Ordinanza n. 329/2026 - Lecce, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Permesso di costruire in sanatoria e provvedimenti relativi all'approvazione di SCIA e Segnalazione Certificata di Agibilità riguardanti locali destinati ad attività artigianale e commerciale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, un permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune di Manduria e gli atti relativi all'approvazione di SCIA e di una Segnalazione Certificata di Agibilità concernenti locali destinati a un'attività artigianale e commerciale, deducendo l'illegittimità degli atti e prospettando un pregiudizio derivante, tra l'altro, dalla separazione degli impianti di approvvigionamento idrico e di scarico fognario dei locali di pianterreno dal restante edificio. Il controinteressato ha sollevato eccezioni preliminari relative alla carenza delle condizioni dell'azione in capo alla ricorrente; il giudice ha inoltre rilevato possibili profili di tardività del ricorso, senza definirli in questa fase cautelare.
La decisione
Il TAR ha rigettato la domanda cautelare. In sede di sommaria delibazione ha ritenuto non sussistente il fumus boni iuris, poiché non apparivano prima facie infondate le eccezioni del controinteressato sulla carenza delle condizioni dell'azione, restando altresì possibili profili di tardività. Ha escluso anche il periculum in mora, rilevando che il pregiudizio prospettato era collegato alla separazione degli impianti idrico e fognario, circostanza già pacificamente realizzata e quindi non scongiurabile mediante la sospensione degli atti impugnati. Ha inoltre osservato che le misure interinali richieste non presentavano concreta utilità per evitare il pregiudizio lamentato, anche a prescindere da possibili profili di inammissibilità di alcune di esse. La ricorrente è stata condannata, per la fase cautelare, al pagamento di euro 1.000 oltre accessori in favore del controinteressato; nulla è stato disposto sulle spese nei confronti del Comune, non costituito.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
domanda di sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati
La tutela cautelare richiede la verifica dei presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora, oltre alla concreta utilità della misura richiesta.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
presupposti per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi
Ha costituito la base, insieme alla disciplina europea e nazionale sulla protezione dei dati, per disporre l'oscuramento dei dati personali sensibili in caso di diffusione del provvedimento.
art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
presupposti per l'oscuramento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute
Richiamato quale fondamento della tutela dei dati relativi alla salute mediante oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
tutela dei dati relativi alla salute
Richiamato, nel testo vigente, a sostegno dell'ordine di oscuramento dei dati personali sanitari.
Massime di principio
- In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere escluso quando risultino prima facie non infondate eccezioni preliminari relative alla carenza delle condizioni dell'azione, anche senza che il giudice definisca definitivamente tali questioni.
- Il periculum in mora non sussiste quando il pregiudizio dedotto derivi da una situazione di fatto già integralmente realizzata e non più evitabile mediante la sospensione degli atti impugnati.
- La misura cautelare deve presentare una concreta utilità causale rispetto al pregiudizio lamentato; la sospensione va negata quando, anche se concessa, non sarebbe funzionale a scongiurare il danno prospettato.
- La possibile tardività del ricorso può concorrere, nella fase cautelare, alla valutazione negativa del fumus, pur restando impregiudicata la decisione definitiva sulla relativa eccezione.
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