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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 752/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che confermava la misura cautelare degli arresti domiciliari applicata nei loro confronti per il reato di corruzione. Contestano, con unico atto a firma del comune difensore, la violazione dell'art. 274, lett. c), cod. proc. pen. e il vizio di motivazione in ordine alle esigenze cautelari, rilevando in particolare che la sospensione dal servizio di Russo eliminerbbe il rischio di reiterazione e che non vi sarebbero motivi attuali per ritenere che Russo e Palumbo possano reiterare reati della stessa specie.

La decisione

Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la censura formulata è generica e non supera la motivazione dell'ordinanza impugnata, la quale aveva esaminato espressamente la questione della sospensione dal servizio di Russo, ritenendola misura temporanea non idonea ad escludere il rischio di recidiva connesso al contesto criminale in cui gli indagati sono inseriti. Sono state imposte ai ricorrenti le spese processuali e una sanzione pecuniaria di euro 3.000 ciascuno a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • articolo 274, lett. c), codice di procedura penale

    Il vizio denunciato con riferimento alla norma è stato considerato generico e non idoneo a dimostrare un errore motivazionale dell'ordinanza; il Tribunale ha ritenuto che la contestazione non abbia esposto chiaramente in cosa consista la violazione normativa o la illogicità della decisione impugnata

Massime di principio

  • Una impugnazione delle misure cautelari deve contenere censure specifiche e circostanziate: le osservazioni generiche sulla motivazione sono di norma inammissibili.
  • La sospensione dal servizio dell'agente (o altra misura amministrativa temporanea) non elimina automaticamente il rischio di reiterazione se il pericolo è ritenuto connesso al contesto criminale; occorre dimostrare concretamente l'assenza del rischio attuale.
  • Per ottenere l'attenuazione o la revoca di misure cautelari bisogna provare l'insussistenza delle esigenze cautelari attuali (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, reiterazione) con elementi nuovi o mostrare vizi motivazionali specifici nell'ordinanza impugnata.
  • Le decisioni del giudice del riesame che affrontano espressamente le obiezioni sollevate sono difficilmente sovvertibili se non emergono palesi errori logici o giuridici; occorre quindi contestarne puntualmente i passaggi argomentativi.
  • La mancata ammissibilità del ricorso può comportare sanzioni pecuniarie e condanna alle spese: valutare la fondatezza delle impugnazioni prima di proporle o corredarle di argomentazioni precise.

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