Sentenza del 26/01/2021 n. 430 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Commissione ha accolto l'appello dell'Ufficio, riformando la sentenza di primo grado e confermando la legittimità dell'avviso di liquidazione. Le spese di lite sono compensate.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Ufficio ha emesso un avviso di liquidazione riqualificando l'atto di cessione totalitaria delle partecipazioni (cessione delle quote di Mxxxx srl) quale cessione di azienda, ritenendo che, per la sostanza economica e l'effetto finale concretamente realizzato, l'operazione equivalga al trasferimento dell'azienda. La cessione delle quote era stata seguita da una fusione per incorporazione di Mxxxx srl in Bxxxx spa; l'Ufficio ha comunque ritenuto possibile e dovuto valutare la sostanza dell'operazione sulla base dell'atto di cessione delle partecipazioni, prescindendo da elementi extratestuali o atti successivi.
Norme richiamate
art. 20 TUR
La norma è stata interpretata dall'Ufficio e dalla Commissione nel senso che permette la riqualificazione dell'operazione in base alla sua sostanza economica; l'Amministrazione può ricostruire la causa concreta dei negozi e qualificare l'atto impositivo sul risultato economico effettivamente realizzato, prescindendo dal nomen iuris usato dalle parti e senza necessità di considerare atti successivi.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Richiamata come principio che consente all'Amministrazione di valorizzare la causa concreta dei contratti per porre a tassazione i negozi in base agli assetti economici reali, indipendentemente dalla denominazione formale degli atti.
CTR, sez. 18, n. 4541/2019
Decisione citata in senso conforme che ha ritenuto che la cessione totalitaria di quote può costituire, per il risultato giuridico ed economico, una cessione di azienda, soprattutto quando esista unitarietà contrattuale e simultaneità nella cessione delle quote.
Massime di principio
- La cessione totalitaria di partecipazioni può essere qualificata come cessione di azienda quando, per effetto dell'operazione, si realizzi di fatto il trasferimento della compagine aziendale e dei suoi asset o il controllo e la continuità dell'attività economica.
- L'Amministrazione finanziaria può valutare la sostanza economica dell'operazione e riqualificare l'atto fiscale indipendentemente dal nome giuridico attribuito dalle parti e anche senza richiamare atti successivi, se il risultato concreto corrisponde a un trasferimento d'azienda.
- La presenza di finalità legittime delle parti (es. mantenimento di convenzioni con il SSN) non impedisce di valutare gli effetti della cessione totalitaria delle quote ai fini della qualificazione fiscale; l'assenza di contestazione di abuso del diritto non esclude la riqualificazione per sostanza.
- Fattori probanti per la possibile riqualificazione includono la simultaneità e l'unitarietà delle cessioni, il trasferimento effettivo di beni strumentali o rapporti contrattuali essenziali, la continuità dell'attività e il controllo pieno del soggetto acquirente.
- Poiché l'orientamento giurisprudenziale non è del tutto uniforme, in casi simili è fondamentale documentare elementi che attestino la separazione tra cessione di quote e trasferimento di azienda (ad es. contratto che preservi la continuità aziendale separata, trasferimenti patrimoniali distinti, evidenze che l'azienda non sia stata trasferita), o in alternativa preparare argomentazioni e prova documentale a sostegno della qualificazione in termini formali.
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