criminoso; non basta la sola accettazione della carica
  • La qualificazione di amministratore di fatto si basa su indici concreti e sull'effettiva esercitazione di funzioni direttive e gestionali, non sulle deleghe formali
  • La cessione di beni societari senza corrispettivo o la trasfusione di asset verso società correlate sono indici forti di condotte distrattive che possono giustificare la ricostruzione del dolo
  • La consulenza tecnica d'ufficio o di parte è un contributo tecnico e non ha natura di prova autonoma assolutamente vincolante: la sua valutazione nel contesto probatorio compete al giudice e non può essere invocata automaticamente per ribaltare la valutazione testimonial e il quadro probatorio complessivo
  • Le decisioni del giudice di merito sul riconoscimento o meno delle attenuanti e sulla misura della pena sono soggette a sindacato limitato in Cassazione; devono emergere vizi motivazionali o violazioni di legge per ottenere accoglimento
  • Nelle contestazioni di bancarotta è essenziale distinguere i profili relativi alla tenuta delle scritture (responsabilità più agevolmente attribuibile all'amministratore formale) da quelli relativi alla distrazione di beni (che richiedono prova della compartecipazione o consapevolezza)

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