Sentenza n. 1495/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di un'area pavimentata e di strutture metalliche o prefabbricate adibite a locali commerciali, deposito e uffici, nonché verbale di sopralluogo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e il verbale di sopralluogo, chiedendo l'annullamento degli atti presupposti e conseguenziali. Il testo non espone le specifiche censure di legittimità dedotte nel ricorso. Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno presentato un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. n. 380/2001.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità è stata ritenuta idonea a consumare l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione dei provvedimenti sanzionatori: l'interessato potrà impugnare l'eventuale diniego della sanatoria, mentre un eventuale esito positivo potrebbe far cessare l'intera materia del contendere. Il giudice ha inoltre rilevato che la richiesta spontanea di sanatoria è, in linea di principio, incompatibile con la contestuale pretesa di legittimità delle opere eseguite, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium. Nessuna statuizione sulle spese, poiché nulla è stato ritenuto dovuto.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
art. 36 d.P.R. 380/2001
istanza di accertamento di conformità ex art. 36 D.P.R. n. 380/2001
La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità rende improcedibile, per carenza di interesse attuale, l'impugnazione dell'ordinanza di demolizione; l'eventuale diniego della sanatoria potrà essere autonomamente impugnato e l'eventuale accoglimento può determinare la cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- La presentazione spontanea di un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 determina, di regola, la sopravvenuta carenza dell'interesse attuale e concreto a coltivare l'impugnazione dell'ordinanza di demolizione relativa alle opere interessate.
- Dopo la presentazione dell'istanza di sanatoria, l'interessato può contestare l'eventuale diniego mediante autonoma impugnazione; l'eventuale accoglimento dell'istanza può invece determinare la cessazione dell'intera materia del contendere.
- La richiesta spontanea di sanatoria, in quanto iniziativa incompatibile con l'affermazione della piena legittimità delle opere eseguite, non può essere utilizzata per sostenere contestualmente una pretesa contraddittoria, secondo il principio nemo potest venire contra factum proprium.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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