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Sentenza

Sentenza n. 6168/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche (Sezione Prima) n. 288 del 2025.

Giustizia amministrativa202504814

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Marche che aveva dichiarato in parte inammissibile e in parte respinto il ricorso contro la deliberazione consiliare e la determinazione dirigenziale di acquisizione sanante dell’immobile ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Marche relativa alla deliberazione consiliare n. 16 del 29 maggio 2024 e alla determinazione dirigenziale n. 44 del 30 maggio 2024, con cui il Comune aveva disposto l’acquisizione sanante di Palazzo Ferretti, già occupato sine titulo per la realizzazione di opere di recupero e riqualificazione destinate a scuola. Con il primo motivo hanno contestato la declaratoria di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che le censure riguardassero la legittimità del procedimento e del provvedimento di acquisizione e non la quantificazione dell’indennizzo. Con il secondo motivo hanno dedotto la violazione degli artt. 7, 8 e 10 l. 241/1990 e delle norme sulle notificazioni, sostenendo che la comunicazione di avvio del procedimento non fosse stata ricevuta da due comproprietari e non fosse stata inviata agli altri comproprietari catastali. Con il terzo motivo hanno dedotto la violazione del giusto procedimento e dell’art. 10 l. 241/1990, lamentando di non essere stati adeguatamente coinvolti, in particolare con riferimento alla perizia di stima dell’indennizzo. Con il quarto motivo hanno contestato il rigetto delle domande di restituzione e risarcimento, sostenendo che il precedente giudicato del TAR imponesse la restituzione del bene e il risarcimento per l’occupazione sine titulo in assenza di una valida acquisizione sanante.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello e ha confermato la sentenza del TAR. Il primo motivo è stato respinto perché dal ricorso di primo grado emergeva che le censure riguardavano effettivamente l’attribuzione dell’indennizzo ex art. 42-bis a tutti i proprietari, anziché soltanto agli appellanti, nonché l’applicazione degli interessi legali e moratori. Tali questioni attengono alla determinazione e corresponsione dell’indennizzo e rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario. Il secondo motivo è stato respinto perché la documentazione posteriore prodotta dal Comune attestava la consegna delle raccomandate contenenti l’avviso di avvio del procedimento a due degli appellanti; inoltre, gli appellanti non avevano interesse a contestare la mancata comunicazione agli altri comproprietari, poiché la relativa lesione avrebbe potuto essere fatta valere dagli stessi destinatari omessi. Il terzo motivo è stato respinto perché gli appellanti avevano ricevuto l’avviso di avvio e avevano presentato osservazioni ai sensi dell’art. 10 l. 241/1990; la contestazione relativa alla perizia e alla quantificazione dell’indennizzo apparteneva comunque alla giurisdizione ordinaria. Il quarto motivo è stato respinto perché non era emerso alcun vizio del provvedimento di acquisizione sanante. L’atto ex art. 42-bis costituiva idoneo titolo di acquisizione della proprietà e aveva posto fine alla situazione di illiceità derivante dalla precedente occupazione, escludendo le pretese restitutorie e risarcitorie. Le spese sono state poste a carico degli appellanti e liquidate in complessivi 5.000 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Il provvedimento di acquisizione sanante costituisce titolo idoneo all’acquisizione della proprietà e pone fine alla situazione di illiceità derivante dalla precedente occupazione sine titulo, quando non ne sia accertata l’illegittimità.

  • art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a.

    Le controversie relative alla determinazione e corresponsione dell’indennizzo conseguente all’acquisizione sanante appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

  • artt. 7, 8 e 10 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio del procedimento consente agli interessati di conoscere il procedimento e presentare osservazioni; la partecipazione risulta assicurata quando l’avviso sia ricevuto e gli interessati abbiano concretamente presentato osservazioni.

  • art. 54 d.P.R. 327/2001

    È richiamato dagli appellanti in relazione al riparto di giurisdizione, ma la decisione fonda il rigetto principalmente sulla natura indennitaria delle contestazioni devolute al giudice ordinario.

  • art. 29 d.lgs. 150/2011

    È richiamato dagli appellanti in relazione alla giurisdizione sulle controversie espropriative, senza che la decisione ne sviluppi un’autonoma interpretazione.

Massime di principio

  • Le contestazioni rivolte alla quantificazione, all’attribuzione e alla corresponsione dell’indennizzo previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, comprese quelle relative agli interessi legali e moratori, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, anche quando siano formalmente dedotte nell’impugnazione del provvedimento di acquisizione sanante.
  • Il comproprietario non è legittimato a contestare la mancata comunicazione di avvio del procedimento nei confronti di altri comproprietari, se la violazione dedotta incide esclusivamente sulla posizione di questi ultimi e non dimostra una lesione propria, concreta e attuale.
  • La ricezione della comunicazione di avvio del procedimento e la successiva presentazione di osservazioni dimostrano, in linea generale, l’effettivo esercizio delle facoltà partecipative previste dagli artt. 7, 8 e 10 l. 241/1990.
  • Quando il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 non sia affetto da vizi di legittimità, esso costituisce titolo di acquisizione della proprietà e impedisce l’accoglimento delle domande di restituzione e risarcimento fondate sulla pregressa occupazione sine titulo, avendo posto fine alla situazione di illiceità.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteDecreto di esproprio e procedimentoPartecipazione al procedimentoGiurisdizione e riparto
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneLegittimazione e interesse a ricorrerePartecipazione procedimentaleEffetto conformativo e riedizione del potere

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