Sentenza n. 33/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Quarta, n. 5588/2022, resa tra le parti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sez. IV, che aveva respinto l’impugnazione dell’ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive e della successiva ordinanza di acquisizione gratuita al patrimonio comunale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante contestava la sentenza del TAR che aveva confermato l’ordinanza comunale del 6 dicembre 2017, con cui era stata ingiunta la demolizione di una pavimentazione in calcestruzzo, di una recinzione in cemento armato con cancelli, di un immobile di circa 200 mq suddiviso in unità immobiliari e di un solaio in cemento armato, realizzati senza titolo edilizio su un terreno destinato a orto irriguo. Era stata inoltre impugnata, con motivi aggiunti, l’ordinanza del 16 febbraio 2021, che aveva disposto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere e dell’area di sedime per mancata ottemperanza all’ordine di demolizione. Con il primo motivo d’appello si deduceva che alcune opere non fossero suscettibili di acquisizione e che l’acquisizione dell’intero complesso immobiliare fosse sproporzionata, poiché avrebbe impedito alla società di proseguire l’attività commerciale. Con il secondo motivo si contestava la regolarità della notificazione dell’ordinanza di acquisizione, per asserita omissione della notifica a un comproprietario.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto al primo motivo, ha ritenuto non condivisibile una valutazione atomistica delle singole opere: la trasformazione del terreno agricolo in un complesso con destinazione commerciale e residenziale, realizzata senza titolo edilizio e in contrasto con la destinazione urbanistica, giustificava l’acquisizione complessiva del complesso e dell’area di sedime. L’acquisizione conseguente alla mancata ottemperanza all’ordine di demolizione è funzionale anche a consentire al Comune di procedere alla demolizione, a spese dell’autore della violazione, e deve quindi comprendere tutte le opere abusive necessarie al ripristino dell’assetto legittimo del territorio, inclusi pavimentazione e recinzione. È stata respinta anche la censura di sproporzione: la perdita del complesso e la cessazione dell’attività commerciale costituiscono conseguenze della condotta edilizia abusiva e non possono prevalere sull’interesse pubblico al ripristino dell’uso legittimo del territorio conforme agli strumenti urbanistici. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha rilevato che dagli atti depositati dal Comune risultavano le notifiche dell’ordinanza di acquisizione ai due amministratori delle società comproprietarie del bene. L’appellante è stato condannato al pagamento delle spese del grado, liquidate in 4.000 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
La mancata ottemperanza all’ordine di demolizione può condurre all’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’opera abusiva e dell’area di sedime; l’acquisizione può riguardare complessivamente tutte le opere abusive quando esse costituiscano un unico complesso da demolire per il ripristino dell’assetto legittimo del territorio.
art. 27 l. 457/1978
La disciplina del recupero degli edifici esistenti e degradati non è applicabile a una trasformazione edilizia abusiva che abbia alterato la consistenza degli immobili e incrementato il carico urbanistico.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale per la trattazione da remoto dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- Quando un intervento edilizio abusivo trasforma complessivamente un’area agricola in un complesso con destinazione commerciale e residenziale, l’acquisizione gratuita conseguente alla mancata ottemperanza all’ordine di demolizione può riguardare l’intero complesso e l’area di sedime, senza che sia necessario valutare atomisticamente la separata acquisibilità di ciascuna opera.
- L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente alla mancata demolizione non ha soltanto una funzione patrimoniale, ma è strumentale al ripristino dell’assetto legittimo del territorio; pertanto può comprendere anche pavimentazioni, recinzioni e altre opere accessorie la cui demolizione sia necessaria per dare esecuzione all’ordine di ripristino.
- Il pregiudizio alla prosecuzione di un’attività commerciale esercitata in un immobile totalmente abusivo non rende sproporzionata la demolizione o la successiva acquisizione, poiché l’interesse privato alla conservazione dell’attività deve cedere rispetto all’interesse pubblico al ripristino della conformità urbanistica del territorio.
- La notificazione dell’ordinanza di acquisizione è ritualmente effettuata quando risulta dagli atti che essa è stata notificata ai soggetti che rappresentano le società comproprietarie del bene.
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