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Ordinanza

Ordinanza n. 3163/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento Accogliere l'istanza di misure cautelari monocratiche e, per l'effetto, sospendere immediatamente l'efficacia dell'Ordine di Movimento nr.-OMISSIS- del 31.10.2025 e di ogni altro atto connesso e/o consequenziale, ordinando alle Amministrazioni convenute di provvedere all'assegnazione del ricorrente in trasferimento provvisorio e temporaneo presso una sede nella provincia di residenza della congiunta beneficiaria dell'Art. 33 co. 3 L. 104/1992 o, comunque, nella regione Campania. IN VIA ISTRUTTORIA: Ordinare alle Amministrazioni resistenti di depositare in giudizio un elenco dettagliato delle posizioni organiche vacanti, ricopribili dal ricorrente per grado e qualifica, presso tutte le sedi di servizio ubicate nelle regioni Campania e Basilicata o, in subordine, in quelle comunque più prossime al comune di Marsicovetere (PZ) o di Montano Antilia (SA), al fine di dimostrare la possibilità di un impiego alternativo e meno gravoso. NEL MERITO: Accogliere il presente ricorso e, per l'effetto, annullare l'Ordine di Movimento - Trasferimento "d'autorità" n.-OMISSIS- del 31.10.2025, la presupposta lettera n. -OMISSIS- PU di prot. del 21 agosto 2025 e ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, per i motivi esposti in narrativa ed ordinare alle Amministrazioni resistenti di trasferire il ricorrente presso una delle sedi compatibili con le esigenze improrogabili dello stesso che emergeranno all'esito della su indicata istanza istruttoria. Con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio.

Giustizia amministrativa202601010

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordine di movimento relativo al trasferimento d'autorità presso l'11° Reggimento Carabinieri “Puglia”, in Bari, e atto presupposto

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (amministrazioni militari)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di trasferimento d'autorità presso Bari, chiedendone l'annullamento e domandando, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia dell'ordine di movimento. Ha inoltre chiesto l'assegnazione provvisoria e temporanea presso una sede nella provincia di residenza di una congiunta beneficiaria dell'art. 33, comma 3, della l. 104/1992 o, comunque, nella Regione Campania. In via istruttoria ha domandato l'acquisizione di un elenco delle posizioni organiche vacanti presso sedi ubicate in Campania e Basilicata o prossime ai comuni indicati, per dimostrare la possibilità di un impiego alternativo e meno gravoso. Dal testo non risultano specificamente articolati i motivi di illegittimità sostanziale dell'atto, poiché il giudice ha definito la controversia esclusivamente sulla competenza territoriale.

La decisione

Il TAR Lazio ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, ritenendo competente il TAR Puglia. Ha applicato l'art. 13, comma 2, c.p.a., secondo cui, nelle controversie riguardanti pubblici dipendenti, è inderogabilmente competente il tribunale nella cui circoscrizione si trova la sede di servizio. La sede rilevante è quella presso cui il dipendente presta servizio al momento della proposizione della domanda giudiziale, non quella esistente al momento dell'adozione dell'atto. Poiché, in seguito al trasferimento impugnato, la sede di servizio del ricorrente era Bari, la competenza spettava al TAR Puglia. Il giudizio potrà essere riassunto davanti al giudice competente nei modi e nei termini dell'art. 15 c.p.a. Le spese della fase sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 2, c.p.a.

    per le controversie riguardanti pubblici dipendenti è inderogabilmente competente il tribunale nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio

    La competenza territoriale inderogabile nelle controversie relative a pubblici dipendenti si determina in base alla sede di servizio presso cui il dipendente presta servizio al momento della proposizione della domanda giudiziale.

  • art. 15 c.p.a.

    Consente la riassunzione del giudizio davanti al giudice dichiarato competente, nei modi e nei termini previsti dalla disposizione.

  • art. 33, comma 3, l. 104/1992

    Richiamato dal ricorrente quale fondamento della richiesta di assegnazione presso una sede prossima alla residenza della congiunta assistita; la questione non è stata esaminata nel merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nelle controversie riguardanti pubblici dipendenti, la competenza territoriale prevista dall'art. 13, comma 2, c.p.a. è inderogabile e si determina in base alla sede di servizio del dipendente al momento della proposizione della domanda giudiziale.
  • Quando il provvedimento impugnato dispone il trasferimento del dipendente presso una nuova sede e il ricorso è proposto dopo l'esecuzione o comunque l'efficacia del trasferimento, la sede di servizio rilevante ai fini della competenza è quella nuova, non quella precedente né quella esistente alla data di adozione dell'atto.
  • La dichiarazione di incompetenza territoriale consente la riassunzione del giudizio davanti al TAR dichiarato competente secondo le modalità e i termini stabiliti dall'art. 15 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaTrasferimenti e impiego
RamiProcesso amministrativoForze armate e forze di polizia
IstitutiRiparto di giurisdizione

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