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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13667/2024 del 04/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Questione di competenza territoriale relativa a numerosi reati tributari e all'eventuale trattazione unitaria del procedimento per connessione teleologica ex art. 12, lett. c), c.p.p. Il dubbio centrale riguardava quale fosse il "reato più grave" da cui far discendere la competenza ai sensi dell'art. 16 c.p.p. e, in caso di parità o di reati tributari, l'interazione con i criteri di determinazione del luogo di consumazione previsti dall'art. 18 del D.Lgs. n. 74/2000. Il GUP di Rovigo aveva ritenuto che, dopo la novella del d.l. n. 124/2019 conv. con L. 157/2019, il capo 15 (fattura del 31.10.2019) fosse fra i reati più gravi e quindi aveva rimesso gli atti alla Corte per decisione preventiva. La difesa dell'imputata Fiorentini ha contestato tale premessa giuridica, sostenendo che la modifica delle pene è efficace solo dalla pubblicazione della legge di conversione (25.12.2019), per cui il capo 15 sarebbe anterior alla riforma e dunque meno grave rispetto al capo 36 (reato del 04.07.2020) che radicherebbe la competenza a Bologna; il PG ha chiesto che la competenza sia attribuita al Tribunale di Rovigo applicando i criteri di cui all'art. 18 D.Lgs. 74/2000 per individuare il "primo" reato più grave.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p., perché fondata su un presupposto giuridico errato rilevato dalla difesa. La Corte ha condiviso che sussiste connessione teleologica tra i reati (art. 12, lett. c), c.p.p.) e che la regola generale per individuare la competenza è quella di cui all'art. 16 c.p.p. Tuttavia ha ritenuto che il GUP avesse sbagliato nel considerare operativa la novella del d.l. n. 124/2019 dal 27.10.2019: la Corte ha precisato che l'aumento di pena è efficace dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione (legge n. 157/2019, efficacia dal 25.12.2019). Non risultando fatture emesse dalla società indicate dopo il 25.12.2019, il capo 15 si sarebbe perfezionato prima della riforma e dunque è meno grave rispetto ai reati commessi dopo l'entrata in vigore effettiva della modifica; perciò viene meno il presupposto su cui il GUP aveva rimesso la questione. La Corte ha pertanto restituito gli atti al giudice a quo perché riesamini la competenza territoriale alla luce della corretta data di efficacia della riforma e delle regole indicate.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina il rinvio pregiudiziale di questioni di competenza; la Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta perché fondata su un errore di diritto nel presupposto fattuale/giuridico.

  • art. 12, lett. c) cod. proc. pen.

    Prevede la connessione teleologica; la Corte ha ritenuto correttamente esistente il nesso teleologico fra i reati così da giustificare la trattazione unitaria dinanzi ad un'unica autorità giudiziaria.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Criterio generale per l'individuazione del giudice competente: competenza del giudice del reato più grave, e a parità di gravità del primo reato commesso; la Corte conferma l'applicazione di questa regola per determinare la competenza in caso di connessione.

  • art. 18 D.Lgs. n. 74/2000

    Disciplina, nel sistema dei reati tributari, la determinazione del luogo di commissione (anche come luogo di accertamento); la Corte richiama la giurisprudenza che utilizza l'art. 18 per individuare il "primo" reato più grave quando è applicabile, ma osserva che la corretta individuazione del reato più grave è condizionata alla verifica delle date di commissione rispetto all'entrata in vigore di eventuali riforme.

  • art. 39 del d.l. 26.10.2019, n. 124 (convertito con L. 157/2019)

    comma 3: le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 hanno efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione

    La Corte interpreta la norma come stabilente che l'inasprimento delle pene per gli artt. 2 e 8 D.Lgs. 74/2000 è efficace dalla pubblicazione della legge di conversione (G.U. della L. 157/2019), quindi dal 25.12.2019; ciò è decisivo per qualificare quale reato sia "più grave".

  • art. 4 cod. proc. pen.

    Richiamato nella valutazione della rilevanza di circostanze attenuanti ai fini della gravità: la Corte ricorda che in alcuni orientamenti le attenuanti non incidono sulla parità di gravità, ma la questione principale resta l'individuazione del reato più grave e del primo compiuto.

Massime di principio

  • Se sussiste connessione teleologica (art. 12, lett. c), c.p.p.) la competenza territoriale deve essere valutata in modo unitario applicando la regola generale dell'art. 16 c.p.p.: giudice del reato più grave e, a parità, del primo commesso.
  • Nei reati tributari occorre verificare con attenzione la data di efficacia di eventuali modifiche legislative che alterano la pena edittale: la data rilevante è la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione, non la data di emanazione del decreto.
  • Quando la qualificazione del "reato più grave" dipende da una riforma normativa intervenuta in corso di fatti, errori nella determinazione della data di efficacia della riforma possono rendere infirmabile o inammissibile una richiesta di rinvio pregiudiziale basata su tale presupposto.
  • L'art. 18 D.Lgs. 74/2000 può essere utilizzato per determinare il luogo di consumazione "per legge" di reati tributari (es. luogo di accertamento), ma la sua applicazione non esime dal rispettare la gerarchia normativa dell'art. 16 c.p.p. e dall'accertare correttamente quale reato sia il più grave alla luce delle norme vigenti al momento del fatto.
  • Se la decisione del giudice di merito (GUP) è basata su un errore di diritto rilevante, la Corte può dichiarare inammissibile il rinvio e rimandare gli atti al giudice a quo per nuova valutazione secondo i criteri corretti.

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