Ordinanza n. 878/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce (sezione seconda), -OMISSIS- resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, che aveva respinto il ricorso di primo grado; assegnazione del militare alla sede di Galatina
Esito
Favorevole al ricorrente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Ministero della Difesa ha proposto appello contro la sentenza del TAR Puglia-Lecce che aveva respinto il ricorso del militare e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione dell'efficacia della sentenza ai sensi dell'art. 98 c.p.a. Il testo non espone nel dettaglio i motivi d'appello, limitandosi a rilevare che le questioni prospettate non appaiono manifestamente infondate e meritano l'approfondimento proprio della fase di merito. Quanto al periculum in mora, il Ministero ha rappresentato esigenze cautelari contrapposte alla situazione del militare, già assegnato alla sede di Galatina dal 1° gennaio 2025.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare soltanto ai fini della sollecita definizione del giudizio di merito, senza sospendere la sentenza appellata. Ha ritenuto che il fumus boni iuris sussistesse in termini sufficienti, poiché le questioni d'appello non erano manifestamente infondate. Quanto al periculum in mora, il Collegio ha considerato la stabilizzazione della situazione di fatto derivante dall'assegnazione del militare alla sede di Galatina già dal 1° gennaio 2025 e ha ritenuto che le esigenze dell'Amministrazione potessero essere adeguatamente tutelate mediante la fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. L'udienza pubblica è stata fissata al 22 settembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare nel giudizio d'appello; sulla base di tale disposizione il Ministero ha chiesto la sospensione dell'efficacia della sentenza appellata.
art. 55, comma 10, c.p.a.
Consente, in presenza di esigenze cautelari, di tutelare la posizione mediante la sollecita fissazione della trattazione di merito, senza adottare una sospensione dell'atto o della sentenza.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce il presupposto indicato per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quali ulteriori presupposti per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare d'appello, il fumus boni iuris può ritenersi sussistente quando le questioni prospettate non siano manifestamente infondate e richiedano l'approfondimento proprio della fase di merito, senza che ciò implichi un'anticipazione della decisione definitiva.
- Quando la situazione di fatto si sia stabilizzata e le esigenze cautelari possano essere adeguatamente tutelate dalla sollecita definizione del giudizio, il giudice d'appello può accogliere l'istanza cautelare ai soli fini della fissazione ravvicinata dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., senza sospendere la sentenza impugnata.
- Nel bilanciamento cautelare, la stabilizzazione dell'assetto di fatto costituisce un elemento rilevante per escludere la necessità di sospendere immediatamente la sentenza appellata e per preferire la definizione sollecita del merito.
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