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Sentenza

Sentenza n. 228/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501482

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta alla conversione rilasciato al lavoratore straniero per inidoneità della sistemazione alloggiativa

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta alla conversione, adottato ai sensi dell’art. 42 d.l. 73/2022, deducendo carenze motivazionali. In particolare, ha sostenuto di non poter comprendere le ragioni dell’inidoneità dell’alloggio, poiché il certificato di idoneità abitativa indicava una capienza di otto persone, mentre il certificato di stato di famiglia dell’ospitante attestava la presenza di una sola persona. Nel corso del giudizio il TAR aveva ordinato alla Prefettura di depositare gli atti e i documenti posti a fondamento del provvedimento e una relazione sui fatti. Successivamente, la Prefettura ha annullato in autotutela l’atto impugnato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo pienamente soddisfatta la pretesa azionata dal ricorrente a seguito dell’annullamento in autotutela del provvedimento impugnato. Quanto alle spese, le ha compensate per un terzo, valorizzando il sollecito e spontaneo esercizio dei poteri di riesame da parte della Prefettura, e ha posto i restanti due terzi a carico delle amministrazioni resistenti secondo il principio della soccombenza virtuale, liquidandoli complessivamente in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 42 d.l. 73/2022

    Il nulla osta alla conversione era stato rilasciato ai sensi di questa disposizione; il provvedimento di revoca era motivato con riferimento all’inidoneità della sistemazione alloggiativa.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere è stata dichiarata poiché l’annullamento in autotutela dell’atto impugnato ha pienamente soddisfatto la pretesa del ricorrente.

  • art. 60 c.p.a.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, all’esito della camera di consiglio e previa audizione delle parti.

Massime di principio

  • La materia del contendere cessa quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione annulla in autotutela il provvedimento impugnato e tale annullamento soddisfa integralmente la pretesa sostanziale fatta valere dal ricorrente.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per riesame favorevole dell’amministrazione, la regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe verosimilmente prevalso sulla domanda originaria.
  • L’esercizio sollecito e spontaneo dei poteri di riesame può giustificare una compensazione parziale delle spese, pur restando a carico dell’amministrazione la quota eccedente quando il ricorrente abbia ottenuto il pieno soddisfacimento della propria pretesa.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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