Cassazione Penale, Sentenza n. 37506/2023 del 14/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la misura cautelare custodiale nei confronti dell'AIT per ipotesi di concorso nella detenzione di cocaina trovata in un appartamento riferito al connazionale AZROURI Hammadí. Il Tribunale aveva ritenuto rilevanti, ai fini cautelari, la presenza del ricorrente nella stanza dell'immobile al momento della perquisizione, la mancata indicazione di una dimora abituale e il rinvenimento di sostanza da taglio (mannitolo) in altra stanza, nonché il carattere organizzato dell'attività riconducibile all'AZROURI. Il ricorso per cassazione ha denunciato vizio di motivazione e violazione di legge in ordine alla gravità indiziaria e alla proporzionalità/adeguatezza della misura, sostenendo l'assenza di elementi che collegassero l'AIT allo stupefacente (AZROURI aveva ammesso di essere l'esclusivo titolare), l'assenza di precedenti o segnalazioni e l'illogicità dell'argomentazione sul carattere non occasionale della presenza dell'AIT.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto manifestamente illogica e carente la motivazione del Tribunale quanto alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in capo all'AIT. Ha ricordato il principio secondo cui la sola coabitazione non basta a configurare concorso nella detenzione (può al più integrare connivenza non punibile) ed ha osservato che non è stato indicato in quale forma si sarebbe concretizzato il contributo dell'AIT alla detenzione né alcun elemento individualizzante che lo rendesse co-detentore di una porzione determinata dello stupefacente. Ha inoltre sottolineato che l'entità dello stupefacente è indifferente se non provato il suo transito nella disponibilità del ricorrente. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e ha rinviato al Tribunale del Riesame di L'Aquila per nuovo esame; ha disposto gli adempimenti di cancelleria previsti.
Norme richiamate
Codice di procedura penale, art.309 co.7
art.309 co.7, cod.proc.pen.
Indica la competenza del Tribunale del Riesame cui rinviare la decisione; richiamato per il rinvio della causa
Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art.94 co.1 ter
art.94 comma 1 ter, disp.att. cod.proc.pen.
Prescrive gli adempimenti di cancelleria da eseguire a seguito della decisione della Corte
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (massime richiamate)
sez.3, n.41055 del 22/09/2015 Rapushi; sez.4, n.34754 del 20/11/2020 Abbate; sez., n.52116 del 15/11/2019 Finizio; sez.3, n.34985 del 16/07/2015 Caradonna
Principio consolidato secondo cui la mera convivenza non prova il concorso nella detenzione di stupefacenti (può costituire solo connivenza inerte non punibile); la responsabilità è riconosciuta se esiste un apporto consapevole e attivo (es. occultamento, ostacolo alle forze dell'ordine, agevolazione)
Massime di principio
- La sola coabitazione con il titolare dello stupefacente non è sufficiente a configurare concorso nella detenzione: serve un elemento che dimostri un apporto consapevole e attivo alla condotta illecita
- La quantità di stupefacente rinvenuta è irrilevante ai fini della responsabilità di un coabitante se non è dimostrato che quella sostanza sia transitata o fosse nella disponibilità del soggetto
- La mancata indicazione di una dimora abituale può influire sulla valutazione delle misure cautelari alternative, ma non può sostituirsi alla prova di gravi indizi di colpevolezza
- Per applicare una misura cautelare custodiale occorre una motivazione specifica, logica e attuale circa la sussistenza delle esigenze cautelari; argomentazioni generiche o apparenti possono essere annullate in Cassazione
- La proporzionalità e gradualità delle misure richiedono la considerazione della personalità dell'indagato (precedenti, marginalità del ruolo, assenza di elementi di spaccio) e la valutazione di misure meno invasive quando siano adeguate
- Il diverso trattamento cautelare tra persone nella stessa situazione richiede una motivazione che giustifichi la differenziazione; in sua assenza la decisione può essere censurata
- Se lo stupefacente è dichiarato di esclusiva titolarità di altro indagato, la custodia di un coabitante richiede altre prove obiettive (es. comunicazioni, prove di consegna, occultamento, proventi) per sostenere il concorso
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