Sentenza n. 5834/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza n. 822 del 2026 del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, Sezione Seconda, che ha dichiarato inammissibile il ricorso R.G. n. 1049 del 2024, integrato da motivi aggiunti, proposto per l’annullamento dei seguenti atti e provvedimenti del Comune di Padova, concernenti l’ampliamento dell’attuale sede operativa aziendale della Alì S.p.a., mediante l’ampliamento dell’hub logistico di via Svezia n. 21 a Padova, di cui all’istanza del 30 settembre 2021 prot. n. 435175: quanto al ricorso principale e ai primi motivi aggiunti, depositati il giorno 21 ottobre 2024 a) della deliberazione 27 maggio 2024 n. 34, con la quale il Consiglio comunale ha approvato la relativa variante puntuale al vigente Piano degli interventi; di qualsiasi altro atto, connesso, presupposto o consequenziale e in particolare: b) dell’atto 12 ottobre 2021, di indizione della conferenza di servizi preliminare; c) dell’atto 27 aprile 2022, di indizione della conferenza di servizi decisoria; d) della determinazione 7 giugno 2022 conclusiva in senso favorevole della conferenza di servizi; e inoltre dei seguenti atti: e) del parere 2 agosto 2022 n. 187 della Commissione regionale, che ha escluso l’assoggettamento del progetto a valutazione ambientale strategica - VAS; f) del parere 19 aprile 2022 prot. n. 1777615 dell’Azienda regionale di protezione ambientale del Veneto - ARPAV; quanto ai secondi motivi aggiunti, depositati il giorno 1° settembre 2025 dei seguenti ulteriori atti e provvedimenti del Comune di Padova relativi all’intervento in questione, conosciuti il giorno 11 luglio 2025: g) della convenzione sottoscritta il giorno 8 maggio 2025 fra il Comune e la Alì S.p.a.; h) del provvedimento unico conclusivo del procedimento del 19 maggio 2025 del Dirigente del Settore edilizia privata;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha preso atto della dichiarazione di rinuncia all'appello e dell'accettazione delle altre parti. Poiché, a seguito dell'intesa raggiunta, è venuto meno l'interesse degli appellanti alla decisione, ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese del grado sono state integralmente compensate, conformemente alla richiesta congiunta delle parti.
Atto impugnato: sentenza del TAR Veneto che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro gli atti comunali e regionali relativi all'ampliamento dell'hub logistico aziendale, inclusi la variante urbanistica, la conferenza di servizi, l'esclusione dalla VAS, la convenzione e il provvedimento unico conclusivo
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione e controinteressati)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Veneto che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, integrato da due atti di motivi aggiunti, proposto contro gli atti concernenti l'ampliamento dell'hub logistico di una società nel Comune di Padova. In particolare, erano contestati l'approvazione della variante puntuale al Piano degli interventi, gli atti di indizione e la determinazione conclusiva della conferenza di servizi, il parere di esclusione del progetto dalla VAS, il parere dell'ARPAV, la convenzione urbanistica e il provvedimento unico conclusivo del procedimento edilizio. Nel giudizio d'appello gli appellanti hanno dichiarato di aver raggiunto un'intesa con la società controinteressata e di rinunciare all'appello ai sensi dell'art. 84 c.p.a. Le altre parti hanno accettato la rinuncia, chiedendo la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse e la compensazione delle spese.
Norme richiamate
art. 84 c.p.a.
La rinuncia al ricorso, accettata dalle altre parti, giustifica la declaratoria di improcedibilità dell'appello quando determina il venir meno dell'interesse alla decisione.
Massime di principio
- La rinuncia all'appello, quando sia accettata dalle altre parti e comporti il venir meno dell'interesse alla decisione, conduce alla declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, anziché a una decisione sul merito.
- La sopravvenuta carenza di interesse può derivare dal raggiungimento di un'intesa tra le parti, purché tale sopravvenienza renda non più attuale l'utilità della pronuncia richiesta.
- Quando tutte le parti concordano sulla rinuncia e sulla compensazione, il giudice può disporre l'integrale compensazione delle spese processuali del grado.
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