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Sentenza

Sentenza n. 10774/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione sulla richiesta di visto per lavoro subordinato presentata dal ricorrente.

Giustizia amministrativa202507896

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza di rilascio del visto d'ingresso per lavoro subordinato

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, dopo avere ottenuto il nulla osta al lavoro subordinato per un cittadino pakistano, ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di visto d'ingresso presentata nell'interesse del lavoratore straniero. Il Ministero resistente ha eccepito il difetto di legittimazione attiva del ricorrente e, in subordine, l'infondatezza del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione attiva. Richiamando il consolidato orientamento della Sezione, ha affermato che il datore di lavoro che abbia ottenuto il nulla osta al lavoro subordinato per un lavoratore straniero non è legittimato né a impugnare il diniego del visto d'ingresso adottato nei confronti del lavoratore, né ad agire contro il silenzio serbato dalla sede diplomatica sulla relativa istanza. Le spese hanno seguito la soccombenza e il ricorrente è stato condannato a rifondere all'Amministrazione euro 1.000,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Il datore di lavoro che abbia ottenuto il nulla osta al lavoro subordinato per un lavoratore straniero non è legittimato ad agire contro il silenzio-inadempimento della sede diplomatica sulla richiesta di visto d'ingresso presentata in favore del lavoratore.
  • La legittimazione a contestare il diniego o l'inerzia relativi al visto d'ingresso spetta al lavoratore straniero destinatario del visto, e non al datore di lavoro che abbia promosso la procedura per l'assunzione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSilenzio della pubblica amministrazione

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