Circolare numero 4 del 14-01-2016
Premessa. 1. Le linee guida gestionali per l’anno 2016. 2. Il processo di programmazione e budget delle Strutture centrali 2.1. I Programmi di Innovazione. 2.1.1. Gli Obiettivi di Innovazione. 2.2. Attività Istituzionali e Obiettivi di Miglioramento. 2.2.1 Gli obiettivi collegati alle Attività Istituzionali 2.3. Il Valore economico della produzione. 2.4. Obiettivi di gestione della spesa e integrazione logistica. 2.4.1 Gestione della spesa. 2.4.2. Integrazione logistica. 2.5. L’impiego delle risorse. 2.5.1.Le risorse umane (FTE) 2.5.2. Le risorse economiche (costi discrezionali) 2.5.3.Gli obiettivi di efficienza. 2.6. Gli strumenti di programmazione. 2.7. Il calendario e le fasi del processo di programmazione e budget 3. Il processo di programmazione e budget delle direzioni regionali 3.1. Il Conto economico della Direzione regionale. 3.1.1. Il Valore economico della produzione. 3.1.2. La struttura dei costi del Conto economico. 3.1.3. Indicatori economici della gestione. 3.1.4.Rilevazione dei fabbisogni 3.2 Il Piano di produzione. 3.2.1..Il fabbisogno di risorse umane e la programmazione delle leve gestionali 3.2.2. Gli obiettivi di smaltimento delle giacenze. 3.2.3. Gli obiettivi di qualità ed efficacia. 3.2.3.1 La misurazione della conformità dei processi di produzione. 3.2.4. Gli obiettivi di efficienza. 3.2.4.1.Valorizzazione dell’attività di informazione e consulenza delle strutture provinciali 3.3. Piani delle attività delle strutture regionali 3.4. Piano della logistica. 3.5. Piano di gestione degli archivi cartacei 3.6. Economicità della gestione. 3.7. Gli strumenti di programmazione. 3.8. Il calendario e le fasi del processo di programmazione e budget Allegato 1: Programmi di innovazione Allegato 2: Scheda "PI 2016 - Interventi collegati ai PI" Allegato 3: Attività Istituzionali Allegato 4: Obiettivi regionali collegati al valore economico della produzione Allegato 5: Parametri per la ripartizione dei costi Allegato 6: Indicatori economici della gestione Allegato 7: Fabbisogni standard e indicatori elementari Allegato 8: Cluster da 6A a 8B Allegato 9: Interventi di razionalizzazione logistica Allegato 10: Consistenza degli archivi
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare avvia il processo di programmazione e budget 2016 dell’INPS, fondato sulle Linee guida gestionali approvate per il triennio 2016-2018. Definisce gli indirizzi strategici per strutture centrali e territoriali, i programmi di innovazione, gli obiettivi di valore economico della produzione, le regole per la rilevazione dei fabbisogni di risorse umane ed economiche, gli obiettivi di efficienza e le modalità di misurazione della performance. Per le direzioni regionali viene introdotto un impianto centrato sul conto economico, sugli indicatori di redditività, sulla qualità dei servizi, sugli obiettivi di smaltimento giacenze, sulla razionalizzazione logistica e sulla gestione archivi. Sono inoltre fissati strumenti operativi, schede da compilare, flussi di invio e un calendario con scadenze precise fino all’assegnazione del budget da parte del Direttore generale.
Processo di programmazione e budget INPS per l’anno 2016
Programmazione e budget INPS per il 2016
La circolare disciplina l’avvio del processo di programmazione e budget per l’anno 2016, costruito sulle Linee guida gestionali approvate per il triennio 2016-2018. Essa definisce gli indirizzi strategici, gli obiettivi gestionali, i programmi di innovazione, le regole per la rilevazione dei fabbisogni di risorse, i criteri di misurazione della performance e le scadenze operative per strutture centrali e territoriali.
Quadro strategico generale
L’impostazione generale mira al consolidamento del ruolo dell’INPS nel sistema di welfare, al miglioramento dell’efficienza nell’impiego delle risorse e al rafforzamento della qualità dei servizi. Per le strutture centrali il focus è posto su innovazione, miglioramento del servizio, incremento del valore economico della produzione e razionalizzazione della spesa. Per le direzioni regionali, invece, il fulcro della programmazione è il conto economico, con attenzione alla redditività, alla razionalizzazione dei costi e all’uso della metodologia dei fabbisogni standard.
Linee guida gestionali 2016
Le linee di indirizzo gestionali sono articolate in ambiti strategici che includono:
- ridisegno del modello organizzativo e della rete territoriale;
- sviluppo di strumenti di performance management e competenze professionali;
- potenziamento delle relazioni con cittadini e imprese;
- governo della spesa e integrazione del patrimonio;
- consolidamento della funzione contabile e di bilancio;
- gestione del soggetto contribuente e del credito;
- assistenza alla povertà e al disagio sociale;
- supporto al mercato del lavoro e attuazione del Jobs Act;
- previdenza;
- gestione delle prestazioni creditizie e sociali;
- contenzioso.
Per ciascun ambito la circolare richiama programmi e progetti specifici, che orientano sia la programmazione centrale sia quella territoriale.
Programmi di Innovazione delle strutture centrali
La programmazione centrale include 14 Programmi di Innovazione, affidati a specifici centri di responsabilità. Tra i principali figurano il ridisegno del modello di offerta dei servizi, l’evoluzione degli strumenti informatici a supporto del nuovo modello, l’integrazione nella pubblica amministrazione, lo sviluppo dei modelli professionali e del performance management, l’ottimizzazione della gestione del soggetto contribuente, l’evoluzione del sistema dei controlli interni, la razionalizzazione delle risorse e del patrimonio, la valorizzazione del patrimonio informativo e la creazione di valore.
I programmi devono essere coerenti con tre finalità essenziali:
- miglioramento dell’offerta e della qualità del servizio agli utenti;
- incremento del valore economico della produzione;
- risparmio nei costi di gestione.
Ciascun CdR responsabile di un Programma di Innovazione deve formulare una proposta progettuale, indicando strutture coinvolte, obiettivi, tempi di realizzazione, fabbisogno di risorse e investimenti triennali. La proposta va condivisa con le strutture interessate e con la Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione, quindi formalizzata al Direttore generale.
Attività istituzionali e obiettivi di miglioramento
Per le strutture centrali non impegnate nei Programmi di Innovazione, la programmazione riguarda le Attività Istituzionali. In collegamento con tali attività possono essere definiti Obiettivi di Miglioramento, ma solo se espressi in termini di:
- valore economico della produzione;
- qualità del servizio;
- risparmi nelle spese di funzionamento.
Per ogni obiettivo devono essere indicati l’area dirigenziale responsabile, il valore obiettivo e i criteri di misurazione. Non è prevista una responsabilità di coordinamento distinta per tali obiettivi.
Rilevazione dei fabbisogni di risorse umane ed economiche
La circolare disciplina in dettaglio la quantificazione dei fabbisogni. Per le risorse umane viene richiesto l’uso del parametro FTE, distinto tra risorse ABC e altre risorse. Per le risorse economiche, il fabbisogno va espresso in ore di straordinario, importi per turni, giorni di missione e ore di timesheet.
Le proposte sono sottoposte a due verifiche:
- congruità tecnica da parte della Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione;
- compatibilità finanziaria da parte della Direzione centrale Risorse umane, in quanto titolare dei capitoli di spesa.
I fabbisogni collegati ai Programmi di Innovazione devono essere considerati come quota parte del fabbisogno dell’area dirigenziale competente per le attività istituzionali collegate.
Valore economico della produzione
Una parte centrale della circolare riguarda il valore economico della produzione, che esprime l’impatto finanziario positivo delle attività di accertamento e controllo svolte dall’Istituto. Le componenti considerate riguardano sia le maggiori entrate sia le minori uscite, con riferimento a contributi, prestazioni, recuperi, azioni surrogatorie, contenzioso e variazione delle riserve gestionali sui crediti.
Per il 2016 l’obiettivo complessivo è pari a 14.938 milioni di euro, con incremento del 4% rispetto al 2015, corrispondente a 563 milioni di euro, a cui si aggiungono 270 milioni di variazione delle riserve gestionali sui crediti. Il valore totale atteso comprende quindi anche la componente prudenziale legata alla gestione del credito.
Tra gli elementi principali figurano:
- accertamento dei contributi in fase amministrativa;
- accertamenti da vigilanza ispettiva;
- accertamento dei benefici in sede di pensione e TFS;
- accertamenti ECA;
- riscatti e ricongiunzioni;
- saldo delle sentenze favorevoli/sfavorevoli in materia contributiva;
- interessi legali sulle prestazioni;
- recupero di prestazioni indebite;
- annullamenti e revoche di prestazioni;
- azioni surrogatorie;
- contenzioso previdenziale e assistenziale.
La circolare esplicita anche i criteri di misurazione delle riserve gestionali sui crediti, basati sull’anzianità del credito e sul DSO, nonché sulle sospensioni dei crediti iscritti a ruolo. Tali meccanismi incidono sul valore economico della produzione e servono a valutare la qualità della gestione del credito.
Obiettivi attribuiti alle strutture centrali
La circolare assegna obiettivi dettagliati alle Direzioni centrali competenti. In sintesi:
- la Direzione centrale Pensioni deve perseguire la riduzione degli interessi legali e il recupero delle prestazioni indebite;
- la Direzione centrale Posizione assicurativa è coinvolta in riscatti, ricongiunzioni e accertamento benefici in sede di pensione e TFS;
- la Direzione centrale Entrate è responsabile di accertamenti contributivi, ECA e variazione delle riserve sui crediti contributivi;
- la Direzione centrale Prestazioni a sostegno del reddito opera su interessi legali, indebiti, VMC e azioni surrogatorie;
- la Direzione centrale Vigilanza Prevenzione e Contrasto all’Economia Sommersa presidia l’accertato da vigilanza e gli annullamenti da vigilanza ispettiva;
- la Direzione centrale Assistenza e Invalidità Civile presidia interessi legali, indebiti, revoche di invalidità civile e azioni surrogatorie;
- il Presidio integrato per il contrasto al contenzioso e il Coordinamento legale gestiscono i saldi delle sentenze favorevoli/sfavorevoli;
- il Coordinamento medico-legale è coinvolto in VMC, azioni surrogatorie e revoche di invalidità civile.
Alle altre strutture centrali viene attribuito il valore complessivo della produzione pari a 14.938 milioni di euro.
Gestione della spesa e razionalizzazione logistica
La circolare prevede obiettivi specifici per la gestione della spesa e per l’integrazione logistica. Le direzioni centrali titolari di budget di spesa devono garantire che l’assegnazione del budget non superi il fabbisogno congruato dell’intera regione e che lo scostamento tra budget assegnato, eventuale forecast e utilizzo effettivo non ecceda il 5%.
Sul versante logistico, le strutture responsabili del piano di razionalizzazione e del progetto archivi sono chiamate a completare gli interventi programmati per il 2016, con misurazioni basate sullo stato di avanzamento dei piani.
Piano di gestione degli archivi cartacei
La circolare conferma il progetto del polo unico di archiviazione presso Lacchiarella e l’attività di selezione/scarto della documentazione non corrente. L’obiettivo è ridurre criticità, liberare spazi e ottenere risparmi di gestione e manutenzione.
Per il 2016 l’attività deve riguardare anche gli archivi correnti, al fine di verificare possibili riduzioni di spazio. I parametri di riferimento sono:
- conclusione delle attività entro il 31 dicembre 2016;
- valore omogeneizzato di 1,5 per metro lineare gestito.
Le risorse impiegate vanno programmate nelle aree di produzione e rendicontate con il timesheet causale archivi. La Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione effettuerà la valutazione di congruità del piano, e l’andamento sarà monitorato mensilmente con richiesta di verbali di scarto.
Programmazione delle direzioni regionali: conto economico e indicatori
Per le direzioni regionali il conto economico diventa il documento di riferimento unico, articolato in rendimenti e costi. Il rapporto tra valore economico della produzione e costi di gestione totali costituisce l’indicatore di redditività.
La struttura dei costi distingue tra:
- costi diretti di produzione;
- costi indiretti di produzione;
- costi indiretti di CdR.
I costi vengono inoltre classificati in vincolati, parametrici e discrezionali. Per i costi non direttamente attribuibili è prevista la ripartizione tramite driver come volumi di produzione omogeneizzati, FTE e metri quadri degli immobili strumentali. I costi discrezionali sono oggetto della metodologia dei fabbisogni standard.
Gli indicatori economici utilizzati comprendono, tra gli altri:
- valore economico della produzione/costi totali;
- valore economico della produzione per punto omogeneizzato;
- costi diretti/costi totali;
- costo diretto della produzione/costi totali;
- costo del personale diretto di produzione/costo del personale totale;
- costi totali per punto omogeneizzato.
Rilevazione dei fabbisogni nelle strutture territoriali
La rilevazione dei fabbisogni economici si basa su 45 indicatori elementari e su un benchmark rispetto al valore standard di riferimento. Se la posizione della struttura è migliore dello standard, il fabbisogno può essere ritenuto congruo; se è peggiore, deve essere rivisto e accompagnato da azioni correttive.
Le rilevazioni avvengono tramite SAS Workforce planning e specifici form, anche a livello di singolo immobile. Gli importi inseriti hanno natura presuntiva e non costituiscono attribuzione formale di risorse finanziarie.
Piano di produzione territoriale: risorse, qualità e produttività
Il piano di produzione 2016 è orientato al miglioramento della qualità dei servizi e al mantenimento dei livelli di produttività, con una distribuzione più equilibrata dei carichi di lavoro.
La circolare indica tre passaggi fondamentali:
- dimensionamento del carico di lavoro sulla base di pervenuto e giacenze;
- determinazione del fabbisogno di risorse umane tramite parametri di impiego;
- programmazione delle leve gestionali, che comprende mobilità interna, sussidiarietà intra e interprovinciale, progetti regionali di miglioramento, sussidiarietà interregionale, poli specialistici e straordinario.
Sono confermati gli obiettivi di smaltimento delle giacenze: mantenimento fisiologico degli indici del 2015 entro soglie differenziate per tipologia di agenzia, con indice di deflusso uguale o superiore a 1. Le direzioni regionali possono inoltre individuare aree prioritarie da sviluppare mediante progetti di miglioramento regionale.
Qualità, efficacia e conformità dei processi
Gli obiettivi di qualità ed efficacia vengono misurati tramite lo scostamento rispetto al budget degli indicatori sintetici di qualità delle aree di produzione e degli indicatori di efficacia delle aree medico-legale e legale.
La qualità viene definita sulla base dei risultati 2015 confrontati con la media nazionale: se il dato 2015 è migliore, viene confermato; se è peggiore, la media nazionale diventa il valore obiettivo 2016. In questo modo si costruiscono indicatori sintetici di scostamento.
Dal 2016 viene introdotta sperimentalmente la misurazione della conformità dei processi di produzione, affidata alla Direzione centrale Audit. Tale misura non entra ancora nel sistema di valutazione della performance, ma è monitorata per una futura possibile integrazione nell’indicatore di qualità.
Efficienza e impiego delle risorse
La circolare conferma i livelli di produttività e, per il 2016, misura l’obiettivo di produttività solo a livello regionale. A livello provinciale, di agenzia e di linea di servizio l’indicatore resta comunque disponibile per valutazioni di congruità delle risorse.
Sono fissati specifici parametri di impiego delle risorse nelle aree di produzione e di supporto, differenziati per cluster territoriali e regionali. È inoltre definito un parametro di presenza pari all’80% e sono riportati i parametri di assorbimento per l’attività di informazione e consulenza nelle strutture provinciali.
Strumenti di programmazione e calendario
Gli strumenti operativi previsti sono:
- Piano Budget in SAS Workforce per la programmazione delle risorse umane;
- SAS Workforce per la rilevazione dei fabbisogni economici;
- SAP BW SEM per la formalizzazione delle attività regionali di autofunzionamento e delle proposte progettuali.
Per le strutture centrali, il termine per la proposta degli interventi è fissato al 29 gennaio 2016; la fase di negoziazione termina il 19 febbraio 2016. Per le direzioni regionali, le scadenze di elaborazione dei piani di produzione, del piano delle attività e del fabbisogno economico sono anch’esse fissate al 29 gennaio 2016, con verifiche entro il 10 febbraio 2016 e negoziazione entro il 19 febbraio 2016.
Conclusione del processo
Dopo la fase di programmazione e negoziazione, il Direttore generale assegna il budget ai centri di responsabilità e gli obiettivi alle direzioni regionali. La circolare attribuisce alla Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione il ruolo di presidio dell’intero processo, con funzioni di assistenza, verifica di congruità e conformità dei piani e degli obiettivi.
Punti principali
Avvio del processo di programmazione e budget 2016
La circolare nasce nel quadro della Relazione programmatica 2016-2018, delle Linee guida gestionali 2016 approvate con determinazione n. 89/2015 e della Nota preliminare al Bilancio preventivo 2016. Essa avvia il processo di programmazione e budget che coinvolge i centri di responsabilità centrali e territoriali e che culmina nell’adozione del Piano della performance.
Indirizzi gestionali generali
Per le strutture centrali l’obiettivo è il miglioramento dell’efficienza, la focalizzazione sui programmi di innovazione e miglioramento, l’aumento della qualità del servizio, del valore economico della produzione e dei risparmi di spesa. Per le direzioni regionali l’attenzione è posta sul conto economico, sulla creazione di valore per gli utenti e per l’Istituto, sulla razionalizzazione dei costi e sull’uso della metodologia dei fabbisogni standard. Gli obiettivi di budget si applicano a tutte le strutture organizzative dirigenziali e alle agenzie di produzione.
Linee guida gestionali 2016 e programmi
Le linee strategiche sono articolate in undici ambiti: ridisegno del modello organizzativo e della rete territoriale; sviluppo di sistemi di performance management e competenze; relazioni con cittadini e imprese; governo della spesa e patrimonio; funzione contabile e di bilancio; gestione del contribuente e del credito; sistemi di assistenza alla povertà; supporto al mercato del lavoro e Jobs Act; previdenza; gestione delle prestazioni creditizie e sociali; contenzioso. Per ciascun ambito sono indicati programmi e progetti specifici.
Programmi di Innovazione delle strutture centrali
Sono individuati 14 Programmi di Innovazione assegnati a specifici CdR centrali, tra cui il ridisegno del modello di offerta dei servizi, l’evoluzione degli strumenti di supporto, l’integrazione nella PA, il modello di performance management, la segmentazione dell’utenza, l’efficientamento del welfare complementare, lo sviluppo dei flussi collegati al Jobs Act, l’ottimizzazione della gestione del soggetto contribuente e della vigilanza, la razionalizzazione delle risorse e del patrimonio, la valorizzazione del patrimonio informativo e la creazione di valore.
Attività istituzionali e obiettivi di miglioramento
Per le strutture centrali che non partecipano ai PI la programmazione riguarda le Attività Istituzionali. In collegamento alle AI possono essere definiti Obiettivi di Miglioramento esclusivamente in termini di valore economico della produzione, qualità del servizio e risparmi nelle spese di funzionamento. Per ciascun obiettivo deve essere indicata l’area dirigenziale responsabile, il valore obiettivo e i criteri di misurazione.
Rilevazione dei fabbisogni di risorse
Le strutture centrali devono quantificare i fabbisogni di risorse umane ed economiche per AI e PI. Le risorse umane vanno espresse in FTE, distinte tra risorse ABC e altre risorse; le risorse economiche in straordinario, turni, missioni e timesheet. Le proposte sono sottoposte a verifica di congruità dalla Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione e a verifica di compatibilità finanziaria dalla Direzione centrale Risorse umane.
Valore economico della produzione
Il piano 2016 include obiettivi collegati al miglioramento del valore economico generato dalle attività di produzione. La circolare elenca le componenti per contributi e prestazioni, include la gestione dei crediti, i controlli contributivi, le prestazioni indebite, le azioni surrogatorie, i controlli sanitari, il contenzioso e la variazione delle riserve gestionali sui crediti. L’obiettivo complessivo 2016 è pari a 14.938 milioni di euro, con un incremento del 4% rispetto al 2015 e una componente aggiuntiva di 270 milioni per la variazione delle riserve.
Obiettivi assegnati alle strutture centrali
La circolare attribuisce obiettivi specifici alle principali Direzioni centrali, ad esempio: riduzione del 7% degli interessi legali da prestazioni; incremento dell’1,4% dell’accertamento delle prestazioni indebite; obiettivi su riscatti e ricongiunzioni, accertamenti benefici in sede di pensione e TFS, accertamenti ECA, variazione delle riserve sui crediti contributivi, annullamenti per vigilanza ispettiva, revoche di invalidità civile e saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli. Alle altre strutture centrali è assegnato il totale valore della produzione.
Gestione della spesa e integrazione logistica
Per il 2016 sono previsti obiettivi specifici di gestione della spesa per le direzioni centrali titolari di budget, con particolare attenzione alla verifica di congruità dei fabbisogni e allo scostamento massimo del 5% tra budget assegnato e utilizzo effettivo. Sono inoltre assegnati obiettivi sul piano di razionalizzazione logistica e sul progetto archivi alle strutture competenti.
Piano di gestione degli archivi cartacei
È confermata la strategia per il polo unico di archiviazione di Lacchiarella e l’attività di selezione e scarto della documentazione non corrente. La gestione archivi deve concludersi entro il 31 dicembre 2016, con valore omogeneizzato pari a 1,5 per metro lineare gestito. Le risorse vanno programmate nelle aree di produzione e rendicontate con timesheet causale archivi; l’andamento sarà rilevato mensilmente.
Programmazione delle direzioni regionali
Per le direzioni regionali il conto economico diventa il contenitore unico di entrate, uscite, rendimenti e costi di funzionamento. La struttura è articolata in rendimenti e costi e consente di calcolare l’indicatore di redditività. Sono introdotti o confermati indicatori economici e metodologie di ripartizione dei costi tramite driver come volumi di produzione, FTE e metri quadri.
Indicatori economici e fabbisogni standard
Tra gli indicatori economici figurano il rapporto tra valore economico della produzione e costi totali, il valore per punto omogeneizzato, il peso dei costi diretti e del personale. I fabbisogni per i costi discrezionali sono determinati con la metodologia dei fabbisogni standard, basata su 45 indicatori elementari e su benchmark rispetto allo standard di riferimento.
Piano di produzione territoriale
Il piano di produzione 2016 mira al miglioramento della qualità del servizio e al mantenimento dei livelli di produttività, con una più equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro. Sono definiti i criteri per dimensionare il carico, determinare il fabbisogno di risorse umane e programmare leve gestionali quali mobilità, sussidiarietà, progetti regionali di miglioramento, poli specialistici e straordinario.
Qualità, efficacia e conformità dei processi
Gli obiettivi di qualità ed efficacia si basano sugli scostamenti rispetto al budget degli indicatori sintetici di qualità e degli indicatori delle aree medico-legale e legale. Dal 2016 viene introdotta in via sperimentale la misurazione della conformità dei processi di produzione, affidata alla Direzione centrale Audit, senza effetti immediati sulla performance.
Efficienza e impiego delle risorse
La circolare conferma livelli di produttività e definisce parametri di impiego delle risorse nelle aree di produzione e supporto, con differenziazione per cluster territoriali e regionali. È previsto anche un parametro di presenza minimo dell’80% e specifici parametri di assorbimento risorse per l’attività di sportello e informazione nelle strutture provinciali.
Razionalizzazione logistica e archivi nelle strutture territoriali
Le direzioni regionali devono predisporre piani di integrazione logistica e di gestione degli archivi, con obiettivi di riduzione spazi, rilascio immobili, separazione tra archivi correnti e non correnti e scarto documentale. Gli interventi vengono monitorati e alcuni obiettivi non conclusi nel 2014 e 2015 confluiscono nel 2016.
Economicità della gestione e strumenti operativi
L’obiettivo di economicità è calcolato come rapporto tra variazione dei risultati e variazione dei costi totali discrezionali; il valore deve essere superiore a 1. La programmazione territoriale si svolge tramite Piano Budget in SAS Workforce, schede SAP BW SEM per l’autofunzionamento e apposite procedure per la rilevazione dei fabbisogni economici.
Scadenze del processo
Per le strutture centrali e regionali il termine principale per l’elaborazione e l’invio delle proposte è il 29 gennaio 2016; le verifiche di congruità economica e compatibilità finanziaria devono chiudersi entro il 10 febbraio 2016; la negoziazione dei fabbisogni economici entro il 19 febbraio 2016. Successivamente il Direttore generale assegna budget e obiettivi ai centri di responsabilità.
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