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Ordinanza

Ordinanza n. 1810/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202401379

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o incompleta esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Palermo n. 2283/2023, oggetto del giudizio di ottemperanza

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Palermo n. 2283/2023. Il TAR aveva già accolto il ricorso con sentenza n. 305/2025, nominando un commissario ad acta, e aveva adottato successive ordinanze collegiali. Il commissario ha riferito che quasi tutti gli Assessorati condannati avevano eseguito la sentenza, mentre due amministrazioni avevano soltanto avviato le procedure per il pagamento delle somme dovute. Ha quindi chiesto la proroga del termine assegnato per completare l’incarico.

La decisione

Il TAR ha concesso al commissario ad acta una proroga di sessanta giorni dalla trasmissione dell’ordinanza, per concludere l’attività sostitutiva. Il Collegio ha precisato che il commissario deve sostituirsi all’amministrazione inadempiente quando questa non esegua la sentenza nel termine assegnato. In caso di obbligo di pagamento, il commissario deve compiere tutti gli adempimenti contabili e finanziari necessari: allocazione della somma in bilancio, ove occorra, impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento, nonché reperimento materiale delle risorse. L’esaurimento degli stanziamenti o l’assenza di disponibilità di cassa non costituiscono impedimenti legittimi all’esecuzione del giudicato; il commissario deve adottare ogni iniziativa necessaria a rendere possibile il pagamento. Il potere dell’amministrazione e quello del commissario sono concorrenti fino a quando uno dei due non abbia concretamente provveduto. Tuttavia, l’esecuzione spontanea dell’amministrazione dopo l’insediamento del commissario non integra l’esecuzione dell’incarico commissariale, che ha natura sostitutiva e non di mera vigilanza.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La norma è richiamata implicitamente quale fondamento del giudizio di ottemperanza e dell’esecuzione del giudicato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Giustifica l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato quale ulteriore presupposto per l’oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il commissario ad acta deve sostituirsi all’amministrazione inadempiente quando questa non esegua il giudicato entro il termine assegnato dal giudice.
  • Quando l’incarico commissariale riguarda il pagamento di somme, il commissario deve curare non soltanto gli adempimenti contabili di allocazione, impegno, liquidazione e ordinazione della spesa, ma anche il pagamento effettivo e il reperimento materiale delle risorse necessarie.
  • L’esaurimento degli stanziamenti di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, cause legittime di impedimento all’esecuzione del giudicato di condanna al pagamento; il commissario deve adottare le iniziative necessarie per superare tali ostacoli.
  • Il potere dell’amministrazione e quello del commissario ad acta sono concorrenti fino a quando uno dei due soggetti non abbia concretamente dato esecuzione al giudicato.
  • L’esecuzione spontanea dell’amministrazione dopo l’insediamento del commissario è possibile, ma non equivale all’esecuzione dell’incarico commissariale, che ha natura sostitutiva e non meramente vigilante.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

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