Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26207/2023 del 16/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva rigettato il ricorso avverso il decreto del Gip del 18/11/2022 di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme fino a euro 762.500,00 o, in via subordinata, beni in forma equivalente; la società era indagata per responsabilità amministrativa ex d.lgs. n. 231/2001 con riferimento al reato presupposto di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), e si contestava, tra l'altro, l'amministratore di fatto (Jacopo Sanvoisin). I motivi dedotti in cassazione: (1) nullità per violazione dell'art. 407 comma 3 c.p.p. e del principio ne bis in idem cautelare per utilizzo di atti svolti dopo la scadenza del termine delle indagini preliminari; (2) vizio di motivazione sull'esistenza della qualifica di amministratore di fatto di Jacopo Sanvoisin; (3) carenza motivazionale sul fumus relativo alle truffe e sull'inclusione nel sequestro delle "somme in chiaro" legittimamente percepite; (4) violazione degli artt. 19 e 53 d.lgs. 231/2001 in ordine all'oggetto del sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere fondato su motivi non consentiti. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto preclusa la deduzione dell'inutilizzabilità di atti compiuti oltre il termine delle indagini se eccepita per la prima volta in Cassazione anziché nella "prima occasione utile" (riesame). I motivi che sostanzialmente chiedevano la rivalutazione dei fatti e della motivazione (amministratore di fatto, fumus della truffa, quantificazione delle somme in sequestro) sono stati considerati impugnazioni di merito non ammissibili in Cassazione; il Tribunale aveva fornito una motivazione coerente e aderente alle emergenze investigative, ritenendo sussistente il ruolo gestionale di Jacopo e la causalità tra incassi e programma criminoso. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.

Norme richiamate

  • art. 407 cod. proc. pen.

    La Corte segnala che l'inutilizzabilità di atti compiuti dopo la scadenza del termine delle indagini è eccepibile mediante opposizione immediata o nella "prima occasione utile" (riesame); non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione in sede di impugnazione cautelare

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al principio del ne bis in idem cautelare: la riassunzione di elementi investigativi già valutati richiede tempestiva eccezione, altrimenti è preclusa

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Rilevanza dell'aggiornamento del registro e del decorso dei termini per le indagini preliminari ai fini della tempestività delle proroghe e dell'utilizzabilità degli atti

  • art. 5 d.lgs. n. 231/2001

    La qualificazione di "soggetto apicale" o amministratore di fatto richiede elementi che dimostrino una significativa e continuativa attività gestoria; la Corte del riesame aveva ritenuto sussistenti indicatori concreti (gestione pratiche, incassi, spese dai conti societari) tali da configurare l'amministratore di fatto

  • art. 6 d.lgs. n. 231/2001

    Richiamato implicitamente riguardo all'illecito amministrativo dell'ente e alla responsabilità per reati commessi da soggetti apicali o subordinati

  • art. 24-ter comma 2 d.lgs. n. 231/2001

    Norma citata in relazione alla tipologia di illecito amministrativo contestato e alla sua connessione con il reato presupposto (associazione per delinquere)

  • art. 416 cod. pen.

    Reato presupposto (associazione per delinquere) su cui si fonda l'illecito amministrativo contestato; la ricostruzione accusatoria delineava un sistema fraudolento finalizzato all'appropriazione di indennizzi assicurativi

  • art. 19 d.lgs. n. 231/2001

    Rilevante in ordine all'oggetto della confisca: la Corte ha condiviso l'interpretazione che il profitto confiscabile può comprendere somme interamente percepite quando il collegamento causale con la condotta illecita non consente di separare il valore di quanto lecitamente fornito

  • art. 53 d.lgs. n. 231/2001

    Richiama la disciplina della confisca e del sequestro preventivo in funzione della confisca, autorizzando il sequestro di somme entrate nella disponibilità dell'ente se ritenute profitto dell'illecito

Massime di principio

  • Le eccezioni sulla inutilizzabilità di atti svolti oltre i termini delle indagini devono essere sollevate immediatamente o, al più tardi, nella prima occasione utile (di norma il riesame): sollevarle per la prima volta in Cassazione comporta la preclusione
  • In Cassazione contro provvedimenti di sequestro l'esame è limitato a questioni di diritto e a vizi motivazionali radicali; tentativi di rivalutazione di merito (ricostruzione fattuale, valutazione della prova) sono inammissibili
  • Per configurare l'amministratore di fatto ai fini della responsabilità amministrativa ex d.lgs. 231/2001 è necessario dimostrare elementi concreti di gestione continuativa e poteri di direzione/dispersione delle risorse (es. gestione pratica, incassi, utilizzo dei conti societari)
  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca può comprendere anche somme "in chiaro" percepite se è dimostrato un nesso causale con il programma criminoso e se non è possibile separare il valore effettivo del servizio lecitamente reso da quello derivante dall'attività illecita
  • Le censure generiche sul quantum del sequestro sono inefficaci: chi contesta la misura deve indicare criteri di calcolo o specifiche voci da escludere per permettere una verifica motivata
  • Il riesame è il momento procedurale chiave per esercitare le prerogative difensive complete (accesso agli atti, rilievo di inutilizzabilità, deduzioni probatorie); non sfruttarlo limita fortemente le possibilità di successo nelle impugnazioni successive

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.