Ordinanza n. 1592/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. VI, di reiezione della domanda cautelare proposta contro la revoca del nulla osta per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il cittadino straniero ha appellato l’ordinanza cautelare con cui il TAR aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il decreto del 13 ottobre 2025 dello Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura di Caserta, recante la revoca del nulla osta per lavoro subordinato. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che la revoca era stata adottata nonostante vizi della fase genetica del rapporto non imputabili al ricorrente. L’appellante ha inoltre rappresentato la propria attuale integrazione lavorativa nel territorio nazionale e la disponibilità di un’idonea sistemazione alloggiativa.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare e, riformando l’ordinanza del TAR, ha accolto l’istanza cautelare proposta in primo grado. Il Collegio ha valorizzato, da un lato, la presenza di vizi nella fase genetica del rapporto non imputabili allo straniero, il suo inserimento lavorativo nel territorio nazionale e la disponibilità di un’idonea sistemazione alloggiativa; dall’altro, ha ravvisato un obiettivo rischio espulsivo non bilanciato da elementi indicativi di pericolosità sociale. Nella comparazione degli interessi ha ritenuto meritevole di favorevole apprezzamento la pretesa alla valutazione dei presupposti per il rilascio di un permesso temporaneo di soggiorno per attesa occupazione. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 62 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale dell’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.
Massime di principio
- Nella valutazione cautelare relativa alla revoca di un nulla osta per lavoro subordinato, assumono rilievo i vizi della fase genetica del rapporto quando non siano imputabili al lavoratore straniero.
- Il rischio espulsivo può giustificare la concessione della tutela cautelare quando lo straniero sia lavorativamente inserito nel territorio nazionale, disponga di un’idonea sistemazione alloggiativa e non emergano elementi di pericolosità sociale idonei a controbilanciare tale rischio.
- In sede cautelare deve essere effettuata una concreta comparazione tra l’interesse pubblico all’esecuzione dell’atto e l’interesse dello straniero alla valutazione dei presupposti per il rilascio di un permesso temporaneo di soggiorno per attesa occupazione.
Come è indicizzato
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