Sentenza n. 6915/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego di ammissibilità e rilascio del titolo in sanatoria relativo a una domanda di condono edilizio per due locali commerciali con depositi e box e due abitazioni
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava il diniego comunale di una domanda di condono presentata ai sensi dell'art. 32, comma 25, d.l. 269/2003, convertito nella l. 326/2003. Il Comune aveva fondato il diniego sulla ritenuta carenza di legittimazione della promissaria acquirente che aveva presentato la domanda e sul superamento dei limiti volumetrici, considerando l'intervento come edificio a destinazione mista. Gli appellanti hanno censurato la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso, deducendo: violazione dell'art. 3 l. 241/1990 per motivazione apparente o insufficiente, poiché il provvedimento non distingueva le porzioni residenziali da quelle commerciali e applicava indistintamente il limite volumetrico all'intero edificio; violazione dell'art. 32, comma 25, l. 326/2003, sostenendo che la volumetria delle abitazioni era pari a 705 mc, inferiore al limite di 750 mc per unità abitativa, mentre per i locali commerciali non sarebbe stato previsto uno specifico limite analogo, e contestando inoltre la carenza di legittimazione della richiedente. Il Comune ha sostenuto la sufficienza della motivazione, la natura vincolata del diniego e l'applicabilità dell'art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990, nonché l'esclusione dal condono delle nuove costruzioni non residenziali o miste.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello e, in riforma della sentenza del TAR, ha accolto il ricorso di primo grado annullando gli atti impugnati. Ha ritenuto insussistente la carenza di legittimazione, in ragione della titolarità del rapporto obbligatorio derivante dalla promessa di vendita e, comunque, del successivo subentro di soggetti titolati prima dell'adozione del diniego. Ha inoltre rilevato che il provvedimento comunale non aveva analizzato le diverse partizioni dell'immobile e le rispettive destinazioni, né aveva determinato le volumetrie delle parti residenziali e commerciali. Tale istruttoria era necessaria per applicare il criterio di prevalenza e per valutare l'eventuale sanabilità limitata a una delle tipologie edilizie. Il diniego è stato pertanto ritenuto illegittimo per difetto di istruttoria e di motivazione. Il Comune è stato obbligato a riesaminare senza indugio la domanda di condono alla luce dei principi enunciati. Le spese del doppio grado sono state compensate.
Norme richiamate
art. 3 l. 241/1990
La motivazione del diniego deve illustrare adeguatamente le ragioni ostative, con riferimento alle diverse porzioni e destinazioni dell'intervento quando tali elementi incidono sulla valutazione di condonabilità.
art. 10-bis l. 241/1990
La comunicazione dei motivi ostativi precede il provvedimento di diniego, ma non esonera l'amministrazione dall'obbligo di svolgere un'istruttoria completa e di motivare puntualmente la decisione finale.
art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990
La prospettata natura vincolata del diniego non ha escluso l'annullamento, poiché l'amministrazione non aveva previamente accertato in modo completo e specifico i presupposti fattuali rilevanti.
art. 32, comma 25, d.l. 269/2003, convertito nella l. 326/2003
Le disposizioni (...) si applicano alle opere abusive che risultino ultimate entro il 31 marzo 2003 e che non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria o, in alternativa, un ampliamento superiore a 750 metri cubi. Le suddette disposizioni trovano altresì applicazione alle opere abusive realizzate nel termine di cui sopra relative a nuove costruzioni residenziali non superiori a 750 metri cubi per singola richiesta di titolo abilitativo edilizio in sanatoria, a condizione che la nuova costruzione non superi complessivamente i 3.000 metri cubi.
Ai fini della valutazione della condonabilità di un intervento unitario a destinazione mista, l'amministrazione deve identificare e quantificare puntualmente le diverse parti residenziali e commerciali, valutando anche la possibilità di una sanatoria limitata a una delle tipologie edilizie.
Massime di principio
- Nel procedimento di condono edilizio, quando l'immobile presenta parti con destinazioni d'uso differenti, l'amministrazione deve distinguere e quantificare autonomamente le diverse porzioni, verificando i limiti volumetrici applicabili a ciascuna e l'eventuale sanabilità parziale dell'intervento.
- È illegittimo per difetto di istruttoria e motivazione il diniego di condono che affermi genericamente il superamento dei limiti volumetrici senza indicare come siano state calcolate le volumetrie delle singole porzioni dell'immobile e senza confrontarle con i parametri normativi pertinenti.
- La legittimazione a presentare una domanda di condono può derivare dalla titolarità di un rapporto obbligatorio collegato alla promessa di vendita; il successivo subentro di soggetti titolati prima della decisione amministrativa, inoltre, può comunque sanare la questione della legittimazione rispetto al diniego.
- L'amministrazione, nel valutare un intervento edilizio unitario ma articolato in parti residenziali e commerciali, deve considerare anche l'eventuale applicazione di un criterio di prevalenza e la possibilità di rilasciare una sanatoria limitata a una sola delle tipologie edilizie, ove consentito dalla disciplina applicabile.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 16 set 2026Sentenza n. 6928/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
- Sentenza · 16 set 2026Sentenza n. 2534/2026 - Catania, Sezione 2
- Sentenza · 16 set 2026Sentenza n. 2535/2026 - Catania, Sezione 2
- Sentenza · 16 set 2026Sentenza n. 2536/2026 - Catania, Sezione 2
- Sentenza · 16 set 2026Sentenza n. 2537/2026 - Catania, Sezione 2
- Sentenza · 16 set 2026Sentenza n. 2538/2026 - Catania, Sezione 2
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →