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Ordinanza

Ordinanza n. 826/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601085

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lazio-Roma che aveva riguardato il diniego di concessione della cittadinanza italiana

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

La richiedente ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Lazio-Roma relativa al diniego di concessione della cittadinanza italiana. In sede cautelare ha dedotto censure concernenti, in particolare, gli effetti delle condanne riportate dal coniuge sulla propria domanda di cittadinanza, evidenziando di essere stabilmente inserita sotto il profilo sociale e lavorativo e che il coniuge aveva formulato richiesta di riabilitazione. Il Consiglio di Stato ha esaminato la controversia nei limiti propri della cognizione sommaria cautelare.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello esclusivamente ai fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito da parte del TAR, ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., senza disporre la sospensione o l’annullamento del diniego di cittadinanza. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che le censure dovessero essere adeguatamente esaminate dal TAR nella fase di merito, con particolare riguardo agli effetti delle condanne del coniuge e alla richiesta di riabilitazione, anche considerando il stabile inserimento sociale e lavorativo dell’appellante. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto sufficientemente tutelabili le esigenze cautelari mediante la sollecita fissazione del merito, in assenza di pericoli documentati per l’ordine e la sicurezza pubblici. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, quando le esigenze cautelari possono essere soddisfatte mediante la sollecita fissazione dell’udienza di merito, di disporre tale fissazione in luogo dell’adozione di una misura cautelare sostanziale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare d’appello, quando le censure richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può rinviare l’esame sostanziale alla fase di merito senza pronunciarsi definitivamente sulla fondatezza del ricorso.
  • Ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., le esigenze cautelari possono essere soddisfatte mediante la sollecita fissazione dell’udienza di merito, quando tale misura è adeguata e non risultano documentati pericoli per l’ordine e la sicurezza pubblici.
  • Nella valutazione cautelare di un diniego di cittadinanza, assumono rilievo, ai fini del fumus, gli effetti delle condanne riportate dal coniuge sulla posizione del richiedente, la richiesta di riabilitazione formulata dal coniuge e il stabile inserimento sociale e lavorativo dell’interessato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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