Ordinanza n. 2824/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del decreto n. K10/-OMISSIS- di rigetto della domanda di cittadinanza italiana;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di rigetto della domanda di cittadinanza italiana
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego di cittadinanza italiana, deducendone l'irragionevolezza. Il provvedimento sarebbe stato motivato esclusivamente sulla base dei precedenti penali del fratello convivente, senza riferimenti a condotte imputabili alla richiedente. È stato inoltre lamentato un trattamento differenziato e apparentemente ingiustificato rispetto agli altri componenti del nucleo familiare — padre, madre e sorella — ai quali la cittadinanza italiana sarebbe già stata concessa.
La decisione
Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ha ritenuto necessario acquisire dall'Amministrazione documentati chiarimenti sulle ragioni del trattamento differenziato denunciato dalla ricorrente, in particolare in relazione alla concessione della cittadinanza agli altri membri del nucleo familiare nonostante il diniego opposto alla ricorrente. Ha quindi posto a carico del Ministero dell'Interno un incombente istruttorio, da eseguire entro il 29 maggio 2026. Ha inoltre disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la fissazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La disposizione è richiamata quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono richiamate, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a sostegno dell'oscuramento delle generalità della parte.
Massime di principio
- Quando il diniego di cittadinanza è motivato da elementi riferibili esclusivamente a un familiare convivente, il giudice può disporre un incombente istruttorio per verificare le ragioni concrete della riferibilità di tali elementi alla posizione del richiedente.
- La concessione della cittadinanza ad altri componenti del medesimo nucleo familiare può rendere necessaria, ai fini del controllo giurisdizionale sul diniego, l'acquisizione di chiarimenti documentati sulle ragioni dell'eventuale trattamento differenziato.
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