Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 24/11/2016 n. 23953 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

N.S. ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia, sostenendo che la cartella di pagamento relativa all'IRPEF e all'IRAP dovute per il 2003 fosse illegittima perché non era stata preceduta dall'invio di una richiesta di chiarimenti o di una comunicazione di irregolarità. La ricorrente ha denunciato la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 6, nonché un vizio di motivazione ai sensi dell'art. 360 c.p.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il motivo non rispettava i requisiti formali previsti, a pena di inammissibilità, dall'art. 366-bis c.p.c.: mancava sia il quesito di diritto per la censura di violazione di legge, sia il momento di sintesi richiesto per la censura relativa al vizio di motivazione. È stata confermata, in via processuale, la decisione impugnata e quindi la legittimità della cartella. N.S. è stata inoltre condannata al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 2.500 euro per compensi professionali, oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge n. 212 del 2000, art. 6

    La ricorrente ha invocato la norma per sostenere la necessità di un previo confronto con il contribuente mediante richiesta di chiarimenti o comunicazione di irregolarità. La Corte, tuttavia, non ha esaminato nel merito tale questione, dichiarando il ricorso inammissibile per difetto dei requisiti formali.

  • Art. 360 c.p.c.

    La norma individua i motivi per i quali è possibile proporre ricorso per cassazione, tra cui la violazione o falsa applicazione di legge e il vizio di motivazione. Nel caso concreto, le censure sono state ritenute non correttamente formulate.

  • Art. 366-bis c.p.c.

    "a pena di inammissibilità"

    Per i ricorsi soggetti a tale disciplina, la censura di violazione di legge doveva contenere uno specifico quesito di diritto, mentre quella relativa al vizio di motivazione doveva indicare il cosiddetto momento di sintesi, ossia il fatto controverso e le ragioni dell'insufficienza o contraddittorietà della motivazione. La loro mancanza comporta l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione è essenziale rispettare rigorosamente i requisiti formali previsti per ciascun motivo; la mancata formulazione degli elementi richiesti può impedire l'esame del merito.
  • Quando si denuncia la violazione di legge, occorre individuare con precisione la norma violata e formulare una chiara questione giuridica; non è sufficiente contestare genericamente la decisione.
  • Quando si denuncia un vizio di motivazione, è necessario indicare in modo autonomo e sintetico il fatto controverso e spiegare perché la motivazione della sentenza sarebbe omessa, insufficiente o contraddittoria.
  • La Corte di cassazione può dichiarare l'inammissibilità senza valutare se la pretesa tributaria sia sostanzialmente fondata o se fosse effettivamente necessaria una comunicazione preventiva.
  • La soccombenza processuale comporta normalmente la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.