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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-86/23

Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 5 settembre 2024. — E.N.I. e Y.K.I. contro HUK-COBURG-Allgemeine Versicherung AG. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Varhoven kasatsionen sad (Bulgarie). — Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali – Regolamento (CE) n. 864/2007 – Articolo 16 – Norme di applicazione necessaria – Incidente stradale – Diritti al risarcimento riconosciuti ai familiari del defunto – Principio di equità ai fini del risarcimento del danno morale subìto – Criteri di valutazione. — Causa C-86/23

Giurisprudenza europea62023CJ0086

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha esaminato una controversia relativa al risarcimento del danno morale subito dai genitori di una vittima di incidente stradale avvenuto in Germania, promossa in Bulgaria contro l'assicuratore del responsabile. Ha chiarito che la deroga dell'articolo 16 Roma II, basata sulle norme di applicazione necessaria del foro, è eccezionale e va interpretata restrittivamente. La sola circostanza che il diritto bulgaro preveda la liquidazione equitativa del danno morale non basta a disapplicare la legge tedesca designata dall'articolo 4 Roma II. Spetta al giudice nazionale verificare in concreto la presenza di un interesse pubblico essenziale e di un collegamento sufficientemente stretto con lo Stato del foro.

Interpretazione dell'articolo 16 del regolamento Roma II: quando una norma nazionale che impone al giudice di liquidare secondo equità il danno morale dei familiari di una vittima di incidente stradale può essere qualificata come norma di applicazione necessaria.

La questione giuridica

Se l'articolo 16 del regolamento (CE) n. 864/2007 (Roma II) debba essere interpretato nel senso che una disposizione nazionale che prevede la liquidazione secondo equità del risarcimento del danno morale subito dai familiari stretti di una persona deceduta in un incidente stradale possa essere considerata una norma di applicazione necessaria, con conseguente applicazione della legge del foro in deroga alla legge designata dall'articolo 4 del regolamento.

Principio di diritto

L'articolo 16 del regolamento Roma II va interpretato restrittivamente: una norma nazionale che impone al giudice di determinare secondo equità il risarcimento del danno morale dei familiari stretti di una vittima di incidente stradale non è, di per sé, una norma di applicazione necessaria. Essa può esserlo solo se il giudice nazionale accerta, con un'analisi circostanziata del testo, della struttura, delle finalità e del contesto della norma, che essa tutela un interesse pubblico essenziale dello Stato del foro, il cui rispetto è ritenuto cruciale, e che tale obiettivo non può essere raggiunto applicando la legge individuata dall'articolo 4 del regolamento; inoltre occorre un collegamento sufficientemente stretto con lo Stato del foro.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Regolamento (CE) n. 864/2007 (Roma II)
  • Articolo 4 del regolamento (CE) n. 864/2007
  • Articolo 15, lettera c), del regolamento (CE) n. 864/2007
  • Articolo 16 del regolamento (CE) n. 864/2007
  • Regolamento (CE) n. 593/2008 (Roma I)
  • Articolo 9 del regolamento (CE) n. 593/2008
  • Direttiva 2009/103/CE

Interpretazione dell'articolo 16 del regolamento Roma II

La sentenza riguarda un rinvio pregiudiziale del Varhoven kasatsionen sad (Corte suprema di cassazione, Bulgaria) in una controversia risarcitoria connessa a un incidente stradale avvenuto in Germania. Il tema centrale è se una disposizione bulgara che impone al giudice di liquidare il danno morale secondo equità possa prevalere, come norma di applicazione necessaria, sulla legge tedesca indicata dalle norme di conflitto del regolamento Roma II.

Fatti e procedimento principale

I ricorrenti, E.N.I. e Y.K.I., genitori della vittima deceduta nell'incidente, hanno agito in Bulgaria contro HUK-COBURG-Allgemeine Versicherung AG, assicuratore del responsabile civile, chiedendo il risarcimento del danno morale. Il giudice di primo grado aveva riconosciuto un indennizzo parziale; la corte d'appello bulgara aveva invece respinto integralmente la domanda, ritenendo applicabile il diritto tedesco e negando che l'articolo 52 dello ZZD potesse operare come norma di applicazione necessaria.

Normativa rilevante

La Corte richiama in particolare:

  • l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento Roma II, che individua come legge applicabile quella del paese in cui il danno si verifica;
  • l'articolo 15, lettera c), dello stesso regolamento, che include nella legge applicabile l'esistenza, la natura e la valutazione del danno;
  • l'articolo 16 del regolamento Roma II, che salva l'applicazione delle norme di applicazione necessaria del foro;
  • l'articolo 9 del regolamento Roma I, utilizzato come parametro interpretativo per definire la nozione di norma di applicazione necessaria;
  • la direttiva 2009/103/CE, richiamata nel contesto dell'assicurazione obbligatoria r.c. auto.

Ragionamento della Corte

La Corte ribadisce anzitutto che l'articolo 16 Roma II costituisce una deroga alla regola generale di conflitto e deve quindi essere interpretato restrittivamente. Il ricorso a tale disposizione è possibile solo in circostanze eccezionali e richiede, in primo luogo, che la situazione presenti legami sufficientemente stretti con lo Stato del foro.

In secondo luogo, per qualificare una norma interna come norma di applicazione necessaria, il giudice nazionale deve compiere un'analisi circostanziata del testo, dell'impianto sistematico, degli obiettivi e del contesto di adozione della disposizione, verificando se il legislatore abbia inteso tutelare un interesse pubblico essenziale. La Corte precisa che anche una norma che tutela interessi individuali può, in teoria, rientrare nella categoria, ma solo se tale tutela coincide con un interesse pubblico essenziale dell'ordinamento.

Nel caso concreto, la Corte osserva che il solo fatto che il diritto bulgaro preveda un criterio equitativo e conduca a un importo sensibilmente più elevato rispetto al diritto tedesco non basta a giustificare la disapplicazione della legge straniera. Conta invece stabilire se la legge designata dall'articolo 4 consenta comunque di raggiungere l'obiettivo di tutela che la norma del foro intende salvaguardare. Inoltre, dalla sentenza HUK-COBURG-Allgemeine Versicherung del 15 dicembre 2022 emerge che la direttiva 2009/103 non armonizza la portata del risarcimento del danno morale delle vittime indirette, cosicché l'articolo 52 ZZD non può essere visto come una norma adottata nell'ambito del recepimento di tale direttiva.

Decisione

La Corte conclude che una norma nazionale che prevede la determinazione secondo equità del risarcimento del danno morale dei familiari stretti di una vittima di incidente stradale non può essere considerata, di per sé, una norma di applicazione necessaria ai sensi dell'articolo 16 Roma II. Potrà esserlo solo se il giudice del rinvio accerti, sulla base di un esame concreto e approfondito, che tale norma tutela un interesse pubblico essenziale dello Stato del foro e che tale interesse non può essere adeguatamente protetto applicando la legge designata dall'articolo 4 del regolamento.

Come è indicizzato

Materieobbligazioni extracontrattualilegge applicabilenorme di applicazione necessariaassicurazione rc autorisarcimento del danno morale

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